MAP e cancellazione - =?UNKNOWN?Q?ambiguit=E0_e?= logica

Maurizio Codogno mau a BEATLES.CSELT.IT
Gio 5 Apr 2001 14:23:07 CEST


On Thu, 05 Apr 2001 12:24:08 +0200
FABRIZIO BEDARIDA <f_bedarida a modiano.com> wrote:

> 14. Procedura di Contestazione
> Chiunque puo' contestare presso la RA i nomi a dominio da essa assegnati in
> uso e contenuti nel RNA

la "contestazione" e` generale, comprende anche le citazioni in
tribunale.

Non per nulla, questo e` un articolo separato da quello della PDR,
ed e` addirittura prima dell'arbitrato (altro tipo di "contestazione").
Vedi i punti 14.2 e 14.3 .

> E ora passiamo ai commenti:
>
> Da quanto sopra si evince che, CHIUNQUE è abilitato ad attivare una
> procedura di riassegnazione.

Io evinco che CHIUNQUE PUO` CONTESTARE. Come fai a dire che CHIUNQUE
E` ABILITATO AD ATTIVARE UNA PDR?


> Il caso mastercard.it è il primo ad aver affrontato il problema. Sintetizzo
> qui di seguito i fatti: la ricorrente, società extra UE, non potendo essere
> assegnataria di un dominio .it, ricorrendo ad una PDR ha specificato come
> provvedimento richiesto la cancellazione del dominio contestato.

Infatti continuo ad essere del parere che il saggio avrebbe dovuto
esprimere un parere di No Contest, oppure assegnare alla Mastercard
il dominio e lasciare che fosse la Mastercard a recuperare il proprio
rappresentante legale in un paese europeo (ce l'avra` bene, no?)
da mettere come admin-c.


> Le soluzioni per evitare ulteriori ambiguità sono semplici e credo
> prevedano due sole alternative:

No. Di alternative ce ne sono almeno altre due:

C) Esplicitare quello che sembra gia` essere il parere della maggioranza,
e cioe` che l'unico esito della PDR e` la riassegnazione del dominio
(che non e` esattamente la stessa cosa del punto (A), perche` le regole
hanno appunto sempre permesso un legale rappresentante prima in Italia
poi nella UE)

D) Mettere il dominio nella lista dei nomi non registrabili.

Come avrai visto, ho fatto una richiesta formale al CE per votare
una di queste due modifiche , essendo io un tipo pragmatico

(nota per Alex: come fa una cosa del genere ad essere fuorilegge,
se e` esplicitamente scritto che e` permesso il ricorso al giudice
anche dopo la PDR?)

> «La Procedura ha come scopo la verifica del titolo all'uso o alla
> disponibilità giuridica del nome a dominio, e che il dominio non sia stato
> registrato e mantenuto in mala fede».
>
> Quindi, se questo è lo scopo, una volta che sia stato dimostrato quanto
> richiesto dalle regole delle PDR ed in particolare la mala fede del suo
> assegnatario il dominio non può e non deve rimanergli.

Ma il 16.6 riduce ulteriormente l'ambito della PDR: ad esempio,
io non avrei potuto attivare una PDR contro il titolare di Mastercard.it
anche se avessi voluto spendere i 350 euro di allora, perche`
non ne avevo il diritto. Io non ho comunque nulla in contrario a
riscrivere il 16.2 in modo che spieghi meglio la cosa, anche se
l'esatta formulazione dipendera` anche dalle risposte alla mia
richiesta.

> Come è stato già osservato in lista, un dominio cancellato a seguito di una
> PDR diviene nuovamente disponibile, tanto per possibili cybersquatter
> quanto per persone legittimamente autorizzate alla sua registrazione.

il che personalmente continua a sembrarmi stupido: io non voglio
avere N PDR sullo stesso nome a dominio.


> Vi sono altri motivi che seppur importanti ritengo minori e già da altri
> sviscerati in lista, ne citerò pertanto uno solo, ossia il fatto che il
> ricorrente seppur legittimato a richiedere il trasferimento del dominio a
> suo favore può non avere interesse a mantenere in vita registrazioni di
> domini ad esempio lesivi della propria immagine aziendale  o personale che
> sia.

non per niente ho lasciato il punto (D).

.mau.



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