Re: Art. 13 e pubblicità delle riunioni del CE.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Lun 16 Ott 2000 22:59:05 CEST


Commento il messaggio di M.L.Buonpensiere:

> At 03.31 15/10/00 +0200, Griffini Giorgio wrote:
> > [zip zip]
> > E' triste pero' notare che tali
> > argomentazioni (opportunita' delle decisioni prese senza informativa /
> > sollecitazione / consenso preventivo della lista) vengano sollevate solo
> > quando sembra facciano comodo a supportare le proprie posizioni.
>
> A mio avviso il problema della trasparenza e della rispondenza del CE alle
> aspettative della lista e' in effetti serio.
>
Lo scollamento era gia' piu' che evidente un anno fa quando in sede di
assemblea sono state vetate parti rilevanti del lavoro prodotto dal CE.

> Invece, nulla di tutto questo. A sorpresa, viene fuori questa nuova
> decisione, MAI sollecitata in lista da alcuno, in una riunione che
> evidentemente e' stata preparata proprio per questo blitz.
>
Forse e' un caso che e' stato fatto diventare eclatante (perche' in realta' gli
effetti di una tale decisione (13.3)  sono molto meno deleteri di quello che si
vuole fare forzosamente credere) ma non mi sembra sia l'unico e la
sollecitazione in lista non e' nemmeno 'strutturalmente' dovuta.

> Il CE vuole farci credere che un po' di suoi membri, a loro spese, si sono
> imbarcati in una trasferta a Roma solo per ribadire cose TOTALMENTE ovvie,
> e solo per caso e' poi uscita fra le "varie ed eventuali" una proposta che
> rivoluziona le regole di naming e ci fa tornare indietro di due anni?
>
Il CE si e' spesso trovato nella posizione di dover precisare cose ovvie (a
volte ovvie solo per il CE)  perche' nelle formulazioni iniziali e' probabilmente
spesso stato poco preciso.

LA PROPOSTA RIVOLUZIONA LE REGOLE DI NAMING ?
Spiegatemi in maniera convincente in cosa consiste la RIVOLUZIONE per
chi opera correttamente ed in buona fede.
Dati concreti pero'... non una pregiudiziale malafede della RA....perche si
annullerebbe con la analoga pregiudiziale malafede sull'operato del CE....

Gli effetti in pratica sono:
Con l'introduzione del 13.3 chi opera scorrettamente puo' ora vedersi non
registrato in primis un nome a dominio che tentava di registrare invece di
dover eventualmente soccombere piu' tardi dopo una eventuale MAP.
Invece, con l'introduzione del 13.3 chi opera correttamente soffre
enormemente perche' e' costretto a...(??)
(Invito ognuno tra quelli che sono contro il 13.3 a prendersi la briga di
completare la frase...)

> Al contrario,
> sembrerebbe che questa decisione sia un colpo di coda del CE uscente voluto
> e preparato con cura. Non si spiega infatti come per una decisione cosi'
> importante non sia stata indicata esplicitamente nell'ordine del giorno, e
> il fatto che sarebbe stata discussa un asimile modifica non sia stata
> comunicato sulla lista.

Allora, giusto per riportare la discussione sul livello corretto diciamo che
stiamo parlando di 'discrezionalita' concessa alla RA ai fini di tutelare i diritti
di registranti che potrebbero essere potenzialmente lesi.
Ripetendomi, se cio' che non piace e' la 'discrezionalita' perche puo' essere
usata male allora si dovrebbe avere l'onesta' intellettuale di riconoscere che
lo stesso rischio esiste nella 'discrezionalita'  concessa al CE esercitando i
suoi poteri normativi rispetto a quella concessa alla RA nella applicazione
pratica delle regole.
E'  l'intero modello decisionale che non regge proprio (per i convinti: " non
regge piu' " ') e genera per sua natura situazioni conflittuali.
Tant'e vero che l'assemblea puo' solo andare _contro_ a una decisione del
CE e non puo'  far approvare una decisione senza che il CE sia d'accordo (e'
il CE che rende eventualmente esecutive le decisioni 'positive' prese in
assemblea fisica)
Ma non voglio insistere oltre visto e' un po' di mesi che lo vado ripetendo.

> Mi sembra che sia quindi auspicabile per il futuro prevedere che almeno la
> convocazione del CE e il relativo ordine del giorno siano resa pubblici,
> per consentire il previo dibattito sulla lista.
>
Visto che lo statuto nulla dice al riguardo cio' rientra nell'ambito della
'discrezionalita' del CE di cui accennavo poc'anzi.
Il previo dibattito in lista non e' attualmente dovuto perche' come spesso mi
sono sentito dire, se qualche decisione non piace si puo' tentare di farla
vetare 'DOPO' che e' stata posta in essere e non sindacare troppo gli intenti
in anticipo.(chiaramente se uno e' a favore allora caviale e champagne e la
cosa viene sventolata in seno al CE per spaventare i membri dissenzienti)
Trovo che le discussioni sul 'previo dibattito' siano un po' spesso strumentali.

> Quanto poi al CE, dovremmo stare attenti a che quello nuovo abbia membri
> che siano un po' piu' rispettosi del mandato che hanno ricevuto da chi li
> ha eletti, ossia: (a) si impegnino a seguire i lavori e siano presenti alle
> riunioni; (b) si impegnino a consultare la lista ogni volta che intendono
> prendere decisioni su argomenti di una certa importanza.
>

Sul punto (a):

Lo statuto corrente non prevede nulla in merito (mentre dice eccome per i
membri che non partecipano)

Sul punto (b):

Aldila' del dilemma di chi debba stabilire quali siano gli argomenti di una
certa 'importanza' lo statuto corrente prevede che sia il CE a prendere le
decisioni, indipendentemente dalla assemblea.
Piaccia o meno, la struttura e' nata in tal modo proprio per evitare di dover
ricorrere a decisioni assembleari.
Prendo pero' piacevolmente atto che (in questo caso) si vuole tornare
(finalmente) al passato assembleare in cui le persone avevano la serenita' di
poter fare proposte in positivo e che potessere essere valutate da tutti e non
solo un gruppo ristretto che si e' spesso dimostrato (almeno in passato) un
po' pasticcione.

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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