Nomi a domino e marchi.

Stefano Trumpy Stefano.Trumpy a IAT.CNR.IT
Mar 24 Ott 2000 12:52:29 CEST


At 23:03 +0200 23-10-2000, Fabio Pennisi wrote:
>Forse non mi sono espresso bene.
>io non sostengo che in toto un dominio debba essere considerato come un
>marchio.
>intendo dire che il titolare di un marchio ha diritto di tutelarlo anche in
>quella sede.
>Infatti internet ormai ha una portata commerciale molto importante; non č
>pił un luogo virtuale riservato a pochi addetti con interessi strettamente
>collegati alle tecnologie.
>Quindi fermo restando il diritto del titolare del marchio di registrarsi un
>diverso domain name mi sembra chiaro che un terzo non possa registrare quel
>dominio per esercitarci attivitą similare.
>nel caso la mala fede sarebbe evidente.
>Fabio pennisi

Salve, mi inserisco in questa discussione sul diritto ai nomi che ha
scaldato e sta scaldando le lista della "at large membership" di
ICANN.
Quali soluzioni, visto che il principio first come first served e'
sacro, a meno che non ci sia malafede nella registrazione (ed in
questo cso e' prevista la revoca del nome senza corrispettivo ed in
molti casi anche una multa) ?
Alcuni registri, come ad esempio il ".fr", hanno inserito un SLD
".tm.fr" riservato ai possessori di marchi registrati. Questo non
risolve tutti i casi perche' ci possono essere omonimie per settori
merceologici diversi e poi il settore commerciale vorrebbe proteggere
anche il nome delle societa', le insegne, il nome di linee di
prodotto, etc.
Molti registri hanno inserito diversi SLD per dare spazio alla
registrazione dello stesso nome di terzo livello a piu' soggetti;
anche questa soluzione presenta punti di debolezza in quanto spesso
non vi e' controllo alcuno sulla pertinenza della registrazione sotto
un secondo livello; il caso piu' evidente e' quello del .org, .net,
.com nel quale nessuno si cura se chi registra sia una
organizzazione od una rete od una iniziativa commeciale; ed in
aggiunta chi garantisce che cocacola.org non faccia causa ad un
titolare di cocacola.net ?
Altra soluzione: liberalizzare il cambio di assegnatario del nome,
come spesso avviene in molti registri; in questo caso, le iniziative
commerciali di un certo rilievo la spuntano tirando fuori denaro e
convincendo chi ha preso il nome al quale e' associato un valore
commerciale a rinunciarvi; tutto questo ovviamnete da la stura ai
noti fenomeni di cybersquatting; nota aggiunta su questo ultimo
punto; vi e' una crescente protesta degli utenti finali contro la
evidente prevalenza degli interessi commerciali e le recenti elezioni
della "at large membership" di ICANN hanno portato nei continenti
piu' porgrediti tecnologicamente (Nord America ed Europa) a prevalere
dei candidati portatori di una linea contraria alla prevalenza
commerciale.

Conclusione: il problema e' molto complesso ed ancora oggi non si
vede un armistizio possible, dato che i legali e le sentenze che si
sono viste in giro per i tribunali e collegi vari di arbitrazione non
sono sempre concordi.

Stefano Trumpy

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 Stefano Trumpy
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