Lista di Abuse e privacy

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Lun 30 Ott 2000 10:13:43 CET


At 23.32 29/10/00 +0100, Luca de Grazia wrote:
>In 08.18 28/10/00 +0000, hai scritto:
> >scusate, se intervengo con un aneddoto reale... ma serve per dimostrare
> >che troppo spesso si interpreta la legge sulla Privacy in modo del tutto
> >inconsistente, distorto o che puo' tornare comodo.
>
>Rispondo con un minimo di ritardo al Professor Fogliani ed all'Ing.
>Allocchio, nonché a tutti gli altri
>Forse non mi sono spiegato bene.
>Premetto innanzi tutto che spesso e volentieri ho detto e scritto da tempo
>che la 675/96 debba essere letteralmente presa e buttata "nel secchio", per
>vari motivi che ovviamente non sto qui a ripetere.
>Aggiungo che certamente la mia non voleva essere una difesa dello spamming,
>ho scritto vari articoli sull'argomento nei quali mi esprimevo sempre a
>sfavore di tale pratica.

Tale pratica e' semplicemente vietata. Si puo' essere a sfavore di un omicida?

>Ma ritengo che sino a quando una legge esista vada rispettata
>La mia non è una "intepretazione", ma una semplice "lettura".
>E' sufficiente leggere nella 675/96 la definizione di dato per veder come
>la pubblicazione effettuata sulle pagine del Nic sia "trattamento dati".
>Ebbene, a me non sembra che sia possibile rinvenire alcuna norma di legge
>ovvero alcuna norma contrattuale che autorizzi il "Nic" a pubblicare tali
>indirizzi e quindi a trattare tali dati
>E se il trattamento non è autorizzato, allora è "trattamento illecito".
>Tutto qui.

Peccato che nelle letture non sia inclusa la netiquette che ribadisco fino
alla noia e' l'autoregolamentazione della rete che  NON puo' essere
ignorata. Le leggi locali hanno ben poco potere riguardo alla rete nella
sua interezza ergo devono adeguarsi agli usi e consuetudini o meglio alle
regole contrattuali stabilite dai privati (vangono quanto le leggi
altrimenti se cosi' fosse per affittare una casa ci sarebbe bisogno di un
dlgs).
Chiunque usi la rete con un minimo di preparazione (sono pochi purtroppo)
sa' che non deve postare in HTML in una mailing list e sa che se scrive in
una mailing list tutti gli iscritti leggeranno il testo e, se tale mailing
list e' anche accessibile via web sa anche che tutti potranno leggere il
testo inviato (questa e' la sorte di questo messaggio anche). La
pubblicazione sul web non e' avvenuta dopo l'invio del messaggio e chi ha
postato era perfettamente a conoscenza della situazione tanto e' vero che
su altre liste (vedi abuse per esempio) taluni utenti presi da panico
pubblicano i propri nomi cognomi e numeri di cellulari e poi chiedono la
rimozione del messaggio per evitare problemi. In ogni caso se il timore e'
la legge sulla privacy gireremo la domanda al Garante sulla Privacy che
come sapete e' rappresentato in lista in modo che fughi ogni dubbio.
Vedete anche se in Italia l'interpretazione delle norme e' talvolta basata
sul cavillo tanto da stravolgere il volere del legislatore, alla lunga lo
spirito con cui il legislatore ha fatto la legge deve prevalere sulle
interpretazioni piu' stravaganti.
Pensare che una legge sulla privacy mi vieti di firmare una denuncia di
spam o vieti ad una mailing list di funzionare e' una visone un po'
distorta del concetto di privacy.
Inoltre mi chiedo perche' tutti si sentano in dovere di regolamentare o
entrare nel merito di Internet, mentre se ti presenti dalla Polizia o
peggio dai Carabinieri per fare qualsiasi tipo di denuncia la prima cosa
che ti chiedono e' il tuo nome e cognome ed i dati personali che finiscono
nella denuncia a disposizione di tutti ma soprattutto della persona che
stai denunciando. E mentre gli accessi ad una pagina web sono rigorosamente
registrati gli accessi ai documenti delle Autorita' non sono quasi mai
registrati con il risultato che i nostri giornalisti/portinai sparano sulle
loro pagine di carta (si tratta di carta per il lavaggio di vetri ma
qualcuno la legge) dati e nomi non gia' con l'intento di fare il proprio
mestiere ma solo quello di fare pettegolezzo che come e' noto fa vendere copie.
Almeno su Internet si puo' avere l'anonimato veramente garantito e se io
decido di denunciare qualcuno ma non voglio dare i miei dati reali non ci
vuole nulla a rendermi anonimo (e questa cosa e' del tutto legale anche nel
nostro Paese) e visto che esiste non si puo' certo accusare la RA del fatto
che pubblica i dati inviati perche' se decido di dare i miei dati reali
sono a conoscenza dell'uso che ne verra' fatto.
Certo come sempre si replichera' che il problema e' tecnico cioe'
cavilloso, ho gia' detto che quando stipuli una polizza di capitalizzazione
(cioe' una delle piu' grosse fregature che gli assicuratori appioppano ai
loro clienti) non importa che i clienti capiscano che tipo di contratto gli
hai affibbiato ma solo che dichiarino che hanno letto il prospetto
informativo (da cui nemmeno chi lo compila e' in grado di capire nulla) ed
il cavillo e' assolto. L'assicurato resta ignorante ed investe i propri
denari al 4% con un costo dell'investimento vicino al 9% ma non lo sa' e
dorme felice e cosi' la norma e' ripettata. Qualcuno chiama questo diritto
o giustizia io invece arroganza dei potenti. Internet e' invece linda e
pulita e per questo fa paura e la si vorrebbe imbavagliare dentro un bel
dlgs magari con la scusa che Internet e' usata dai pedofili che
apparentemente non hanno auto, non hanno casa, non usano il tefefono, la
posta, le telecamere, le macchine fotografiche ma solo ed unicamente
Internet :-(
Saluti.

Alessandro Nosenzo



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