Quale tutela per gli utenti?

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Gio 19 Ott 2000 17:07:29 CEST


At 14.20 19/10/00 +0200, Paolo Pomi wrote:
>Qualche tempo fa è successo che un soggetto (TIZIO) titolare di partita
>IVA ha richiesto la registrazione alla RA di un dominio TLD.it
>La domanda era stata inoltrata a mezzo fax in data 30 marzo 2000 ad un
>maintainer "di rilevanza nazionale".
>TIZIO, pur sollecitando "quotidianamente" il suddetto maintainer,
>controllava nel sito NIC.IT lo stato della registrazione del TLD.it
>richiesto accertando che lo stesso era "in registrazione": tutto ciò sino
>al 31 maggio 2000 data in cui lo "stato di registrazione" del medesimo TLD
>risultava "scaduto". Inutile sottolineare che sino a quella data il
>maintainer dichiarava non esserci alcun problema per la registrazione
>stessa. Dopo di ciò la registrazione non è più stata possibile perché un
>terzo soggetto (CAIO) ha provveduto a registrare (lui sì) tempestivamente
>il dominio precedentemente richiesto da TIZIO.
>A questo punto la domanda è se vi sono strumenti adeguati per evitare che
>il maintainer si "dimentichi" di perfezionare pratiche che gli sono
>riconosciute in esclusiva.

La discussione, dal mio punto di vista strettamente personale, e' di tipo
accademico perche' non ho mai ritenuto di importanza cosi' vitale l'uso di
un nome a dominio rispetto ad un altro.
Premettendo che ovviamente non siamo noi i maintainer ne' del primo ne' del
secondo caso, segnalo che per l'utente l'unico modo per controllare
consiste nel verificare appunto presso il sito del NIC che e' ad accesso
pubblico.
La semplice norma (che forse a breve verra' cambiata) consiste nel fatto
che la Lettera di assunzione responsabilita' (cioe' il fax nella
maggioranza dei casi) da il via alla procedura di registrazione. Nel
frattempo il maintainer deve predisporre gli adempimenti tecnici (cioe'
registare nei propri server le zone del dns, in parole povere deve inserire
i dati del dominio nel suoi server) ed infine deve, pena la scadenza della
domanda, mandare il cosidetto modulo che altro non e' che una semplice
email con i dati.
Se il dominio in questo caso e' scaduto per negligenza del maintainer e'
possibile che lo stesso sia civilmente responsabile dei danni derivanti.
A questo punto viene piacevole, sempre per lo spirito accademico, chiedersi
come quantificare i danni.
Infatti la successiva registrazione dello stesso nome a dominio da parte di
un altro soggetto e' imputabile o meno alla negligenza commessa dal primo
maintainer di non aver inviato il modulo?
Se nessuno avesse registrato il dominio il primo maintainer avrebbe solo
causato un ritardo nella registrazione del dominio oggi fra l'altro questo
ritardo sarebbe di 1 o 2 giorni al massimo quindi forse con scarsa
rilevanza dal punto di vista economico per la richiesta dei danni.
Invece qualcun'altro ha registrato il dominio. Ora ci si chiede se cio' sia
avvenuto perche' quell'altra persona ha "rubato" l'idea leggendola proprio
nel database del NIC in questo caso forse il primo maintainer potrebbe
essere responsabile di una negligenza che ha portato alla diffusione
involontaria di dati riservati sui propri clienti anche se della
pubblicita' dei dati il maintainer non e' responsabile.
Ma a questo punto ci si deve chiedere quale mandato ha dato l'utente al
maintainer. Infatti per analogia se io incarico una banca di pagare la mia
bolletta della luce addebitandola in conto e se questa non effettua il
pagamento non ritengo si possa ritenere la banca responsabile della
interruzione del servizio che l'ENEL poi fara a mio danno. Chi delega si
assume la responsabilita' di verificare che il delegato adempia alla richiesta.
Infatti cosi' come io posso andare direttamente in posta a pagare la mia
bolletta anche un cittadino puo' registrare il suo dominio senza
necessariamente passare da un maintainer ergo se questi delega un
maintainer dovra' verificare che questi adempia in modo corretto alla
richiesta.
Non si spiegherebbe altrimenti la possibilita' offerta dal NIC di
consultare via web a chiunque lo stato di registrazione dei dominii.
Pertanto se io fossi l'assicuratore delle responsabilita' civile di quel
maintainer (e non lo sono!) non mi sentirei responsabile della seconda
registrazione ma limiterei il danno al costo della prima registrazione
(fax, canone, ecc.) non andata a buon fine per negligenza del maintainer
(attenzione la negligenza del maintainer deve essere provata dall'utente).
Invece se la controparte abilmente mi accusasse di aver reso pubblico il
nome a dominio che io intendevo registrare senza poi peraltro riuscirvi
forse il danno potrebbe davvero essere anche riconducibile al valore
(difficile da quantificare) del dominio o, piu' modestamente al costo delle
targhe, stampati o altro materiale acquistato nella convinzione che il dome
a dominio sarebbe stato concesso in uso al richiedente (spese comunque
fatte in modo affrettato dall'utente).
A parte questo discorso accademico, se Tizio ha dei diritti sul nome a
dominio registrato da Caio potra' essere attivata la procedura di
riassegnazione che rapidamente (ma a spese del richiedente) potrebbe veder
riassegnato il dominio al primo richiedente.
Ultima possibile ragionevole soluzione: offrire delle somme di denaro al
secondo registrante perche' ceda il dominio al primo e magari ottenere un
concorso in questa spesa dal maintainer che involontariamente ha favorito
(anche se secondo me non totalmente responsabile) la mancata prima
registrazione.
Tuttavia non va dimenticato che il nome a dominio non e' un marchio ma e'
come un numero di telefono o la targa di un'auto, vale la pena che
riflettere sulla differenza anche se naturalmente i vari Tribunali Italiani
sull'argomento ne hanno dette di tutti i colori spesso anche in
contraddizione fra loro (per non parlare della recente stravagante
decisione del Prof. Leopoldo Tullio
(http://www.e-solv.it/decisioni/pergamar.htm) che ha come una delle
motivazioni a favore il fatto che il sito web legato al dominio fosse
restato in costruzione per oltre 7 mesi come se il sito web fosse
obbligatorio una volta registrato il dominio (e non lo e' sia chiaro e
questa motivazione sbagliata dimostra solo che non si ha idea di cosa sia
un nome a dominio e lo si confonda con il sito web che invece e' la cosa
piu' inutile presente su Internet specie se il sito web e' adibito a
commercio elettronico per denaro).
Saluti.

Alessandro Nosenzo



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe