Seconda proposta formale ai sensi Art. 16 dello Statuto della Naming Auhtority Italiana

Roberto Fantini Perullo - ANSA Milano roberto.fantini a ANSA.IT
Mar 3 Apr 2001 18:30:15 CEST


Molto interessante: e se fosse avviata una MAP (Mandatory Admininstrative
Procedure, chi e' che voleva saperlo?) in questo caso, come sarebbe la
conduzione della medesima.. a chi andrebbe il dominio?

In teoria mi piace che il nostro regolamento preveda la registrazione a
tutti i membri comunitari (e credo che sia una stupidaggine estenderlo
indiscriminatamente), ma in pratica se succedono casi come questo chi ha il
diritto di "dominio"? Ci vorrebbe un minimo di protezione per i "nostri"...
Anche perche' gli "altri" di solito ci pigliano a pedate solo perche' siamo
...".it"..:-)

E anche quando si parla di procedure di riassegnazione di un ".it" tra
membri di stati diversi all'interno della UE, il "foro di competenza" quale
sarebbe?

Roberto Fantini Perullo - ANSA.

----- Original Message -----
From: "Vittorio Bertola" <vb a vitaminic.net>
To: "Claudio Allocchio" <Claudio.Allocchio a GARR.IT>
Cc: <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, April 03, 2001 12:32 PM
Subject: Re: Seconda proposta formale ai sensi Art. 16 dello Statuto della
Naming Auhtority Italiana


(snap)
> Quindi secondo me questo e' un problema serissimo. Posso anche accettare
che
> (sotto)domini geografici che "suonano bene" vengano usati a mo' di gTLD,
ma
> la mia opinione e' che dovrebbe almeno esserci qualche forma di
prelazione,
> per cui se l'associazione "Come" di Grugliasco (TO) scopre che come.to.it
e'
> gia' assegnato alla "Come Ltd." di Londra puo' comunque avviare una MAP e
> riprenderselo.
(snap)



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