La vera portata del nuovo art. 13.3

Enzo Fogliani fog a FOG.IT
Lun 16 Ott 2000 08:44:21 CEST


Claudio Allocchio ha scritto:
>
> Buon giorno a tutti,
>
> come ha chiaramente spiegato il Direttore del CE, la modifica e' stata
> fatta per permettere la trattazione di casi ben precisi e specifici, ma
> non e' certo possibile in modo semplice e senza creare "categorie di
> richiedenti" dare una lista di soli casi particolari.

Non condivido. La RA aveva dato una ben precisa tipologia di situazioni
(che, tra l'altro, erano state anche anticipate nella riunione del CE
DEL 15 maggio 2000 a Milano). Essa era stata ripresa dalla richiesta di
Denoth, che cosi' aveva "categorizzato" i casi particolari:
testualmente, si trattava di: "richieste di registrazioni di nomi a
dominio corrispondenti a nomi di persone che ricoprono cariche nelle
istituzioni delle Stato Italiano (ad esempio, il Presidente del
Consiglio dei Ministri) da parte di persone completamente estranee al
nome richiesto." Se la R.A. e' stata in grado di "categorizzare" cosi'
bene le situazioni, non vedo perche' non possa farlo il CE.

> Non mi risulta che l'interpretazione da dare al nuovo articolo sia quella
> data da Enzo Fogliani, e non mi risulta che questa fosse l'interpretazione
> che la richiesta della RA intendeva attuare.

E' da tenere presente che la RA ha anche interpretato la norma attuale
nel senso di pretendere che chi ha chiesto il nome a dominio possa
essere richiesto di provare che ne ha titolo, mentre la norma diceva
chiaramente (ed era stata fatta dal CE nel senso) che poteva richiedere
i documenti che l'assegnatario non doveva piu' inviare, ma poteva
autocertificare.

Il discorso comunque da farsi non e' sperare che la Ra interpreti la
norma in un certo modo; la norma deve essere fatta in modo che NON POSSA
essere interpretata in modo diverso da quello che vuole dire.

Il nuovo art. 13 da una facolta' discrezionale ILLIMITATA di richiedere
documenti prima della registrazione; il che non e' affatto concedere
tale discrezionalita' per solo pochi, specifici casi.

Quindi, ci si puo' aspettare che tale facolta' discrezionale sia
esercitata. E di fronte a tale discrezionalita', e' ovvio che
l'autocertificazione non e' piu' un diritto  a favore dell'utente, ma
qualcosa lasciato al comodo della RA.

> Quindi, se trovate il modo di dare una "definizione migliore" che
> risponda al senso della modifica apportata (permettere nei casi che piu'
> fanno sospettare sulla veridicita' della autocertificazione una verifica
> piu' approfondita PRIMA dell'attivazione tecnica del nome a domini, e
> sotto la piena responsabilita' della RA che poi ne risponde alla NA), si
> puo', come ovvio, chiedere di porre il veto alla decisione del CE.

Anche qui, NON E' SCRITTO DA NESSUNA PARTE che la RA puo' chiedere la
documentazione relativa alla veridicita' dell'autocertificazione se ha
dei sospetti sulla sua veridicita'. Ripeto, le norme sono quelle SCRITTE
e si interpretano su cio' che e' scritto, non su quello che si vorrebbe
ci fosse scritto. Se un giorno un nuovo direttore dello IAT volesse
stare sul sicuro ed avere tutti i documenti di tutti, con questa nuova
formulazione dell'art. 13.3 potrebbe benissimo farlo.

Inoltre, la NA fa le norme, e non dovrebbe essere istituzionalmente il
"giudice" dei singoli comportamenti della RA. Anche l'affermazione che
la RA ne risponde alla NA a mio avviso non e' fondata.

> Il problema di trattare questi casi (pochi per fortuna) esiste e quindi il
> CE ha stabilito questa forma, dando la discrezionalita' alla RA di agire
> in certi casi, ma anche dando alla RA la piena responsabilita' delle
> proprie azioni in questi casi, azioni di cui deve rispondere e
> giustificare l'operato alla NA.

Se sono pochi casi, non mi sembra sia allora il caso di dare una
discrezionalità cosi' vasta.

Saluti a tutti,


    Enzo Fogliani.


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