art.1 lett. d) DDL Passigli

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a ELETTRA.TRIESTE.IT
Lun 27 Nov 2000 10:23:50 CET


Cuai a tutti,

ieri sera io e Stefano Trumpy ervamo a cena con Rbo Blokzijl, uno dei
Direttori Generali di ICANN, nonche' del DNSO, ed abbiamo ampiamente
discusso di come vanno fatti interagire ICANN, i Registry dei ccTLD con i
loro relativi polocy boards (la N.A.), ed i Governi. La conclusione a cui
siamo giunti si puo' riassumere molto in breve nelle seguenti considerazioni.

Vi sono due aspetti, quello tecnico e quello giuridico, e questi aspetti
sono e devono essere necessariamente separati tra loro. L'aspetto tecnico
e' quello in cui ci si occupa di far funzionare il DNS, e nulla di piu'.
L'aspetto giuridico indica che "in alcuni casi specifici" i nomi a
dominio hanno assunto rilevo di "segno indicativo", per cui in questi
casi essi vanno protetti in modo "legale", ma e' anche chiaro che NON
tutti i nomi a dominio sono segni indicativi, e che le legislazione NON
deve ancora al momento decidere nell'argomento di "gestione" dei registri
e sopratutto di relazioni con ICANN e WIPO: e' ancora una situazione in
completa e rapida evoluzione, per cui quasiasi decisione fatta al momento
attuale "per legge" rischia di creare seri problemi di attuazione, e
sarebbe vista da ICANN al momento come un "atto di interferenza" nelle
decisioni in corso e nei contratti che ICANN intende stabilire.

In pratica, una legge dovrebbe dire semplicemente:

 - quali sono i casi non questionabili nei quali un nome a dominio e' da
   considerare un segno distintivo, per cui si applicano le leggi esistenti
   in materia

 - le eventuali misure da applicare in caso di violazioni, ma tenendo conto
   che solo il registro del proprio ccTLD e' tenuto poi ad applicarle,
   mentre per gli altri Registry, e' solo possibile intimare al "condannato"
   di intraprendere le azioni di cancellazione/modifica

 - che l'assegnazione dettagliata di gestori del Registry e del suo
   Policy Board e' delegata ad un regolamento da emettere in seguito
   quando la situazione internazionale sara' chiarita.

Nel nostro caso specifico, risulterebbe:

 - i nomi a dominio sono segni distintivi nei seguenti casi:

  * quando corrispondono ad un marchio, segno distintivo etc, E SONO
    UTILIZZATI NELLO STESSO SETTORE MERCEOLOGICO (in modo da adeguarsi
    alla legislazione italiana che assegna marchi uguali in settori
    merceologici diversi). Essendo i domini uno spazio al momento piatto
    (anche ccTLD "uk" sta per votare l'abolizione dei "co.uk", "ac.uk",
    etc per migrare allo spazio piatto "uk") il nome se lo prende chi
    arriva per primo, indipendentemente dal settore merceologico.

 * quando corrispondono esattamente al "nome e cognome" o al "cognome"
   o allo "pseudonimo noto" di una persona (e relative permutazioni).

 * quando corrispondono ai nomi o segni distintivi di istituzioni o
   cariche dello Stato (rientra nal punto precedente: al posto di
   nome di persona c'e' il nome di istituzione).

Come vedete una serie di casi molto ristretto, che risolve alcuni
problemi di legislazione, senza interferire con tutto il resto.

Vi mandero' a breve (sono ad Amsterdam) un possibile utleriore testo
emendato.

Claudio Allocchio



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