PDR e mala fede

Giorgio Just giorgio.just a WAVENETGROUP.IT
Mer 4 Apr 2001 13:03:21 CEST


At 12.17 04/04/01 +0200, Paolo Furieri wrote:
>Se io decido di fare un portale per un certo settore merceologico, prendo
>l'elenco delle ditte di quel settore e per tutte quelle che trovo senza sito
>registro il nome corrispondente.it, poi sulla home page di ognuna metto "vuoi
>entrare nel portale - clicca qui per acuistare il sito", faccio una
>registrazione in mala fede SI o NO ?

Ragazzi, questa si chiama  "casistica" ( un mio professore la definiva
.azz....ca).
Noi ci occupiamo di "norme" che devono fissare delle regole di carattere
generale - emendabili certo, se l'applicazione pratica lo consiglia -
partendo da presupposti ben precisi. Un "domain name" è una entità
chiaramente definita in senso tecnico e NON riguarda esclusivamente i
siti/portali web: per dirla con Maurizio "l'insieme dei D.M. che
identificano un sito e contenuto nell'insieme - finito - dei D.N. sotto un
dato TLD".
Quindi tutti i tentativi di ridurre un D.N. al solo ambito del web e/o le
considerazioni sull'ipotetico caso singolo nel quale la "regola" potrebbe
essere  forzata in un senso o nell'altro sono, scusate, pura accademia.
Il presupposto delle MAP / PDR è ben evidente sia nella versione UDRP
(ICANN) sia nella versione adottata da NA/RA. Se qualcuno pensa di essere
danneggiato da chi ha registrato un D.N. in "bad faith" (riassunto molto
approssimativo: le norme sono a disposizione di chi le vuole leggere) può
avviare la procedura: starà al "panelist" (saggio) verificare se la
richiesta è da accogliere o respingere.
Tutto qui.
Saluti
Giorgio Just



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