DDL Passigli, suggerimenti possibili.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Dom 26 Nov 2000 02:18:06 CET


Ho preferito studiarmi un po' meglio tutta la situazione e credo che per
quanto riguarda questo 'ormai' famigerato DDL non sia possibile
emendamenti 'ragionevolmente accettabili' ( ove per 'emendamento' intendo
interventi che perfezionino - senza modificare in modo sostanziale - l'intento
originario)

Ai senatori suggerirei due cose:

1) Dalla relazione introduttiva sembra che il 'focus' del DDL sia incentrato
sulla istituzione della anagrafe ai fini di tutelare il 'marchio d'impresa' ed
evitare gli accaparramenti e gli intenti speculativi.
Mi sentirei di suggerire che in sede internazionale i problemi sono sentiti in
egual misura e che l'approccio che ha voluto dare WIPO, l'organo mondiale
per la tutela della proprieta' intellettuale di cui e' membro anche l'Italia, e'
consistito - nel campo dei nomi a dominio -  nel concentrare gli sforzi nel
definire la 'registrazione abusiva' secondo il criterio della 'buona fede' (che e'
un concetto che si ritrova spesso nel nostro codice civile) piuttosto che
stilare un elenco rigido di cose che si possono o non si possono fare.
Di fatto e' stata suggerita una procedura per la risoluzione delle dispute che
e' stata adottata direttamente - corredata di alcune precisazioni - da ICANN.
Ai tempi della prima proposta del DDL nelle regole del TLD '.it' non c'era una
procedura analoga, ma ad oggi, insieme ad altri ccTLD [per inciso l'Italia e'
stato uno dei primi ccTLD 'puri' ad adottare una MAP (JPnic e' arrivato dopo
ad esempio)] la situazione e' diversa e abbiamo un livello di tutela 'allo stato
dell'arte'.
Se l'obiettivo e' anche quello di allinearsi alla pratica in uso a livello
internazionale credo che i presupposti per un DDL in merito siano perlomeno
prematuri visto che , ad esempio, in sede WIPO si e' avviato solo
recentemente uno studio e un approfondimento su alcuni argomenti che
invece il DDL indica da subito come nomi personali, geografici etc.
Questo studio, che si concludera' nella prima meta' del 2001 con un secondo
report WIPO potra' dare indicazioni al riguardo, allo stato attuale credo possa
essere considerato davvero prematuro entrare nel merito.

2)  Aldila' della formulazione corrente (che e' priva ad esempio del consueto
glossario iniziale per poi comprendere gli elementi citati nel testo) credo che
l'oggetto del disegno di legge debba essere in qualche modo reso piu'
consono alla natura di principio generale a cui fare riferimento e ritengo che
cio' debba essere fatto allargando l'ambito di applicazione.
Mi spiego meglio: se il proposito e' quello di regolare l'uso dei meccanismi di
identificazione sul mezzo di comunicazione 'rete' allora se lo si limita ai soli
nomi a dominio vorra' dire che poi ci sara' unaltro DDL per gli identificativi e-
mail, uno per i nick delle chat, eccetera... Ci sono principi che possono
essere messi a fattor comune e credo che il testo debba affrontare quegli
aspetti che sono propri del mezzo 'rete'  cercando di dare dei punti di
riferimento che valgano indipendentemente dall'esistenza o meno di organi o
istituzioni di controllo/catalogazione. Qui si aprirebbe un discorso piu' ampio,
ad esempio definire gli ambiti d'uso dell'identificativo in rete: pubblico,
ristretto, temporaneo, permanente, diffusione , comunicazione etc.. perche',
facendo un paragone alla vita 'reale'  non e'   ad esempio ragionevole
perseguire un cittadino italiano che chiama sua figlia 'mercedes'  perche'
esiste un marchio registrato.

Riassumendo:
 - DDL Passigli nella attuale formulazione poco ulteriormente utile rispetto
alle regole gia' in effetto.
- Regolamentazione dell'uso degli identificativi in rete in senso piu' ampio
(con relativa analisi e studio piu' ampi).

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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