Re: Art. 13 e pubblicità delle riunioni del CE.

Maria Luisa Buonpensiere buonpensiere a TIN.IT
Lun 16 Ott 2000 19:44:42 CEST


At 03.31 15/10/00 +0200, Griffini Giorgio wrote:
> [zip zip]
> E' triste pero' notare che tali
> argomentazioni (opportunita' delle decisioni prese senza informativa /
> sollecitazione / consenso preventivo della lista) vengano sollevate solo
> quando sembra facciano comodo a supportare le proprie posizioni.

A mio avviso il problema della trasparenza e della rispondenza del CE alle
aspettative della lista e' in effetti serio.

Mi sembra infatti che, profittando di questa semisegretezza che circonda
l'attivita' del CE (lista non pubblica, nessuno sa quando sono convocate le
riunioni, ultimamente non e' mai reso noto alla lista prima della riunione
l'ordine del giorno, etc. ) provochi in effetti un notevole scollamento fra
Comitato esecutivo e lista.

Prima dell'estate si era tanto parlato di abolizione della lettera di AR,
tanto che, dopo vari rinvii, il CE aveva espresso nel verbale del 14 luglio
un impegno di massima a portare avanti la sua eliminazione. Io mi sarei
aspettata che il CE avesse proseguito al discussione in questa direzione,
visto i consensi che si erano avuti in lista. Ci sono state dal 14 luglio
altre due riunioni (4 agosto e 9 ottobre), nelle quali tali argomenti
avrebbero potuto essere discussi con profitto.

Invece, nulla di tutto questo. A sorpresa, viene fuori questa nuova
decisione, MAI sollecitata in lista da alcuno, in una riunione che
evidentemente e' stata preparata proprio per questo blitz.

Basta guardare le altre decisioni contenute nel comunicato, che
evidentemente corrispondevano a due ben precisi altri punti all'ordine del
giorno, e che per comodità trascrivo:
"(2) Il Comitato Esecutivo ribadisce che gli enti conduttori debbono
essere persone giuridiche oppure studi professionali, e pertanto i
consorzi di imprese non possono essere accettati come enti conduttori."
"(3) Il Comitato Esecutivo ribadisce che la Procedura di riassegnazione è
applicabile anche ai nomi e ai segni distintivi di enti e istituzioni
pubbliche."

La decisione n. 2 e' un'affermazione che qualsiasi studente al primo anno
di giurisprudenza puo' fare ad occhi chiusi, essendo il concetto di persona
giuridica uno dei primi basilari elementi che si studiano (e' nei primi 20
dei quasi 3000 articoli del codice civile).

La decisione n. 3 altrettanto, visto che se i privati hanno diritto a nome
e segno distintivo, a maggior ragione lo hanno gli enti pubblici; e non ci
vogliono certo una decina di persone del CE per raggiungere tale ovvia
conclusione.

Il punto 1 all'ordine del giorno era semplicemente, come e' stato scritto,
"chiarificazioni" su nomi e cognomi (e non, quindi, decisioni o modifiche
alle regole di naming).

Il CE vuole farci credere che un po' di suoi membri, a loro spese, si sono
imbarcati in una trasferta a Roma solo per ribadire cose TOTALMENTE ovvie,
e solo per caso e' poi uscita fra le "varie ed eventuali" una proposta che
rivoluziona le regole di naming e ci fa tornare indietro di due anni?

Scusate, ma la cosa sembra totalmente inverosimile. Al contrario,
sembrerebbe che questa decisione sia un colpo di coda del CE uscente voluto
e preparato con cura. Non si spiega infatti come per una decisione cosi'
importante non sia stata indicata esplicitamente nell'ordine del giorno, e
il fatto che sarebbe stata discussa un asimile modifica non sia stata
comunicato sulla lista.

Ma gli interrogativi non finiscono qui. In ogni assemblea che si rispetti,
gli argomenti da discutere devono essere previamente posti all'ordine del
giorno, per consentire ai partecipanti di valutarli previamente. Perche'
non e' stato fatto? E, soprattutto, perche' il direttore ha permesso che
venisse votata una decisione su un argomento che non era all'ordine del
giorno? La cosa e' resa ancor piu' grave dal fatto che non solo il
direttore del CE ha permesso una votazione su un argomento non all'ordine
del giorno, ma con il suo voto che vale doppio in caso di parita' ha
consentito a questa decisione di passare.

Mi sembra che sia quindi auspicabile per il futuro prevedere che almeno la
convocazione del CE e il relativo ordine del giorno siano resa pubblici,
per consentire il previo dibattito sulla lista.

Quanto poi al CE, dovremmo stare attenti a che quello nuovo abbia membri
che siano un po' piu' rispettosi del mandato che hanno ricevuto da chi li
ha eletti, ossia: (a) si impegnino a seguire i lavori e siano presenti alle
riunioni; (b) si impegnino a consultare la lista ogni volta che intendono
prendere decisioni su argomenti di una certa importanza.

Cordiali saluti a tutti,


Maria Luisa Buonpensiere.
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Avv. Maria Luisa Buonpensiere
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