VERGOGNA! Fuori legge l'informazione online?

Alfredo E. Cotroneo alfredo a NEXUS.ORG
Gio 5 Apr 2001 08:51:06 CEST


At 00:54 05/04/2001 +0200, dr. Manlio Cammarata  wrote:
>Attenzione, c'Ŕ un equivoco: non TUTTI i siti sono soggetti all'obbligo di
>iscrizione nel registro della stampa, ma SOLO quelli che sono "diffusi al
>pubblico con periodicitÓ regolare". Quindi, se la periodicitÓ non Ŕ
>regolare...
>
>...basta scrivere il nome dell'autore e dell'editore (del provider) come
>abbiamo cercato di spiegare in http://www.interlex.it/tlc/0162_1.htm
>Il seguito e approfondimenti nei prossimi numeri di InterLex.
>
>Wednesday, April 04, 2001, 11:09:18 PM, Alfredo Cotroneo wrote:
>
> > In merito alla Legge 7 marzo 2001, n. 62 oggi entrata in vogore (Nuove
> > norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5
> > agosto 1981, n. 416) : credo che ormai in Italia  non ci si possa  stupire
> > piu' di nulla, e il prossimo passo potra' essere il canone di concessione
> > governativa con apposita marca da bollo da apporre sulal porta dell'ufficio
> > per i domini (calcolato da apposite tabelle esposte presso gli uffici
> > postali in base ai cavalli fiscali del sito).
>
> > Tralasciando altre scene irraccontabili di quete ultime ore, di chi sta
> > vedendo tramontare sogni di piccoli siti no profit di informazione, oggi mi
> > e' toccato far quasi piangere delle ragazzine di 10-11 anni alle quali
> > abbiamo tentato da tre anni di insegnare come si puo' fare informazione
> > on-line.  Nulla di piu' che il solito, vecchio giornalino di classe on-line
> > iniziato in quarta elementare. Oggi hanno dovuto oscurare il loro
> > giornalino/sito on-line con un patetico messaggio
> > (http://www.moncope.it/I-media-2000-2001/Avviso/avviso2.htm)

Manlio,

Grazie per la precisazione e per il servizio reso dalla tua testata in
questo momento di ... panico. La tua rassicurazione vale (forse) per le
bimbe editrici del giornalino scolastico, ma non sposta il problema: Chi
non aggiorna giornalmente o settimanalmente il proprio sito offrendo
informazione oggi e' soggetto alla nuova legge, quindi ci siamo "dentro"
tutti o quasi, utenti cittadini e/o enti commerciali e non, inclusi anche
noi provider (sanzionabili per quanto fanno i ns clienti ex Art. 663-bis
(Divulgazione di stampa clandestina) della legge fascista del 1948 che la
nuova legge liberticida estende e rafforza). :-)))

A mio parere l'equiparazione le disposizioni della nuova Legge 7 marzo
2001, n. 62 vanno chiaramente contro la liberta' di informazione nel senso
che molte iniziative, anche individuali e non commerciali, ma di alto
spessore informativo e culturale (con aggiornamenti periodici e anche
quotidiani) sono messe immediatamente in crisi. Di fatto alcuni ci hanno
gia' comunicato che a queste condizioni preferiscono staccare la spina. E
chi voleva spegnere le piccole iniziative avra' raggiunto il suo scopo,
senza pero' aiutare la carta stampata in quanto i piu' grandi continueranno
le loro attivita' di informazione on-line con i soliti sistemi.

Se ricordate lanciai un pre-allarme nel novembre 2000 a seguito di una
trasmissione di Radio radicale che riportava la radiocronoca di un convegno
sulla stampa italiana, dove appunto si faceva cenno alle manovre in corso
per sostenere la stampa  "contro" lo sviluppo delal nuova
editoria  "elettronica/Internet".

Riporto per chi non la avesse letta la risposta di "Marco Mazzei"
<marco.mazzei a mondadori.com> un giornalita sindacalista di settore che
tende a spiegare le ragioni di tale provvedimento di legge (allora proposta
a tutti noi sconosciuta) che vediamo ora pubblicato sulla Gazzetta Uff.,
risposta che comunque non condivido. E' ovvio ancora che le lobbies dei
giornalisti della carta stampata hanno avuto il sopravvento e dalla nostra
parte manca secondo la mia visibilita' ogni attivita' di co-ordinamento e
contrapposizione a queste assurde limitazioni.

Saluti.


Alfredo Cotroneo / NEXUS-IBA

------- messaggio del 4/11/2000 ------------

Marco,

Nessun problema "contro" i giornalisti ;-) Ero alla guida mentre ascoltavo
la vs conferenza via radio e non ho capito bene chi parlasse, se un
sindacalista o un presidente di qualche ordine. Poco importa.

Comprendo i problemi che enunci e mi trovi solidale nel difendere "la
categoria". La mia preoccupazione e' che, per evitare "quel" tipo di
problema che poni (le redazioni "atipiche, piene di stagisti, ragazzi con
contratti a termine, di formazione e lavoro, ecc.ecc. ") si rischi
invece  di "salvaguardare" troppo la categoria in crisi dei giornalisti
della carta stampata, rendendo obbligatoria l'assunzione di un giornalista
e la registrazione delle testate dei siti Web per una percentuale molto
alta di domini. Molti posti di lavoro, apparentemente, ma quanti siti
chiuderebbero per non poter assumere un giornalista? Sarei d'accordo che
cio' sia obbligo per il sito del Corriere, o dell'Unita' o del giornale di
Provincia, ma non per chi in generale "informa" o esprime una sua opinione
su internet.

Si rischia infatti di coinvolgere migliaia o decine di migliaia di siti.
Guarda ad esempio quanti siti ci sono di informazione "tecnica" (le FAQ ad
esempio non sono informazione? L'orario delle messe della mia parrocchia
non sono "informazione" . E le informazioni sui prodotti della mia azienda
... non sono informazioni commerciali ??). Ti accorgi quindi che se il
legislatore imponesse  la registrazione della testata e l'assunzione di un
giornalista anche per siti di tal genere si metterebbe un bel freno (forse
anche un bavaglio) non solo all'informazione, ma a gran parte di Internet!
(negli USA sarebbe un tipico caso di disobbedienza civile)

Spero che sia fatta chiarezza su cosa sia un giornale, cosa sia una testata
giornalistica e cosa sia un sito Internet di informazione. Non sempre le
cose coincidono e vorrei comunque continuare ad esprimere il mio parere
anche su questa lista (che e' pubblicato su un sito Web) senza dover
passare al vaglio di un giornalista responsabile ;-)

Con tutto il dovuto rispetto per la Vs. categoria ;-)

Ciao,

Alfredo

At 19:35 04/11/2000 +0100, you wrote:

Vi rinvio un commento di un mio amico relativo al
messaggio di Alfredo  Cotroneo.
Enzo Viscuso

----- Original Message -----
From: "Marco Mazzei" <marco.mazzei a mondadori.com>
To: "isoc forum" <isoc_forum a listserver.isoc.it>
Sent: Saturday, November 04, 2000 5:51 PM
Subject: Re: Fw: Re: La stampa "contro" Internet


eei> Vi forwardo un messaggio arrivato sulla lista della NA
eei> e la mia relativa risposta (non so se il mittente e' anche dei nostri).

eei> ----- Original Message -----
eei> From: "Alfredo Cotroneo" <alfredo a cotroneo.org>
eei> To: <ITA-PE a NIC.IT>
eei> Sent: Saturday, November 04, 2000 11:06 AM
eei> Subject: La stampa "contro" Internet

eei> volevo segnalarvi un mio ascolto casuale ieri pomeriggio (sabato
3/11/2000)
eei> su radio parlamento che mi ha un po' preoccupato. Era in onda un convegno
eei> della stampa italiana che si teneva in Umbria e vi e' stato un accenno ad
eei> una proposta di legge pronta per l'approvazione che dovrebbe regolamentare
eei> l'uso dei siti Web di informazione e Internet in generale. L'accento era
eei> chiaramente "lobbystico", parlava il presidente della stampa italiana,
eei> chiaramente come ha accennato per difendere le posizioni della propria
eei> categoria (con sempre meno lettori) ed evidentemente contro la concorrenza
eei> dilagante di Internet anche nel suo settore.

[...]


Enzo, se giri il mio messaggio anche alla lista di provenienza,
ti ringrazio.

Ero presente al convegno in questione (Nella rete della rete,
per un'informazione di qualita'). Qualche precisazione.

1) il messaggio si riferisce forse all'intervento di Paolo
Serventi Longhi che e' il segretario del sindacato e non
il presidente della "stampa" (ordine, forse?) che non esiste
nemmeno.
2) non esiste alcuna proposta di legge sull'argomento
citato: esiste un dibattito sulla questione
3) il riferimento alla "legge" e' stato fatto circa la
registrazione in tribunale delle testate telematiche
(la registrazione e' obbligatoria per "Il corriere
della sera", facoltativa per il "Il corriere della sera on line")

Sui giornalisti in quanto categoria credo che tutti possano
dire un sacco di pessime cose, quindi non ne ricordero'
nessuna. Voglio solo testimoniare che sulla questione Internet
si e' aperto un dibattito "interno" che definirei interessante.
Non facile, come si puo' immaginare, ma costruttivo. E ci sono
segnali positivi, forse piu' forti di quelli negativi.
Faccio parte di una commissione (beh, si', ancora non ci siamo
liberati del tutto di certi schemi...) che, all'interno del sindacato,
si occupa proprio dell'informazione on line. Ci sono, come e'
ovvio, le posizioni di chi vorrebbe un recinto su Internet
dedicato alla categoria e di chi tenta di ragionare sul
problema. Come si sara' capito dai precedenti interventi sulla
questione della pedofilia, io non mi sognerei mai di pensare
a un qualche controllo dell'informazione sulla Rete o a
categorie autorizzate a informare per legge. Il mio problema,
pero', e' un altro e che con Internet c'entra poco. Il mio
problema e' che con la scusa (e sottolineo scusa) della new
economy molti editori stanno costruendo "redazioni" del tutto
atipiche, piene di stagisti, ragazzi con contratti a termine,
di formazione e lavoro, ecc.ecc. In molti stanno affidando
l'informazione a gruppi di lavoro molto giovani, impreparati
(preparatissimi sulla Rete, ma del tutto inesperti su tutto
il resto) e, soprattutto, ultra ricattabili. I giornalisti
saranno anche antipatici, ma con il controllo dell'informazione
nelle mani di pochi gruppi mediatici se diventano anche
ricattabili e' finita.
Il rischio, tra l'altro, e' che con il naturale assestamento
delle decine di iniziative "informative" on line (da qui a un
anno che cosa restera' di tutti i portali e testate telematiche?),
questa massa di precari sia rispedita sul mercato del lavoro,
all'insegna della flessibilita'. In altre parole, disoccupati.

Il problema (e la battagia) quindi non e' tentare di mettere
le mani sull'informazione, impendendo che su Internet circoli
liberamente come e' giusto che sia, ma impedire che qualcuno
usi la scusa della liberta' per condizionare nei fatti l'informazione.

Io non ho una soluzione, ma ci tenevo a dire che ci stiamo
lavorando e seriamente. E che per molti di noi non si tratta
di una battaglia corporativa.

I giornalisti sono antipatici da anni per un sacco di buone
ragioni, io sarei prudente nel pensarli ancora piu' antipatici
sulla "questione Internet" perche' penso sia opportuno in
questa fase concentrare le antipatie un po' piu' in alto.

Ciao,

--marco
--


--
Alfredo E. Cotroneo, CEO,  NEXUS-Int'l Broadcasting Association
PO Box 11028, 20110, Milano, Italy           email: alfredo a nexus.org
ph: +39-335-214-614 (try first)/+39-02-266-6971 fax: +39-02-706-38151



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