La vera portata del nuovo art. 13.3

Ignazio Guerrieri iguerrieri a PRONET.IT
Mar 17 Ott 2000 11:12:57 CEST


Intervengo sull'argomento soltanto dopo averci molto riflettuto, perche'
almeno per quanto mi riguarda credo che la questione meriti molta attenzione
e anche una certa cautela di giudizio (in altri termini, non credo che
esistano verita' rivelate....).
A mio avviso, comunque, non ha torto chi attribuisce a quelle tre paroline
("o non procedere") una portata rivoluzionaria rispetto all'assetto
stabilito dalle attuali regole di naming: in questo modo, infatti, si
finisce con il riconoscere alla RA una discrezionalita' assai ampia - di
fatto illimitata - nella procedura di assegnazione.
Detto questo, e' evidente che il problema non e' soltanto quello di valutare
se tale discrezionalita' sia o meno opportuna (sul che si potrebbe opinare
all'infinito), ma anche di verificare se essa trovi giustificazione nei
fatti, o se invece non appaia - almeno al momento attuale - come uno
strumento eccessivo e sproporzionato.
Ebbene, la mia personale opinione e' che, se anche l'esigenza di autotutela
della RA che sottende a questa modifica sia pienamente comprensibile, essa
fosse in qualche modo gia' considerata dalla precedente versione dell'art.
13.3, che attribuiva alla RA la facolta' di revocare l'assegnazione a coloro
che non avessero inviato la documentazione richiesta (o l'avessero inviata
difforme dalle dichiarazioni del richiedente); gia' in questo modo, infatti,
se la RA subodorava qualche possibile irregolarita' in una richiesta, aveva
la piena possibilita' di effettuare tutti i controlli del caso e,
soprattutto, di valutare secondo il proprio convincimento la documentazione
(si pensi al sostanziale margine di discrezionalita' insito nell'art. 13.2 e
nelle parole "non rispondenza al vero delle dichiarazioni effettuate dal
richiedente" dell'art. 13.3). Perche' dunque introdurre anche la facolta'
della RA di non assegnare ab initio il nome a dominio, rendendo cosi' la
procedura un estenuante e incerto percorso a ostacoli?
Tralascio poi le considerazioni sulla forma in cui la modifica e' stata
adottata (perche' qui ha veramente ragione chi sostiene che un argomento di
questa portata avrebbe dovuto quanto meno essere posto all'ordine del
giorno, se non passare attraverso il preventivo dibattito in lista).
Auspico quindi che il Presidente ponga il veto sul nuovo art. 13.3.
Un cordiale saluto a tutti.
Ignazio Guerrieri
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