Seconda proposta formale ai sensi Art. 16 dello Statuto

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Lun 2 Apr 2001 19:57:40 CEST


On 2 Apr 2001, at 19:18, Claudio Allocchio wrote:
> > Personalmente penso che un dominio come il .it ricco di significati per il
> > mondo internet non possa essere solo appannaggio degli italiani o degli
> > europei
>
> in tema di "senilita'", qui la mia opinione personale e' la stessa di
> Maurizio: "it" e' un ccTLD e non la terza persona neutra della lingua
> inglese.
>
> Quindi, non essendo un gTLD e' il dominio dell'Italia.

Claudio un po' di sano patriottismo e' sempre corretto, tuttavia in
questo caso occorre ricordarsi che la mia azienda che puo'
registrare infiniti nomi a dominio (e' nella UE ed ha una partita IVA)
potrebbe facilmente fare registrazioni fiduciarie lucrando su in
divieto ed aggirando quindi la norma.
Cosi' avviene per i .de che sono in effetti riservati ai tedeschi ma ci
sono delle societa' che registrano per tuo conto (intestandoseli) i
dominii.
Lo stesso avviene nel Principato di Monaco dove solo chi e' li'
domiciliato puo' registrare i .mc
A questo punto o entriamo nel merito dell'uso che se ne fa del
nome a dominio (esempio se una ditta Brasiliana vuole fare un sito
per gli Italiani in Brasile perche' non deve usare il .it) oppure
torniamo ad un nome per azienda e solo a quelle italiane.
Certo si puo' fare (io sono contrario) ma sei sicuro (avvocati cosa
ne dite) che poi qualcuno non ottenga un provvedimento di un
tribunale che giudica illecita questa limitazione.
Sapete che oggi si discute di calcio ed in federazione la difesa dei
calciatori extra-comunitari fatti passare per comunitari e' quella di
dire che e' comunque illecita la norma che limita il numero di extra-
comunitari (resta illecita la falsificazione dei passaporti
ovviamente!). Ci sono gia' un paio di sentenze al riguardo, non
vorrei che per analogia (anche se occorre fare delle distizioni che
non vi faccio per brevita') ci trovassimo altri provvedimenti anche per
i nomi a dominio Internet.
Personalmente quando parlo con uomini di marketing di aziende
serie loro sanno benissimo che .it identifica l'Italia senza ombra di
dubbio e se e' anche vero che qualche centinaio di nomi a dominio
con il .it hanno un significato in inglese, restano i milioni (forse
miliardi) di combinazioni (Mau cos'e' un fattoriale 16 o peggio?) che
invece sono appetibili da chi appunto vuole dare un'immagine
legata all'Italia.
Quindi per evitare un'altro abuso come la domiciliazione che in
fondo arricchisce terze societa' in modo lecito ma forse ingiusto
rispetto ai principi ispiratori della limitazione stessa, sarebbe a mio
parere meglio togliere qualsiasi limitazione.
Io credo che con il progredire del numero degli abitanti su questo
pianeta prima o poi tutti avranno il proprio nTLD dove n sta per
name, forse ci passeranno 30 o 40 anni ma li arriveremo quindi  ha
davvero poco senso pretendere di limitare il ccTLD .it.
Semmai sarebbe logico creare dei dominii di terzo livello (per Gibbi'
spiego xxx.xxx.it :-) dove il secondo livello identifichi chiaramente
qualcosa di geografico o di specifico o di italiano.
Se ne e' gia' parlato moltissimo e si sono anche riservati dei nomi
tipo com.it ecc.
Spiace dirlo ma alla fine il modello Inglese e' sempre quello da
copiare: libero, legalmente riconosciuto dal Governo e che
identifica facilmente le societa' e le persone Inglesi. Se vogliamo
fare ordine (ed io vorrei) bisogna copiare di sana pianta quel
sistema che funziona da anni con profitto. Chiudere adesso il TLD
.it potrebbe essere invece traumatico e come tutti i regimi
proibizionistici aprire la strada agli speculatori.
Saluti.

Alessandro Nosenzo



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe