Seconda proposta formale ai sensi Art. 16 dello Statuto

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Mar 3 Apr 2001 09:14:40 CEST


On Mon, 02 Apr 2001 19:57:40 +0200
Alessandro Nosenzo <nosenzo a idea.it> wrote:

> Claudio un po' di sano patriottismo e' sempre corretto,

Alessandro, qui non e` patriottismo, e` questione di principio.
Tra l'altro, non ci vuole nulla per un'azienda che abbia
interessi in Italia a dare la rappresentanza a un italiano: il
mio ex-collega che ha deciso di fare una startup costola di una
societa` norvegese - quindi fuori UE - ha fatto esattamente cosi`
per il dominio corrispondente alla societa` madre.

> A questo punto o entriamo nel merito dell'uso che se ne fa del
> nome a dominio (esempio se una ditta Brasiliana vuole fare un sito
> per gli Italiani in Brasile perche' non deve usare il .it)

sarebbe stupido, non lo capirebbe nessuno :-)

> Sapete che oggi si discute di calcio ed in federazione la difesa dei
> calciatori extra-comunitari fatti passare per comunitari e' quella di
> dire che e' comunque illecita la norma che limita il numero di extra-
> comunitari

Fino a che erano implicate solo Udinese e Vicenza, la linea era
diversa. Chissa` come mai :-)

> se e' anche vero che qualche centinaio di nomi a dominio
> con il .it hanno un significato in inglese, restano i milioni (forse
> miliardi) di combinazioni (Mau cos'e' un fattoriale 16 o peggio?) che
> invece sono appetibili da chi appunto vuole dare un'immagine
> legata all'Italia.

con 37 caratteri possibili e combinazioni da 3 a 20 caratteri, si arriva
circa a 37^21 combinazioni che dovrebbero essere circa 10^32.
Ma non e` quello il problema. Se vuoi dare un'immagine legata all'Italia,
in genere avrai un minimo di contatti in Italia per farti registrare
il tutto da un italiano, no?

E non credo che questa limitazioni riduca il giro d'affari dei
maintainer: dici anche tu che in Crande Cermania le limitazioni
sono ancora piu` stringenti, no?

> Io credo che con il progredire del numero degli abitanti su questo
> pianeta prima o poi tutti avranno il proprio nTLD dove n sta per
> name,

Nulla di male. Ma e` appunto una cosa diversa.

> Semmai sarebbe logico creare dei dominii di terzo livello (per Gibbi'
> spiego xxx.xxx.it :-) dove il secondo livello identifichi chiaramente
> qualcosa di geografico o di specifico o di italiano.
> Se ne e' gia' parlato moltissimo e si sono anche riservati dei nomi
> tipo com.it ecc.

Su questo, come sai, con me sfondi una porta aperta. Pero` non
puoi dire che questo e` un sistema "libero".

> Spiace dirlo ma alla fine il modello Inglese e' sempre quello da
> copiare: libero, legalmente riconosciuto dal Governo e che
> identifica facilmente le societa' e le persone Inglesi.

Peccato che stiano passando al flat :-)

ciao, .mau.



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe