nomi a dominiio e marchi [was:Candidatura CE]

Alessandro Nosenzo ita-pe a NOSENZO.IT
Lun 23 Ott 2000 17:41:08 CEST


At 15.03 23/10/00 +0200, Fabio Pennisi wrote:
> > Da: Alessandro Nosenzo <ita-pe a nosenzo.it>
> > - REGOLE: la parola regole secondo me male si adatta alla rete. Infatti
> > forse bisognerebbe chiamarle raccomandazioni e non regole. Certo per i nomi
> > a dominio bisogna pur fissare delle regole ma la mia idea, proseguendo cio'
> > che gia' e' stato fatto, e' quella di ridurre sempre di piu' il numero
> > delle regole
>
>Gentile Signor Nosenzo,
>dopo la recente polemica con lei, concordo con Lei sulla deregulation
>piuttosto che a una pregnante presenza dello Stato in ogni nostra attività,
>ivi compresa quella correlata all'uso di Internet.
>Purtroppo però i furbi e le decisioni (secondo me) ingiuste (il riferimento
>a Sabena non è casuale) sono sempre dietro l'angolo... quindi almeno dei
>principi ispiratori andrebbero fissati sennò la democrazia di internet
>potrebbe diventare un pericoloso libero arbitrio.
>
>Mi permetto di dissentire riguardo la sua concezione di domain name
>(paragonato ad un n° di telefono).
>A parte il fatto che già da qualche tempo negli Stati Uniti anche i numeri
>di telefono (cioè quelli che per via della numerazione corrispondente a
>lettere dell'alfabetico sono associati a marchi o società) ricevono tutela
>giuridica, non credo che il DN sia come un n° di telefono.
>Chi desidera avere un dominio internet (e quindi un sito...) ha la
>possibilità di sceglierlo mentre i numeri di telefono sono assegnati dalla
>società di telecomunicazioni concessionaria del relativo servizio
>telefonico. E' di tutta evidenza pertanto che se si sceglie un DN
>corrispondente al nome di una società o marchio famoso, di cui non si è
>titolari, vi potrebbe essere quantomeno il dubbio di malafede.
>Restano salve ovviamente dalla considerazione appena fatta le ipotesi di
>numeri telefonici che le aziende richiedono perché maggiormente facili da
>ricordare o perché corrispondenti sulla tastiera al nome della società o del
>marchio (cosa che se non già possibile lo sarà presto anche da noi).
>
>Piuttosto la paragonabilità al numero di telefono potrà essere fatta col n°
>IP che veramente è casuale e che sicuramente non lede il diritto di alcuno.

Abbandoniamo i formalismi del lei e passiamo al tu.
Uno dei pregi della vecchia e buona Europa e' di avere piu' coscienza e
piu' indipendenza dei Giudici che negli USA. Non mi sembra saggio prendere
spunto da alcuna iniziativa che parta dagli USA nel campo legale se non
vogliamo suicidarci (penso che i Signori Avvocati in lista siano in
maggioranza d'accordo con me su questo).
Il nome a dominio non e' un marchio se lo fosse non sarebbe competente la
RA alla sua assegnazione.
Rinnovo l'invito a riflettere su cosa sia davvero il nome a dominio ed a
non confonderlo con un sito web.
L'indirizzo IP infatti puo' sostituire un dominio per quanto attiene alcuni
protocolli (FTP, HTTP, ecc) ma non e' l'equivalemnte di un nome a dominio.
Il nome a dominio contiene altre informazioni fra cui, la principale l'MX
record del dominio indispensabile per ricevere  posta elettronica.
Infatti il nome a dominio e' proprio utilizzato per associare a tale nome
un IP per ogni servizio e l'MX record.
Si tratta quindi di un nome abbreviato che identifica chi lo utilizza.
Cerco di fare un esempio per i meno giovani come me: il telex. Vi ricordate
quando usavamo il telex c'era un numero ed una sigla io avevo NOSEN I (I
come Italia). La sigla la sceglievo io se libera se non ricordo male e non
si poteva vendere o comprare.
A nessuno e' venunto in mente di attivare 10.000 accessi telex per poi
rivendere la sigla cosi' come a nessuno e' venuto in mente di comprare
10.000 sim TIM per rivendere i numeri di telefono (io comprerei lo 0666
696969:)). La RA  fa scegliere il nome a dominio al registrant purche' sia
libero e non gia' occupato da un altro allo stesso modo. Questo fatto
democratico non va interpretato come una rinuncia al fatto che il dominio
e' un fatto tecnico ma solo come il giusto beneficio che tutti possono
avere dal progresso tecnologico.
Cerco di spiegare il mio pensiero: se io registro coca-cola.it per
tenermelo ed usarmelo nessuno dovrebbe avere da ridire alla RA o alla NA.
Certo la Coca Cola Spa (o srl o quello che e')  potrebbe inibirmi di avere
un sito web www.coca-cola.it dove ci sono le foto porno delle mie
ex-fidanzate (questo tramite ricorso al Tribunale) ma non dovrebbe potermi
impedire di avere una casella di posta nosenzo a coca-cola.it. Se da un lato
concordo sul possibile danno all'immagine della grande azienda tramite un
sito web non trovo ostacoli all'uso del nome a dominio per altri servizi,
forse anche piu' importanti del sito web.
Ecco perche' non si puo' considerare il nome a dominio uguale ad un marchio.
Se prevalesse questo orientamento allora avremo: coca-cola.it alla Coca
Cola coca-cola1.it a me, coca-cola2.it ad una ditta svizzera che commercia
in prodotti farmaceutici derivati da una pianta ecc. Pensate che alla Coca
Cola Spa starebbe bene in questo caso un bel sito web www.coca-cola1.it
sempre con le foto porno di prima? No allora vedete che le regole di naming
nulla hanno a che vedere con la tutela di marchi ed immagine delle aziende
che dovranno tutelarsi con gli strumenti che gia' ci sono e che con i soldi
si possono far funzionare anche molto bene.
A noi basta evitare il commercio dei dominii (con le MAP) e vigilare che
l'assegnazione avvenga secondo l'ordine cronologico delle richieste il
resto non e' compito nostro.
Saluti.

Alessandro Nosenzo



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