modifica alle regole di naming (era Re: PDR e mala fede)

Paolo Furieri furieri a NTC.IT
Gio 5 Apr 2001 08:38:07 CEST


Premetto considerazioni varie, poi butto la' un abbozzo di proposta:

Quello che Roversi mette come esempio (mettere a carico del perdente la map)
e' secondo me il fulcro di tutta la questione ed e' cio' su cui insisto da
giorni.

Cio' che non vedo e' "come il ricorrente puo' recuperare il costo
della MAP ?": con un'altra causa civile ? nobbuono. secondo me va trovato un
meccanismo la cui applicazione sia in qualche modo "a carico" della RA/NA

Io partirei dal dato di fatto che gli accaparratori sono pochi e accaparrano
tanti dominii per volta (di cui si suppone, pur essendo TUTTI contestabili,
solo una parte lo sara' effettivamente);

Da cio' consegue che l'ente che eroga il servizio ha un consistente rapporto
economico con l'accaparratore, ed eroga non un singolo servizio, ma un insieme
consistente di servizi. si potrebbero quindi "sospendere" TUTTI i dominii
registrati da tizio, se tizio non paga le MAP che perde, per un periodo di
30/60 giorni. se ancora il tipo non paga, allora gli si revocano TUTTI.


passo alla PROPOSTA DI MODIFICA, che riguarda solo una parte delle
considerazioni fatte finora:


chiunque puo' richiedere alla NA/RA(ENTE) l'avvio di una procedura di
"preMAP" (non necessariamente chi poi avrebbe titolo per avere il dominio);

l'ENTE a questo punto verifica e "certifica" (nel senso che stampa l'homepage
e quant'altro ritiene utile successivamente il contenuto (se c'e' un sito web
agganciato) del dominio in oggetto, o quant'altro sia utile alla successiva
definizione dell'uso del dominio).

POI comunica all'eventuale "resistente" l'avvio di tale procedura,
richiedendogli SE ha intenzione di resistere o rinuncia subito al dominio.
(ovviamente gli manda un estratto delle regole di naming, nel quale sia chiaro
che se resiste e perde, poi "caccia i soldi").

Qualora il "resistente" non risponda entro 30 giorni, il dominio verra'
riassegnato.

(a questo punto si puo' anche inserire un "comitato volontario" che valuta in
modo autonomo, non pregiudizievole e del tutto "irresponsabile" la eventuale
malafede, consigliando il ricorrente sulla probabilita' di buon esito)

Qualora il "resistente" resista, il richiedente a questo punto avviera', se lo
ritiene opportuno, una MAP.

Il costo della MAP e' a totale onere del perdente.

L'ente conduttore (si dice cosi'? - comunque quelli che gestisono le map)
fatturera' il costo al perdente; qualora questi risultasse inadempiente per
piu' di 60 giorni, l'ente conduttore richiedera' immediata sospensione alla RA
di tutti i dominii assegnati al perdente. (ovvio la ra sospendera' subito)


La certificazione del contenuto del sito contestato e' fondamentale: se io mi
diverto ad accaparrare per rivendere, probabilmente (a tutt'oggi e' cosi')
mettero' sul sito una pagina che indica in qualche modo questo fatto. ma se
qualcuno me lo contesta, la prima cosa che faccio e' mettere sulla homepage
un bel "sito in costruzione" o la prima foto che mi capita sotto tiro. cio'
per inventarmi una "buona fede" irreale. se invece un ente super-partes, senza
entrare nel merito, produce na documentazione incontestabile sul contenuto del
sito ad un certo istante, cio' spiana la strada all'esito della MAP.

Tutto cio' avrebbe i seguenti vantaggi:
1) renderebbe piu' accessibili, e quindi farebbe forse decollare le famose MAP
(si potrebbero fare per lo meno con la non-certezza di spendere)

2) non richiederebbe l'invio di 500.000 lettere per comunicare le modifiche
alle regole di naming: sono pubbliche, all'occorrenza vengono ricomunicate
solo ai "resistenti", cio' esclude (spero?) la possibilita' di contestazioni
alla RA/NA

3) focalizzerebbe il concetto di "mala fede" sull'USO di un dominio, piu' che
sul nome stesso. e questo e' lo spirito delle regole.

avrebbe lo svantaggio di mettere a carico degli enti conduttori il costo delle
MAP di inadempienti, ma sono tutti avvocati, fare un recupero crediti e'
esattamente il loro lavoro ........ e comunque meglio lavorare con un po' di
rischio che non fare nulla, come e' ora.

Paolo Furieri - Amministratore di sistema Netcom

On Thu, 5 Apr 2001, Riccardo Roversi wrote:

> Date: Thu, 05 Apr 2001 07:32:54 +0200
> From: Riccardo Roversi <rroversi a sla.it>
> To: Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA <roberto.fantini a ansa.it>,
     ita-pe a NIC.IT
> Subject: Re: PDR e mala fede
>
> Buongiorno a tutti.
>
> Io comprendo (ed apprezzo sinceramente) il tentativo di NA di individuare un
> metodo che garantisca il massimo livello di efficienza nell'applicazione
> delle norme con costi minimi per chi ha ragione.
>
> Però, come forse qualcuno di voi saprà, si tratta di una questione che non
> si pone per la prima volta e che, al contrario, rappresenta una sfida per
> tutti gli ordinamenti giuridici.
>
> Saprete anche che la soluzione adottata praticamente a livello planetario
> (almeno a quanto mi risulta, e sarei lieto di essere smentito) è quella per
> cui l'accesso alla giustizia ha un costo e questo costo lo deve anticipare
> chi chiede l'avvio della procedura.
>
> Dopo di che si può discutere quanto volete sui metodi per allocare
> definitivamente il costo dell'intervento del giudice, sulla base (ad
> esempio, ma è solo uno dei modi, anche se ovviamente il più "giusto")
> dell'esito della procedura.  In altre parole, il criterio più utilizzato è
> quello secondo il quale paga chi perde.
>
> Trasferendo al nostro livello la questione, mi pare che sarebbe opportuno
> riconoscere che:
>
> - qualsiasi tipo di intervento a priori sulla regolarità delle registrazioni
> è a rischio di abusi;
>
> - più in generale, è concettualmente errato pensare di attribuire al
> registro il compito di verificare nel merito la sussistenza del diritto alla
> registrazione (si crea una classica situazione di conflitto di interessi per
> cui il giudice è lo stesso soggetto chiamato a tenere il comportamento
> oggetto del giudizio);
>
> - le MAP, allo stato, rappresentano l'unico strumento giurisdizionale
> interno a NA (e quindi l'unico rispetto al quale NA può dire e/o fare
> qualcosa di concreto).
>
> Se fossimo d'accordo su queste mie tre affermazioni, allora potremmo
> iniziare a parlare di modificare le regole nel senso, ad esempio (ma è solo
> un esempio), che il costo della MAP può essere recuperato dal ricorrente nel
> caso di accoglimento del ricorso.
>
> A presto
>
> Riccardo Roversi
>
>
>
>
>
>
>
> ----- Original Message -----
> From: "Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA" <roberto.fantini a ansa.it>
> To: <ita-pe a NIC.IT>
> Sent: Thursday, April 05, 2001 2:20 AM
> Subject: Re: PDR e mala fede
>
>
> > Volevo riallacciare questo con l'altro messaggio di Stefano, quello
> > riguardante le "classificazioni" dei registri.
> >
> > In fin dei conti, io sarei anche d'accordo con entrambe le proposte
> > Piarulli, addirittura eliminare non solo la limitazione alle persone
> fisiche
> > e agli enti senza fini di lucro, ma addirittura aprire anche a soggetti
> > extracomunitari, in sostanza come la classe 2 della "Scala Trumpy"
> (ragazzi,
> > ne ho inventata un'altra! anche qui voglio le royalties!!). Ma bisogna
> > riformare le regole in senso MOLTO restrittivo sulla vigilanza del
> registro
> > oppure dei mantainers in caso di accaparramenti e/o cybersquatting, dato
> che
> > un dominio e' soltanto concesso in uso al richiedente e a nessun altro, se
> > alla RA risulta essere un dominio "accaparrato" per lucro, deve
> > assolutamente intervenire per revocarlo d'ufficio. Insomma, va bene aprire
> > il ".it" a tutto il mondo, ma e' necessario trovare un parametro in piu'
> > oltre ai soliti (postmaster, DNS, etc etc..), magari quello di una
> struttura
> > Web attiva e congrua con il detentore del dominio... e' un'idea buttata
> li',
> > da sviluppare sicuramente. Oppure una specie di "sportello aperto" per
> > accettare denunce su casi di lucro su domini registrati... In questi casi
> la
> > MAP sarebbe un po' fuori luogo, anche perche' se colui che "subisce" la
> > vessazione dall'accaparratore deve imbarcarsi (pagando comunque) una MAP,
> > che magari volgerebbe a suo favore, ma deve attendere la fine della
> > procedura di riassegnazione per avere il "suo" dominio: a questo punto
> "pago
> > per averlo subito...". Insomma una specie di "corsia preferenziale" su
> casi
> > assolutamente manifesti di accaparramenti.
> >
> > Ciao.
> >
> > Roberto Fantini Perullo - ANSA
> >
> > ----- Original Message -----
> > From: "Paolo Furieri" <furieri a ntc.it>
> > To: "Luca Capoluongo" <Luca.Capoluongo a netnames.com>
> > Cc: <ita-pe a NIC.IT>
> > Sent: Wednesday, April 04, 2001 1:07 PM
> > Subject: RE: PDR e mala fede
> >
> >
> > > bene. allora e' esattamente quello che dico da giorni: noi a questi che
> > fanno
> > > cio' NON GLI FACCIAMO NULLA, ANZI QUASI GLI DICIAMO BRAVI !!!!
> > >
> > > infatti diciamo alla ditta pinco che vuole riavere il suo nome "caccia
> > soldi",
> > > mentre al "costruttore" del portale al piu' togliamo il nome, con la
> > enorme
> > > spesa (per lui) di L. 9.500 annue buttate via.
> > >
> > > COMPLIMENTI !!!
> > >
> > > poi passa passigli e ci piazza sopra la multa da 10 milioni.
> > >
> > > Paolo Furieri - Amministratore di sistema Netcom
> > >
> > > On Wed, 4 Apr 2001, Luca Capoluongo wrote:
> > >
> > > > Date: Wed, 04 Apr 2001 11:46:55 +0100
> > > > From: Luca Capoluongo <Luca.Capoluongo a netnames.com>
> > > > To: 'Paolo Furieri ' <furieri a NTC.IT>, "'ita-pe a NIC.IT '"
> > <ita-pe a NIC.IT>
> > > > Subject: RE: PDR e mala fede
> > > >
> > > > Buongiorno,
> > > > a mio parere l'unico ente legittimato a "trarre profitto"
> > > > dalla attivita di registrazione/concessione dei domini .it
> > > > e la Registration Authority, dal che ne segue che chiunque
> > > > si impossessi di un nome col [dichiarato] scopo di trarre
> > > > profitto dalla "rivendita" dello stesso e in malafede. In
> > > > qualsiasi forma la "rivendita" venga organizzata.
> > > >
> > > > Lo ripeto: e un mio personale parere.
> > > > Buon lavoro,
> > > >
> > > > Dr. Luca L Capoluongo
> > > > NETNAMES-MNT
> > > >
> > > > -----Original Message-----
> > > > From: Paolo Furieri
> > > > To: ita-pe a NIC.IT
> > > > Sent: 04/04/01 11:17
> > > > Subject: PDR e mala fede
> > > >
> > > > Se io decido di fare un portale per un certo settore merceologico,
> > > > prendo
> > > > l'elenco delle ditte di quel settore e per tutte quelle che trovo
> senza
> > > > sito
> > > > registro il nome corrispondente.it, poi sulla home page di ognuna
> metto
> > > > "vuoi
> > > > entrare nel portale - clicca qui per acuistare il sito", faccio una
> > > > registrazione in mala fede SI o NO ?
> > > >
> >
>



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