R: MAP e cancellazione - ambiguità e logica

Lapo Sergi quixe a QUIXE.COM
Gio 5 Apr 2001 12:35:42 CEST


Solo per invitarvi a leggere attentamente questa lucida e precisa disamina
di Fabrizio (che lascio integralmente nel "quote"), alla quale ovviamente mi
aggrego (la mia proposta formale mirava *esattamente* a chiarire questi
aspetti) ed a non sottovalutare le implicazioni negative che sorgono
inevitabilmente se ci si ostina a voler mantenere lo "status quo" delle
Regole di Naming.
Nessuno è infallibile, le Regole possono e debbono essere migliorate
soprattutto dove sono oscure, quindi invito (di nuovo ... che fatica!) il CE
a "mettere mano alla penna" nella prossima riunione.

Cordiali saluti
Lapo Sergi

----- Original Message -----
From: FABRIZIO BEDARIDA <f_bedarida a modiano.com>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Thursday, April 05, 2001 12:24 PM
Subject: Re: MAP e cancellazione - ambiguità e logica


> >Se ci sono altri punti "ambigui", penso che tutta ITA-PE gradirebbe
> >conoscerli.
> >
> >.mau.
>
> MAP, Procedure Di Riassegnazione (PDR) - solo trasferimento o anche
> cancellazione? questo è l'oggetto del contendere.
>
> Vediamo le regole:
>
> SEZIONE 2
> Risoluzione delle Dispute
> 14. Procedura di Contestazione
>
> Chiunque puo' contestare presso la RA i nomi a dominio da essa assegnati
in
> uso e contenuti nel RNA
>
> 16. Procedura di riassegnazione di nome a dominio contestato
>
> 16.1 Applicabilità della Procedura
>
> I domini registrati sottoposti a contestazione ai sensi dell'art. 14
> possono essere, a richiesta di chi li ha contestati, sottoposti alla
> presente Procedura di riassegnazione.
>
> La procedura amministrativa è applicabile a tutti i nomi a dominio
> registrati sotto il ccTLD "it"
>
>   Procedura di riassegnazione del nome a dominio
>                                Vers. 1.1
>
> 1. Inizio della procedura
>
> «Ogni persona fisica o giuridica può avviare una procedura amministrativa
> presso un ente conduttore abilitato dal presidente della Naming Authority
a
> sua scelta».
>
>                                 * * *
> E ora passiamo ai commenti:
>
> Da quanto sopra si evince che, CHIUNQUE è abilitato ad attivare una
> procedura di riassegnazione.
>
> Ora, se chiunque può richiedere una procedura di Riassegnazione ne
> consegue, di logica, che in caso di esito della procedura a lui favorevole
> il dominio in contestazione debba essere a lui trasferito.
>
> Questa ipotesi apparentemente immediata e di facile applicazione si
scontra
> con la possibile mancanza da parte del ricorrente dei requisiti necessari
> per registrare un dominio.it. Il ricorrente può ad esempio essere persona
> fisica già assegnataria di un dominio.it o essere una società extra UE.
>
> Il caso mastercard.it è il primo ad aver affrontato il problema.
Sintetizzo
> qui di seguito i fatti: la ricorrente, società extra UE, non potendo
essere
> assegnataria di un dominio .it, ricorrendo ad una PDR ha specificato come
> provvedimento richiesto la cancellazione del dominio contestato. Il saggio
> accogliendo il ricorso ha quindi disposto la cancellazione del dominio.
>
> A questo punto è nata la discussione sulla possibilità o meno che un
> dominio soggetto a PDR potesse essere, in alternativa al trasferimento,
> solamente revocato.
>
> Questo è l'oggeto del contendere.
>
> Le soluzioni per evitare ulteriori ambiguità sono semplici e credo
> prevedano due sole alternative:
>
> A)cambiare le regole di naming prevedendo una limitazione dei soggetti
> abilitati a richiedere le procedure di contestazione e di riassegnazione
> (cosa decisamente non auspicabile e come già sottolineato in lista oltre
ad
> essere discriminante potrebbe facilmente essere vista come una violazione
> di trattati internazionali in materia di proprietà intellettuale);
>
> B)accogliere la cancellazione come possibile alternativa al trasferimento
> del dominio.
>
>
> Personalmente propendo per questa ultima ipotesi in particolare per il
> fatto che lo scopo della PDR non è quello di verificare se il ricorrente è
> legittimato a registrare un ccTLD .it, ma è quello ben specificato
> dall'articolo qui riportato:
>
> 16.2 Natura della Procedura
>
> «La Procedura ha come scopo la verifica del titolo all'uso o alla
> disponibilità giuridica del nome a dominio, e che il dominio non sia stato
> registrato e mantenuto in mala fede».
>
> Quindi, se questo è lo scopo, una volta che sia stato dimostrato quanto
> richiesto dalle regole delle PDR ed in particolare la mala fede del suo
> assegnatario il dominio non può e non deve rimanergli.
>
> Il fatto che un dominio venga cancellato a seguito di una PDR non vuole
> assolutamente dire creare dei domini riservati.
> Come è stato già osservato in lista, un dominio cancellato a seguito di
una
> PDR diviene nuovamente disponibile, tanto per possibili cybersquatter
> quanto per persone legittimamente autorizzate alla sua registrazione.
> I NON legittimati sapranno sempre più che vi è uno strumento efficace,
> veloce e capace di restaurare il diritto violato in tempi brevi.
> I legittimati non avranno niente da temere ed anzi potranno veder
> addirittura aumentare le loro possibilità di registrare domini prima
> abusivamente occupati.
>
>
> Vi sono altri motivi che seppur importanti ritengo minori e già da altri
> sviscerati in lista, ne citerò pertanto uno solo, ossia il fatto che il
> ricorrente seppur legittimato a richiedere il trasferimento del dominio a
> suo favore può non avere interesse a mantenere in vita registrazioni di
> domini ad esempio lesivi della propria immagine aziendale  o personale che
> sia.
>
> Se, per propri motivi (di principio o altri da noi insindacabili), il
> ricorrente preferisce non avere assegnato il dominio a seguito della PDR
ma
> vederlo cancellato, con il rischio di dover affrontare in seguito una
nuova
> PDR nel caso venga nuovamente assegnato ad un cybersquatter, questa è e
> rimane una libera scelta.
> Scelta che non viola i diritti di alcuno.
>
>
>
> Un cordiale saluto a tutti,
>
> Dr. Fabrizio Bedarida
>



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe