PDR e mala fede

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Gio 5 Apr 2001 07:32:54 CEST


Buongiorno a tutti.

Io comprendo (ed apprezzo sinceramente) il tentativo di NA di individuare un
metodo che garantisca il massimo livello di efficienza nell'applicazione
delle norme con costi minimi per chi ha ragione.

Però, come forse qualcuno di voi saprà, si tratta di una questione che non
si pone per la prima volta e che, al contrario, rappresenta una sfida per
tutti gli ordinamenti giuridici.

Saprete anche che la soluzione adottata praticamente a livello planetario
(almeno a quanto mi risulta, e sarei lieto di essere smentito) è quella per
cui l'accesso alla giustizia ha un costo e questo costo lo deve anticipare
chi chiede l'avvio della procedura.

Dopo di che si può discutere quanto volete sui metodi per allocare
definitivamente il costo dell'intervento del giudice, sulla base (ad
esempio, ma è solo uno dei modi, anche se ovviamente il più "giusto")
dell'esito della procedura.  In altre parole, il criterio più utilizzato è
quello secondo il quale paga chi perde.

Trasferendo al nostro livello la questione, mi pare che sarebbe opportuno
riconoscere che:

- qualsiasi tipo di intervento a priori sulla regolarità delle registrazioni
è a rischio di abusi;

- più in generale, è concettualmente errato pensare di attribuire al
registro il compito di verificare nel merito la sussistenza del diritto alla
registrazione (si crea una classica situazione di conflitto di interessi per
cui il giudice è lo stesso soggetto chiamato a tenere il comportamento
oggetto del giudizio);

- le MAP, allo stato, rappresentano l'unico strumento giurisdizionale
interno a NA (e quindi l'unico rispetto al quale NA può dire e/o fare
qualcosa di concreto).

Se fossimo d'accordo su queste mie tre affermazioni, allora potremmo
iniziare a parlare di modificare le regole nel senso, ad esempio (ma è solo
un esempio), che il costo della MAP può essere recuperato dal ricorrente nel
caso di accoglimento del ricorso.

A presto

Riccardo Roversi







----- Original Message -----
From: "Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA" <roberto.fantini a ansa.it>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Thursday, April 05, 2001 2:20 AM
Subject: Re: PDR e mala fede


> Volevo riallacciare questo con l'altro messaggio di Stefano, quello
> riguardante le "classificazioni" dei registri.
>
> In fin dei conti, io sarei anche d'accordo con entrambe le proposte
> Piarulli, addirittura eliminare non solo la limitazione alle persone
fisiche
> e agli enti senza fini di lucro, ma addirittura aprire anche a soggetti
> extracomunitari, in sostanza come la classe 2 della "Scala Trumpy"
(ragazzi,
> ne ho inventata un'altra! anche qui voglio le royalties!!). Ma bisogna
> riformare le regole in senso MOLTO restrittivo sulla vigilanza del
registro
> oppure dei mantainers in caso di accaparramenti e/o cybersquatting, dato
che
> un dominio e' soltanto concesso in uso al richiedente e a nessun altro, se
> alla RA risulta essere un dominio "accaparrato" per lucro, deve
> assolutamente intervenire per revocarlo d'ufficio. Insomma, va bene aprire
> il ".it" a tutto il mondo, ma e' necessario trovare un parametro in piu'
> oltre ai soliti (postmaster, DNS, etc etc..), magari quello di una
struttura
> Web attiva e congrua con il detentore del dominio... e' un'idea buttata
li',
> da sviluppare sicuramente. Oppure una specie di "sportello aperto" per
> accettare denunce su casi di lucro su domini registrati... In questi casi
la
> MAP sarebbe un po' fuori luogo, anche perche' se colui che "subisce" la
> vessazione dall'accaparratore deve imbarcarsi (pagando comunque) una MAP,
> che magari volgerebbe a suo favore, ma deve attendere la fine della
> procedura di riassegnazione per avere il "suo" dominio: a questo punto
"pago
> per averlo subito...". Insomma una specie di "corsia preferenziale" su
casi
> assolutamente manifesti di accaparramenti.
>
> Ciao.
>
> Roberto Fantini Perullo - ANSA
>
> ----- Original Message -----
> From: "Paolo Furieri" <furieri a ntc.it>
> To: "Luca Capoluongo" <Luca.Capoluongo a netnames.com>
> Cc: <ita-pe a NIC.IT>
> Sent: Wednesday, April 04, 2001 1:07 PM
> Subject: RE: PDR e mala fede
>
>
> > bene. allora e' esattamente quello che dico da giorni: noi a questi che
> fanno
> > cio' NON GLI FACCIAMO NULLA, ANZI QUASI GLI DICIAMO BRAVI !!!!
> >
> > infatti diciamo alla ditta pinco che vuole riavere il suo nome "caccia
> soldi",
> > mentre al "costruttore" del portale al piu' togliamo il nome, con la
> enorme
> > spesa (per lui) di L. 9.500 annue buttate via.
> >
> > COMPLIMENTI !!!
> >
> > poi passa passigli e ci piazza sopra la multa da 10 milioni.
> >
> > Paolo Furieri - Amministratore di sistema Netcom
> >
> > On Wed, 4 Apr 2001, Luca Capoluongo wrote:
> >
> > > Date: Wed, 04 Apr 2001 11:46:55 +0100
> > > From: Luca Capoluongo <Luca.Capoluongo a netnames.com>
> > > To: 'Paolo Furieri ' <furieri a NTC.IT>, "'ita-pe a NIC.IT '"
> <ita-pe a NIC.IT>
> > > Subject: RE: PDR e mala fede
> > >
> > > Buongiorno,
> > > a mio parere l'unico ente legittimato a "trarre profitto"
> > > dalla attivita di registrazione/concessione dei domini .it
> > > e la Registration Authority, dal che ne segue che chiunque
> > > si impossessi di un nome col [dichiarato] scopo di trarre
> > > profitto dalla "rivendita" dello stesso e in malafede. In
> > > qualsiasi forma la "rivendita" venga organizzata.
> > >
> > > Lo ripeto: e un mio personale parere.
> > > Buon lavoro,
> > >
> > > Dr. Luca L Capoluongo
> > > NETNAMES-MNT
> > >
> > > -----Original Message-----
> > > From: Paolo Furieri
> > > To: ita-pe a NIC.IT
> > > Sent: 04/04/01 11:17
> > > Subject: PDR e mala fede
> > >
> > > Se io decido di fare un portale per un certo settore merceologico,
> > > prendo
> > > l'elenco delle ditte di quel settore e per tutte quelle che trovo
senza
> > > sito
> > > registro il nome corrispondente.it, poi sulla home page di ognuna
metto
> > > "vuoi
> > > entrare nel portale - clicca qui per acuistare il sito", faccio una
> > > registrazione in mala fede SI o NO ?
> > >
>



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe