art.1 lett. d) DDL Passigli

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Dom 26 Nov 2000 16:14:43 CET


Caro Manlio,

mi sembra di capire che riteniamo ambedue il DDL inopportuno, e in gran
parte per similari ragioni, anche se forse ci esprimiamo diversamente.

Quindi non per sollevare dissidi che non ci sono, ma solo per elaborare
meglio le mie stesse posizioni, tento di fissare un capitolato di TESI.
Please: sappimi dire su quali sei in accordo e su quali no

--- nomi personali (persone fisiche)
TESI 1: se un DN coincide con un nome di persona, la persona in questione
ne ha diritto esclusivo. (modulo una qualche policy per le omonimie).

tesi che può essere formulata sia in termini di legislazione positiva, sia
di astratti principi metagiuridici:

TESI 1-pos: secondo l'ordinamento italiano (in particolare: codice civile),
TESI 1;
TESI 1-meta: in generale è giusto includere in ogni ordinamento positivo
TESI 1.

Sono in favore TESI 1-meta, e per quanto ne so credo che TESI 1-pos sia
valida.

--- marchi (e casi assimilabili).

- qui mi sembra ci siano tre possibili alternative:
TESI 2-A: Comunque usato, l'uso di un DN che coincide con un marchio, deve
essere considerato come l'uso di quel marchio;

TESI 2-B: L'uso di un DN che coincide con un marchio, deve essere
considerato un uso di quel marchio, se e solo se si realizzano altre
condizioni particolari (bad faith, intento speculativo, ecc.)
(questa - mi sembra - la posizione della URDP di ICANN/WIPO, vedi testo in
coda)

TESI 2-C: L'uso di un DN non è mai assimilabile a l'uso di un marchio.
(posizione 'estremista')

Nuovamente possiamo avere di ognuna la versione POS e la versione META.

In effetti tu sembri condividere TESI 2A-pos e forse anche TESI 2A-meta.
Sbaglio?


La mia posizione è invece la combinazione di (una qualche completa
formulazione di) TESI 2B-meta e di "esiste forse una piccola lacuna sulla
questione nell'ordinamento positivo italiano, che forse dovrebbe essere
risolta  facilmente e meglio risolta con l'intervento
'interpretativo/creativo' giurisprudenziale, e in ogni  caso sperabilmente
individuando un buon punto di equilibrio tra legislazione sui marchi e
vincoli  costituzionali a protezione della libertà di manifestazione del
proprio pensiero"

La mia opposizione al DDL Passigli nasce anche dal fatto che presuppone la
validità di TESI 2A-meta (e implicitamente la non (ovvia) validità di TESI
2A-pos, se no non avrebbe proposto il DDL! :-) )

--- libertà di manifestazione del pensiero:
TESI 3: La registrazione di DN costituisce una modalità di espressione del
proprio pensiero, e va protetta accordatamente, ovvero non si può proibire
la registrazione di ua qualsiasi espressione  se ciò non costituisce
violazione diretta di norme/principi sul buon costume, di rispetto della
reputazione personale e coontro la calunnia, della legge sui marchi, ecc.
ecc. (ma sempre indicando casi ben definiti e condivisibili)

Contra TESI 3 io vedo sopratutto questa obiezione: le particolari modalità
della registrazione nel DNS, donano a una persona un uso esclusivo
-nell'ambito del DNS- di una espressione. La registrazione di una
espressione di uso comune, non si configura allora come la 'cattura' di un
bene comune da parte di un singolo? Nota bene il problema è lo stesso  per
la denominazione di parti politiche con espressioni di uso comune (Forza
Italia e Ulivo).  Ma su questo sono sicuro: se si permette
www.fate_il_bene.it allora si deve permettere anche www.siate_cattivi.it.


(Nota che ISOC ha combattuto una battaglia legale negli US, credo conclusa
con un accordo amichevole,  perchè la parola INTERNET rimanesse di uso comune)


Fin troppo prolisso. grazie per l'attenzione. Commenti, anche off mailing
list, sono welcome.

mario


ps ovviamente so che ci sono ottimi giuristi che potrebbero riformulare il
tutto con un linguaggio e categorie più proprie.

At 11.11 26/11/00 +0100, Manlio Cammarata wrote:
>Sunday, November 26, 2000, 12:32:56 AM, you wrote:
>
>cm> Claudio, All,
>
>cm> emendamenti su emendamenti
>Il testo proposto non tiene conto di questioni che sono consolidate
>nell'ordinamento non solo italiano (codice civile e legge marchi, omonimie
>ecc.), come ho più volte sottolineato in lista, e come diversi autori
>hanno ribadito negli articoli su InterLex.
>
>Non ha senso richiamare la libertà di espressione per pretendere la
>registrazione di un dominio in conflitto con i legittimi interessi di
altri, né
>lambiccarsi in cervello sul problema delle ominimie, risolto sulla base del
>principio che il diritto più forte è quello di chi arriva prima.
>
>Inoltre la proposta ha un difetto fondamentale: inserisce in un testo di
legge,
>che deve essere più generico possibile, questioni di dettaglio che devono
>essere oggetto di regolamenti. Se emendamenti di questo tipo venissero
proposti
>in Commissione, tra emendamenti, controemendamenti, compromessi e questioni
>politiche, verrebbe fuori una legge inapplicabile.
>In questo momento ai politici interessa una sola cosa, e alcuni lo hanno
detto
>abbastanza esplicitamente: poter recuperare nella maniera più rapida e
semplice
>possibili i domini di cui hanno bisogno in campagna elettorale. Il DDL
Passigli
>è stato riesumato solo per questo motivo.
>
>Comunque domani, lunedì, InterLex torna sull'argomento, anche con una
presa di
>posizione formale di AIIP. Stiamo elaborando anche una specie di
"capitolato",
>in cui si mettono in chiaro i punti che dovrebbero essere alla base della
>legge, tenendo conto di che cosa è praticabile dal punto di vista legale e
>amministrativo e di che cosa non lo è.
>Questo è un punto essenziale, del quale i tecnologi devono tener conto: la
>legge, qualsiasi legge, deve essere coerente con l'ordinamento, altrimenti i
>tribunali ne fanno polpette.
>
>Ciao a tutti
>Manlio
>
>
>
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>dr. Manlio Cammarata
>InterLex
>http://www.interlex.it
>----------------------
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