Seconda proposta formale ai sensi Art. 16 dello Statuto

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Mer 4 Apr 2001 10:29:29 CEST


On 3 Apr 2001, at 11:03, Marco d'Itri wrote:
> On Apr 02, Alessandro Nosenzo <nosenzo a IDEA.IT> wrote:
>  >> Quindi, non essendo un gTLD e' il dominio dell'Italia.
>  >Claudio un po' di sano patriottismo e' sempre corretto, tuttavia in
> Difendere il concetto di ccTLD (e sottolineo "cc") come domini destinati
> all'uso di una specifica nazione/territorio non ha nulla a che fare con
> il patriottismo.
> (A meno che la definizione di ccTLD sia cambiata e nessuno mi abbia
> avvertito...)

Non mi metto a fare contestazioni tecniche con Marco perche'
perdo fin dall'inizio. Le mie erano coniderazioni di tipo politico
filosofico. Naturalmente il riferimento al patriottismo era una
semplice battuta che credo tu abbia colto.

>  >con il .it hanno un significato in inglese, restano i milioni (forse
>  >miliardi) di combinazioni (Mau cos'e' un fattoriale 16 o peggio?) che
>  >invece sono appetibili da chi appunto vuole dare un'immagine
>  >legata all'Italia.
> Gia`, sono sicuro che ci sono moltissimi stranieri interessati a
> registrare nkljglfkdlnfsdqdof.it...

Non hai idea dell'interesse per l'Italia da parte degli stranieri in
particolar modo Europei e Giapponesi. Per loro il rischio e' che il
dominio italiano sia un oggetto di culto e siano disposti a pagare
qualsiasi cifra per averlo lasciando spazio agli speculatori che
entrambi odiamo profondamente.

>  >Io credo che con il progredire del numero degli abitanti su questo
>  >pianeta prima o poi tutti avranno il proprio nTLD dove n sta per
>  >name, forse ci passeranno 30 o 40 anni ma li arriveremo quindi  ha
>  >davvero poco senso pretendere di limitare il ccTLD .it.
> Questa poi... Hai un'idea, per quanto vaga, del genere di carico che
> questo imporrebbe ai root server?

Ribadisco che la mia e' una visione filosofica e non tecnica del
problema. Fra 40 anni pero' non ci saranno i problemi tecnici di
oggi ma altri (immagina cos'erano i computer 40 anni fa). Se non ti
piace come discosro filosofico vedilo come fatascienza.

> Vedo molto piu` probabile che prima o poi avremo un vero directory
> service e la gente smettera` di usare il DNS per scopi diversi da quello
> per cui e` stato inventato.

Si questo e' aspicabile ma forse in tempi piu' brevi che 40 anni.

>  >Semmai sarebbe logico creare dei dominii di terzo livello (per Gibbi'
>  >spiego xxx.xxx.it :-) dove il secondo livello identifichi chiaramente
>  >qualcosa di geografico o di specifico o di italiano.
> In che modo sarebbero diversi dagli attuali domini geografici?

Perche' la regola imporrebbe alle societa' di avere
nomeazienda.co.it (o qualsiasi altro dominio di secondo livello) e
lascerebbe ai privati il secondo livello magari anche uguale al nome
dell'azienda.

>  >.it potrebbe essere invece traumatico e come tutti i regimi
>  >proibizionistici aprire la strada agli speculatori.
> Lo dici come se nell'attuale regime libertario non si fossero mai visti
> speculatori...

Marco lo sai che ci sono maintainer in Italia che registrano
qualsiasi nome a dominio e per loro non e' un problema alcuna
limitazione, certo in cambio di queste "soluzioni" si fanno pagare.
Se una regola e' facilmente aggirabile come quella relativa alla
dimiciliazione nella UE finisce di avere un senso e tanto vale
eliminarla. Inoltre le Procedure di Riassegnazione hanno talmente
ridotto il costo dei nomi a dominio che alla fine non credo sia piu'
economicamente conveniente fare incetta di nomi a dominio.
Insomma le limitazioni o sono uguali per tutti (privati o aziende,
italiani o no) oppure si prestano a speculazioni tali da essere
peggiori di quelle temute da chi ha introdotto la limitazione stessa.
Un regime liberale e' la maggior garanzia per la correttezza degli
operatori. Guarda nel Regno Unito non ci sono albi professionali
come invece in Italia eppure gli utenti sono molto piu' tutelati di
quelli italiani. Se parliamo di avvocati per esempio e' meglio il
sistema britannico senza regole ma con grande tutela che quello
italiano con tante regole anche molto rigide ma senza alcuna tutela
al lato pratico per il povero cittadino.
Grazie Marco per il tuo intervento che mi ha fatto molto piacere
leggere.
Saluti.

Alessandro Nosenzo



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe