R: riassegnazione, MAP etc

Paolo Furieri furieri a NTC.IT
Lun 2 Apr 2001 14:53:50 CEST


finalmente una risposta non "campata in aria", ma documentata di cui ringrazio
Griffini. era esattamente quello che chiedevo.

mi rimane pero' una dubbio/perplessita': registrare un dominio (spendendo L.
9500/anno), e tenerlo li' per rivenderlo a qualche centinaio di mila lire e'
da considerarsi una azione di malafede o no ? sicuramente e' gia' passata una
lunga analisi ed e' venuta fuori una risposta che non lo e', visto che a
tutt'oggi c'e' chi lo fa e lo dichiara, ma una motivazione mi piacerebbe
sentirla.

oppure si dice che e in "mala fede" e per questo ci sono le MAP (ma nessuno
ancora che mi abbia detto che cavolo significa MAP), ma allora la
registrazione in mala fede va non dico sanzionata ma per lo meno scoraggiata.
E a tutt'oggi non vedo applicato ne' ventilato nessun accorgimento in questa
direzione - non certo la MAP, che all'"accaparratore" non costa nulla - se non
il ben noto e famigerato provvedimento di stampo borbonico a suon di divieti
noto come "ddl passigli". una sana e buona via di mezzo no, eh ?

vorrei sapere inoltre quali sono considerate le registrazioni in "mala fade".

Paolo Furieri - Amministratore di sistema Netcom

On Mon, 2 Apr 2001, Griffini Giorgio wrote:

> Date: Mon, 2 Apr 2001 13:53:58 +0200
> From: Griffini Giorgio <grunz a tin.it>
> To: Paolo Furieri <furieri a ntc.it>, ita-pe a NIC.IT
> Subject: R: riassegnazione, MAP etc
>
> Commento i msg di P.Furieri e F.Bressan
>
> Prima di tutto credo si debba sgombrare il campo da un ipotesi che mi
> sembra serpeggiare, ovvero che il possesso dei diritti di un marchio
> automaticamente faccia si' che si abbia diritto al corrispondente nome a
> dominio.
> Non e' cosi', o per meglio dire, persino WIPO (OMPI) (la culla dei
> detentori di marchi)  nel suo famigerato report dice che non e' opportuno
> che sia cosi' e tantomeno WIPO si fa portavoce di questa esigenza.
> Stringendo molto, i conflitti di nomi a dominio con corrispondenti
> denominazioni e marchi vanno risolti con il principio della 'buona fede' e
> per questo WIPO (adottata da ICANN) ha studiato ed implementato la
> UDRP basata appunto sul riconoscimento di una eventuale 'mala fede' nel
> registrare un nome a dominio che corrisponde ad un marchio altrui.
> Per intenderci, se uno registra un nome a dominio corrispondente ed e' in
> perfetta buona fede, non ci sono registrazioni di marchi che tengano...
> Lo dice Wipo (la "World Intellectual Property Organization" con sede a
> Ginevra e di cui fa parte anche l'Italia), non il sottoscritto.
> Le altre considerazioni vengono in conseguenza.
>
> Cordiali saluti
> Giorgio Griffini



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe