Seconda proposta formale ai sensi Art. 16 dello Statuto della Naming Auhtority Italiana

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Lun 2 Apr 2001 18:11:27 CEST


On 2 Apr 2001, at 15:40, Bruno Piarulli wrote:
> Come dice l'oggetto :-), ai sensi Art. 16 dello Statuto della Naming
> Auhtority Italiana propongo la modifica delle vigenti Regole di Naming per
> quanto riguarda il limite al numero di domini .IT registrabili da privati
> cittadini della comunita' europea.
> Nello specifico chiedo che, nelle vigenti regole di Naming, l'Art. 4, venga
> cosi' modificato:
> Vecchio Art. 4.Registrazione
> I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in uso
> a soggetti appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea. Le
> associazioni che non siano dotate di partita IVA o codice fiscale (o
> equivalente) e le persone fisiche non dotate di partita IVA (o equivalente)
> possono registrare un solo nome a dominio.
>
> Nuovo 4.Registrazione
> I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in uso
> a soggetti appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea.
>
> Naturalmente, anche le Procedure Tecniche di Registrazione, ove necessario,
> dovranno essere modificate di conseguenza.
>
> Questo renderebbe la Regole di Naming Italiane piu' simili alla tendenza in
> atto all'interno dei paesi dell'Unione che, pur con tempi e metologie
> diverse, stanno indirizzandosi verso un'equiparazione dei diritti dei
> singoli cittadini rispetto i diritti delle "aziende". E' inoltre da notare
> che la fase di "cyber-squatting conclamato" :-) pare ormai essersi esaurita
> o quanto meno ridotta, e non e' certo limitando i diritti dei privati che si
> pone un freno alle attivita' "accaparratorie" delle aziende.

Concordo in pieno con la richiesta di modifica gia' peraltro
contenuta nella proposta di regole gia' presentata a suo tempo al
CE.
Aggiungo che il limite ai soli cittadini della UE e' totalmente illecito.
Infatti sebbene il Top Level Domain e' appunto un Country Code
rischiamo che il Tribunale Italiano o altro renda nulla questa
limitazione di natura geografica. Infatti ove la limitazione fosse solo
agli Italiani esisterebbe una logica difesa davanti ad un giudice
(anche se in contrasto con le direttive UE) ma aprendo solo alla UE
prestiamo il fianco ad un'azione legale da parte di un cittadino
Svizzero (per esempio) che avrebbe grandissime possibilita' di
successo.
Inoltre se e' l'accaparramento che si vuole evitare aprendo a tutto il
mondo si evita anche che talune grandi SPA vendano a caro
prezzo la domiciliazione in ambito UE per chi vuole comunque un
nome a dominio italiano (guardate cosa succede nel ccTLD .de).
Riassumendo: infiniti dominii per chiunque societa' o privato.
Grazie Bruno per aver rinnovato la proposta.
Saluti.

Alex



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