R: riassegnazione, MAP etc

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Lun 2 Apr 2001 13:53:58 CEST


Commento i msg di P.Furieri e F.Bressan

Prima di tutto credo si debba sgombrare il campo da un ipotesi che mi
sembra serpeggiare, ovvero che il possesso dei diritti di un marchio
automaticamente faccia si' che si abbia diritto al corrispondente nome a
dominio.
Non e' cosi', o per meglio dire, persino WIPO (OMPI) (la culla dei
detentori di marchi)  nel suo famigerato report dice che non e' opportuno
che sia cosi' e tantomeno WIPO si fa portavoce di questa esigenza.
Stringendo molto, i conflitti di nomi a dominio con corrispondenti
denominazioni e marchi vanno risolti con il principio della 'buona fede' e
per questo WIPO (adottata da ICANN) ha studiato ed implementato la
UDRP basata appunto sul riconoscimento di una eventuale 'mala fede' nel
registrare un nome a dominio che corrisponde ad un marchio altrui.
Per intenderci, se uno registra un nome a dominio corrispondente ed e' in
perfetta buona fede, non ci sono registrazioni di marchi che tengano...
Lo dice Wipo (la "World Intellectual Property Organization" con sede a
Ginevra e di cui fa parte anche l'Italia), non il sottoscritto.
Le altre considerazioni vengono in conseguenza.

Cordiali saluti
Giorgio Griffini

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> Da: Paolo Furieri <furieri a ntc.it>
> A: ita-pe a NIC.IT
> Oggetto: Re: riassegnazione, MAP etc
> Data: luned́ 2 aprile 2001 12.35
>
> Una ditta con un nome uguale ad un marchio registrato la puoi anche fare,
ma
> se poi il titolare del marchio ti fa causa, tu cambi nome. E spendi.
> Per cui ci pensi, prima di chiamare una ditta ad es FIAT.
>
> Mentre su internet, se trovi FIAT.IT libero, ti conviene registrarlo, sei
> comunque sicuro che non ci rimetterai, saranno cavoli del signor FIAT.
>
> Senza bisogno di arrivare alla passigliata 10 o 50 milioni di multa,
secondo
> me bisognerebbe identificare un meccanismo che scoraggi la registrazione
di un
> nome corrispondente ad un marchio.
>
> Ad es che la MAP se la paghi chi ha registrato senza diritti. Basterebbe
> aggiungere una clausola apposita di accettazione di cio' sulla lettera
> assunzione responsabilita'. Parola ai giuristi se e' fattibile.
>
> Per lo meno i nomi non ancora registrati sarebbero tutelati.
>
> A chi mi risponde "comunque una causa sarebbe piu' lunga ed onerosa",
rispondo
> che questo e' apporifittare della disastrosa situazione della giustizia
> civile, ed incentivarne l'aggravamento: se io dovessi pretendere qualcosa
su
> un nome, a tutt'oggi andrei in causa piuttosto che fare una MAP, avrei la
> speranza di veder risarcite le spese legali.
>
> Forse questo e' uno dei motivi per cui gli enti certificatori non sono
> decollati ? c'e' qualcuno che mi risponde su questo ?
>
> > Date: Mon, 02 Apr 2001 11:55:38 +0200
> > From: "Bressan, Franco" <franco.bressan a nline.it>
> > To: fog a fog.it
> > Cc: ITA-PE a NIC.IT
> > Subject: Re: riassegnazione, MAP etc
> >
> > At 11.25 02/04/01 +0200, you wrote:
> > non sono un esperto della legge sui marchi
> > secondo me internet dovrebbe andare nella propria direzione,
> > sara' poi la giustistia nell'eventuale causa a stabilire a chi
> > spetta l'utilizzo del nome a dominio
> > In Italia ditte che si chiamano con lo stesso nome c'e' n'e'
> > molte
> > In base a cosa l'ente di registrazione dovrebbe stabilire a chi
> > spetta il nome a dominio ?
> > a mio avviso la prima che registra il dominio se lo tiene
> > anche se non e' quella che ha registrato il marchio
> > Altro caso :
> > qualcuno registra un nome a dominio, in un secondo tempo
> > da altri viene costituita una ditta che si chiama come il
> > nome a dominio gia' registrato.
> > Perche' la ditta dovrebbe aver diritto del nome a dominio
> > gia' registrato ?
> >
> > f.b.
> >
> > >Paolo Furieri ha scritto:
> > >>
> > >> probabilmente ne avete gia' discusso ampiamente, ma a me viene
spontaneo
> > >> chiedermi perche' devo pagare 6/800 mila per avere cio' che e'
"mio", ad
> > >> esempio nel caso che possiedo gia' un marchio registrato oppure il
mio
> > >> nome/cognome:
> > >
> > >Perche' c'e' qualcuno che deve leggersi le sue carte, dare la
> > >possibilita' all'avversario di contraddire, etc.; ed e' lavoro che
costa
> > >e qualcuno deve fare.
> > >
> > >La stessa domanda Lei se la puo' porre anche in assenza delle MAP.
> > >Perche' deve pagare centinaia di migliaia di lire in marche da bollo
per
> > >fare causa a qualcuno che le ha sottratto un marchio? Perche' chiede a
> > >qualcuno (un giudice dello stato) di occuparsi della sua vicenda.
> > >
> > >Ovviamente, se non vuole sborsare i soldi della MAP, puo' benissimo
> > >ricorrere alla giustizia dello stato. Ma e' tanto sicuro che le costi
> > >meno e le riconosca i suoi diritti in meno tempo?
> > >
> > >> in caso di produzione di documentazione chiara ed inequivocabile (ad
es un
> > >> marchio, appunto, oppure nomecognome), non vedo perche' ci voglia
una
> > >> procedura "onerosa".
> > >
> > >C'e' un qualche motivo per cui qualcuno dovrebbe lavorare gratis?
> > >
> > >Cordiali saluti,
> > >
> > >    Enzo Fogliani.
> > >
> > >
> > >-------------------------->>>  <<<--------------------------
> > >Avv. Enzo Fogliani, via Prisciano 42, 00136 Roma
> > >Tel.:  +39-06-35346935; Fax:  +39-06-35453501
> > >http://www.fog.it/enzo - E-Mail: fog a fog.it
> > >
> > >
> >



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