Re: R: Art. 13.3 ed incompatibilità........

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Dom 22 Ott 2000 15:20:57 CEST


Rispondo:

> Concordo pienamente e sottoscrivo, da membro Icann at large e da
persona
> motivata ad entrare nell'Assemblea della NA dalle tue stesse riflessioni.
>
Benvenuto nel 'covo dei lupi' e spero che il tuo apporto possa contribuire a
far diventare un po' piu' rappresentativa la NA rispetto a quello che si puo'
desumere dal mero conteggio dei "maintainer" e degli "indipendenti"....

> A proposito degli Enti Conduttori, mi spingo più in là: essi dovrebbero
> necessariamente essere rappresentati nel CE, poichè la loro sopravvivenza
> dipende proprio dalle decisioni di quest'ultimo.
>
Concordo, pero'  la rappresentanza deve essere prevista 'formalmente' come
ho proposto e non come 'rappresentanza di fatto' come invece era opinione di
qualcuno. Per inciso l'argomento e' all'ordine del giorno della assemblea di
Pisa.

> Pe finire, qualche riflessione:
>
> 1) se è vero che attualmente c'è solo un Ente operante (e-solv) e questi ha
> gestito solo 4 o 5 ricorsi, bisona ammettere che qualcosa NON VA nella e che
> il modus operandi, così com'è, non è sufficente al decollo di questa nuova
> procedura di riassegnazione e tantomeno a favorire l'ingresso di nuovi Enti
> qualora non spinti da puro spirito di partecipazione (ma se non erro, il
> principio era che entità esterne avrebbero dovuto essere invogliate ad
> entrare dalle prospettive di guadagno cfr. i verbali delle recenti assemblee
> del CE)
> Caterina Bruno Corbaz potrà essere più precisa di me, ma i dati che ha
> segnalato dopo un mese di attività sono raccapriccianti (4 ricorsi contro 27
> richieste di far parte dei saggi! E che cosa decidono in 42 su 4 pratiche
> ?!?! :)
Il fatto che ci siano pochi ricorsi e' perlomeno sintomo di bassa litigiosita'
quindi dire che e' un male mi sembra un po' azzardato...
Per avere il quadro piu' preciso bisognerebbe mettere nel conto quei ricorsi
che vengono comunque fatti solo per via giudiziale per avere un termine di
confronto e verificare se e dove possano esserci problemi.
In aggiunta, la procedura di riassegnazione e' recente e la NA non e' dotata
di un ufficio stampa e in generale di strumenti che possano dare la
necessaria visibilita' a strumenti di risoluzione 'veloce' delle dispute come
la MAP e che godrebbero di maggiore favore rispetto alla via giudiziale.

Sul numero dei saggi (che a mio parere si e' incrementato grazie anche alla
visibilita' data da qualcuno alla facilita' con cui si puo' diventare 'saggi') non
ritengo invece sia un problema, anzi, in tal modo e' possibile avere un piu'
ampio spettro di scelta, anche se in questi casi andrebbe forse verificato in
maniera piu' puntuale il grado di 'saggezza' prima di ingrossare le fila..

> Eppure nessuno si è scandalizzato!! Quanto credete che possano resistere a
> questi livelli di intervento? Due mesi?
>
Gli enti di cui si parla non mi sembra abbiano investimenti in essere tali da
rischiare la 'chiusura'  nel senso che funzionano piu' da collettore che da
prestatore di servizio. D'altronde i 'saggi' vengono interpellati al momento di
dirimere una disputa quindi anche loro non hanno investimenti da tutelare.
Per altro, le regole dovrebbero tendere a rendere minimi i livelli conflittuali.

> 2) Mi sfugge il senso dell'esistenza (a questo punto) del Comitato di
> Arbitrazione della Naming Authority, visto che i suoi poteri sono inferiori
> a quelli degli Enti (che possono riassegnare il nome a dominio al ricorrente
> mentre il CdA si limita a rendere nuovamente disponibile l'oggetto di
> ricorso) se non quello di ingenerare ulteriore confusione nel potenziale
> ricorrente (cfr la recente mal su questa lista) e di sottrarre clienti (si,
> perchè tali sono) agli Enti poichè non è scritto da nessuna parte che il
> ricorrente non possa richiedere direttamente l'intervento del CdA, saltando
> la procedura amministrativa. Qui non si tratta della magistratura ordinaria,
> il cui potere è sovrano, ma di un altro organo della NA il cui ruolo a
> questo punto non è assolutamente definito, perlomeno non nelle regole di
> naming. Potrebbe essere una sorta di secondo grado di giudizio, a mio
> parere, ma questo va chiarito e specificato anche nelle regole.
>
Il Comitato di Arbitrazione e' nato prima della MAP perche' nelle regole era
ed e' possibile, all'atto della registrazione di un nome a dominio,
sottomettersi ad arbitrato volontario le cui modalita' prevedono la risoluzione
delle dispute per mezzo di tale collegio.
Sull'inutilita' (come strumento di tutela) sono assolutamente d'accordo e l'ho
fatto ben presente sin dai tempi della introduzione in quanto i problemi non ci
sono tra soggetti in buona fede che possono accordarsi in svariati modi ed i
problemi invece ci sono quando almeno uno dei dei soggetti e' in mala fede e
pertanto poco propenso a sottomettersi ad arbitrato volontario.
Allo stato attuale puo' essere considerato come un 'ausilio' per soggetti in
buona fede ma non come strumento di tutela.
Dopo l'introduzione della MAP (procedura di riassegnazione) e'
probabilmente rimasto nelle regole per evitare 'le diatribe' con chi ne
affermava l'irrinunciabile utilita'.
(Lo so che e' triste ma tant'e')

Cordiali Saluti
Giorgio Griffini



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