La vera portata del nuovo art. 13.3

Enzo Fogliani fog a FOG.IT
Lun 16 Ott 2000 08:23:33 CEST


Maurizio Codogno ha scritto:
>
> Comincio subito a dire che la modifica approvata permette effettivamente
> alla RA di chiedere informazioni prima di inserire il nome a dominio nel
> DNS (ma dopo averlo messo nella base dati, per mantenere l'ordine temporale
> delle richieste). Dire pero` che si e` perso il diritto
> all'autocertificazione mi pare un po' fuorviante: anche con le regole in
> vigore in questo momento, bisogna rimettersi al buon cuore della RA perche`
> nel momento in cui ci e` stato registrato il nome a dominio questa non si
> metta a chiedere tutta la documentazione.
>
> Passiamo a un po' di contesto storico.
> Il punto all'ordine del giorno "Richiesta della Registration Authority di
> chiarificazioni sulla registrazione di nomi a dominio corrispondenti a nomi
> e cognomi di persona" derivava da una richiesta fatta ancora a fine luglio
> dalla RA, che aveva ricevuto una richiesta per un nome a dominio
> corrispondente al nome di un'altissima carica dello Stato. La richiesta
> della RA era di avere la possibilita` in casi limitati di non procedere
> alla registrazione senza ulteriore documentazione: il consenso del CE era
> che in ogni caso l'ordine temporale delle registrazioni doveva essere
> mantenuto, ed Enzo aveva anche preparato una proposta di modifica al punto
> 13.2 delle regole di naming per prevedere questi casi particolari.
> Quindi la decisione non e` affatto sbucata dal nulla.

Riporto per completezza la mia proposta di modifica (che peraltro si
riferiva al punto 2.2.2 delle procedure, non all'art. 13.2 delle
regole), avanzata sulla lista CE il 14 settembre:

"Qualora il nome a dominio richiesto corrisponda a quello di uffici
pubblici, amministrazioni o persone ricoprenti cariche istituzionali nei
paesi membri dell'Unione europea, e' facolta' della RA richiedere la
verifica della documentazione ai sensi dell'art. 13.3 delle regole di
naming e tenere in sospeso l'assegnazione del nome a dominio. Si applica
in questa ipotesi il disposto dell'art. 13.3 delle regole di naming."

Come si vede, si trattava di ipotesi ben circoscritte e delimitate, non
una abolizione del principio dell'autocertificazione.

> Durante la riunione del 9/10 c'e` stata una discussione molto animata,
> perche` se e` vero che il principio dell'autocertificazione e` alla base
> della versione 3 delle regole, un altro principio basilare e` quello della
> semplificazione: scrivere specificatamente quali sono i nomi per cui la RA
> aveva il permesso di chiedere la documentazione non sembrava corretto a
> parte del CE. Non parliamo poi dei nomi di serie A e di serie B...

La mia proposta mi sembra fosse ben chiara e specifica. Oltretutto,
erano esattamente le situazioni su cui erano sorti i problemi per la RA,

> Per farla breve, si e` andati alla votazione della proposta
> di modifica dell'articolo 13.3, che ha avuto tre voti a favore e tre
> contrari. Come da regolamento, in questi casi il voto del Direttore vale
> doppio: ergo, la responsabilita` della decisione presa e` tutta mia.

> In un'ottica piu` generale, io spero tanto che ci sia una versione 4 delle
> regole di naming che affermi che un nome a dominio e` una stringa di
> caratteri ASCII (o quello che si inventera` IDN), e che il Registro deve
> semplicemente registrare. Ma sono anche certo che questa cosa non si possa
> fare fino a che non ci sara` una legge dello Stato che dia un fondamento
> certo alle attivita` della RA e della NA, e per il momento occorra
> barcamenarsi con il buon senso.

La decisione presa secondo me non e' di buon senso. Se si volevano
evitare casi specifici ed eclatanti, bastava indicarli, come era nella
mia proposta.

Comunque, alla NA l'ardua sentenza.

    Enzo Fogliani.


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