Fw: modifica alle regole di naming (era Re: PDR e mala fede)

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Gio 5 Apr 2001 14:34:31 CEST


----- Original Message -----
From: "Riccardo Roversi" <rroversi a sla.it>
To: "Paolo Furieri" <furieri a ntc.it>
Sent: Thursday, April 05, 2001 12:39 PM
Subject: Re: modifica alle regole di naming (era Re: PDR e mala fede)


> Complimenti per la rapidità di elaborazione di una proposta tanto
> complessa...
>
> Io ne avrei una alternativa, che è meno complicata e non scarica sugli
enti
> conduttori l'onere di procedere al recupero del credito.  Gli enti
> conduttori, è vero, pullulano di avvocati, ma hanno già i loro problemi di
> bilancio e se si dovessero mettere a fare recupero crediti probabilmente
> fallirebbero tutti quanti...
>
> Allora, ecco la mia PROPOSTA ALTERNATIVA:
>
> - le regole vengono modificate, introducendo il concetto per cui l'obbligo
> di sostenere i costi segue la soccombenza (il che vuol dire "chi perde
paga"
> !!!);
>
> - le regole prevedono inoltre che il saggio (o i saggi) ha l'obbligo di
> pronunciarsi sulla definitiva allocazione dei costi, attenendosi
> strettamente al criterio di cui sopra (sarebbe quindi esclusa la
possibilità
> di "compensare le spese", come dicono troppo spesso i giudici civili,
> rifiutando sostanzialmente di assumersi la responsabilità della
> distribuzione dei costi del processo, ma questa è un'altra storia);
>
> - al termine della procedura il saggio (o i saggi) affermano, nel caso di
> accoglimento del ricorso, che i costi sono a carico del resistente e, nel
> caso inverso, che i costi sono a carico del ricorrente;
>
> - in caso di vittoria, il ricorrente (che continua ad anticipare i costi,
> come accade ora) ha un credito nei confronti del resistente, la cui
> esistenza è provata dalla decisione del saggio (o dei saggi);
>
> - le regole potrebbero anche disporre che il resistente eventualmente
> soccombente è obbligato al rimborso dei costi (magari senza interessi)
entro
> dieci giorni dal ricevimento della decisione (mi pare che sia lo stesso
> termine entro cui può promuovere un giudizio ordinario e, in tal modo,
> paralizzare l'efficacia della decisione del saggio);
>
> - in mancanza di spontaneo adempimento, il ricorrente vittorioso deve
> attivare una procedura avanti un giudice civile ordinario, ma avrà il
> vantaggio della prova scritta e quindi potrà chiedere (e ottenere) un
> decreto ingiuntivo contro il resistente perdente.
>
> E' vero che non si elimina la necessità di ricorrere al giudice ordinario
> per recuperare i costi, ma è anche vero che - quanto meno - si
ristabilisce
> un principio di giustizia sostanziale condiviso da molti ordinamenti (il
> costo del processo segue il soccombente) e che nella vita di tutti i
giorni
> esiste sempre la possibilità teorica di trovarsi costretti a ricorrere al
> giudice per ottenere il pagamento dei propri crediti.
>
> Se qualcuno è d'accordo con me, potremmo proporre al CE di esaminare una
> proposta formale.
>
> A presto
>
> Riccardo Roversi
>
>
>
>
> ----- Original Message -----
> From: "Paolo Furieri" <furieri a ntc.it>
> To: <ita-pe a NIC.IT>
> Sent: Thursday, April 05, 2001 8:38 AM
> Subject: modifica alle regole di naming (era Re: PDR e mala fede)
>
>
> > Premetto considerazioni varie, poi butto la' un abbozzo di proposta:
> >
> > Quello che Roversi mette come esempio (mettere a carico del perdente la
> map)
> > e' secondo me il fulcro di tutta la questione ed e' cio' su cui insisto
da
> > giorni.
> >
> > Cio' che non vedo e' "come il ricorrente puo' recuperare il costo
> > della MAP ?": con un'altra causa civile ? nobbuono. secondo me va
trovato
> un
> > meccanismo la cui applicazione sia in qualche modo "a carico" della
RA/NA
> >
> > Io partirei dal dato di fatto che gli accaparratori sono pochi e
> accaparrano
> > tanti dominii per volta (di cui si suppone, pur essendo TUTTI
> contestabili,
> > solo una parte lo sara' effettivamente);
> >
> > Da cio' consegue che l'ente che eroga il servizio ha un consistente
> rapporto
> > economico con l'accaparratore, ed eroga non un singolo servizio, ma un
> insieme
> > consistente di servizi. si potrebbero quindi "sospendere" TUTTI i
dominii
> > registrati da tizio, se tizio non paga le MAP che perde, per un periodo
di
> > 30/60 giorni. se ancora il tipo non paga, allora gli si revocano TUTTI.
> >
> >
> > passo alla PROPOSTA DI MODIFICA, che riguarda solo una parte delle
> > considerazioni fatte finora:
> >
> >
> > chiunque puo' richiedere alla NA/RA(ENTE) l'avvio di una procedura di
> > "preMAP" (non necessariamente chi poi avrebbe titolo per avere il
> dominio);
> >
> > l'ENTE a questo punto verifica e "certifica" (nel senso che stampa
> l'homepage
> > e quant'altro ritiene utile successivamente il contenuto (se c'e' un
sito
> web
> > agganciato) del dominio in oggetto, o quant'altro sia utile alla
> successiva
> > definizione dell'uso del dominio).
> >
> > POI comunica all'eventuale "resistente" l'avvio di tale procedura,
> > richiedendogli SE ha intenzione di resistere o rinuncia subito al
dominio.
> > (ovviamente gli manda un estratto delle regole di naming, nel quale sia
> chiaro
> > che se resiste e perde, poi "caccia i soldi").
> >
> > Qualora il "resistente" non risponda entro 30 giorni, il dominio verra'
> > riassegnato.
> >
> > (a questo punto si puo' anche inserire un "comitato volontario" che
valuta
> in
> > modo autonomo, non pregiudizievole e del tutto "irresponsabile" la
> eventuale
> > malafede, consigliando il ricorrente sulla probabilita' di buon esito)
> >
> > Qualora il "resistente" resista, il richiedente a questo punto avviera',
> se lo
> > ritiene opportuno, una MAP.
> >
> > Il costo della MAP e' a totale onere del perdente.
> >
> > L'ente conduttore (si dice cosi'? - comunque quelli che gestisono le
map)
> > fatturera' il costo al perdente; qualora questi risultasse inadempiente
> per
> > piu' di 60 giorni, l'ente conduttore richiedera' immediata sospensione
> alla RA
> > di tutti i dominii assegnati al perdente. (ovvio la ra sospendera'
subito)
> >
> >
> > La certificazione del contenuto del sito contestato e' fondamentale: se
io
> mi
> > diverto ad accaparrare per rivendere, probabilmente (a tutt'oggi e'
cosi')
> > mettero' sul sito una pagina che indica in qualche modo questo fatto. ma
> se
> > qualcuno me lo contesta, la prima cosa che faccio e' mettere sulla
> homepage
> > un bel "sito in costruzione" o la prima foto che mi capita sotto tiro.
> cio'
> > per inventarmi una "buona fede" irreale. se invece un ente super-partes,
> senza
> > entrare nel merito, produce na documentazione incontestabile sul
contenuto
> del
> > sito ad un certo istante, cio' spiana la strada all'esito della MAP.
> >
> > Tutto cio' avrebbe i seguenti vantaggi:
> > 1) renderebbe piu' accessibili, e quindi farebbe forse decollare le
famose
> MAP
> > (si potrebbero fare per lo meno con la non-certezza di spendere)
> >
> > 2) non richiederebbe l'invio di 500.000 lettere per comunicare le
> modifiche
> > alle regole di naming: sono pubbliche, all'occorrenza vengono
ricomunicate
> > solo ai "resistenti", cio' esclude (spero?) la possibilita' di
> contestazioni
> > alla RA/NA
> >
> > 3) focalizzerebbe il concetto di "mala fede" sull'USO di un dominio,
piu'
> che
> > sul nome stesso. e questo e' lo spirito delle regole.
> >
> > avrebbe lo svantaggio di mettere a carico degli enti conduttori il costo
> delle
> > MAP di inadempienti, ma sono tutti avvocati, fare un recupero crediti e'
> > esattamente il loro lavoro ........ e comunque meglio lavorare con un
po'
> di
> > rischio che non fare nulla, come e' ora.
> >
> > Paolo Furieri - Amministratore di sistema Netcom
> >
> > On Thu, 5 Apr 2001, Riccardo Roversi wrote:
> >
> > > Date: Thu, 05 Apr 2001 07:32:54 +0200
> > > From: Riccardo Roversi <rroversi a sla.it>
> > > To: Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA <roberto.fantini a ansa.it>,
> >      ita-pe a NIC.IT
> > > Subject: Re: PDR e mala fede
> > >
> > > Buongiorno a tutti.
> > >
> > > Io comprendo (ed apprezzo sinceramente) il tentativo di NA di
> individuare un
> > > metodo che garantisca il massimo livello di efficienza
nell'applicazione
> > > delle norme con costi minimi per chi ha ragione.
> > >
> > > Però, come forse qualcuno di voi saprà, si tratta di una questione che
> non
> > > si pone per la prima volta e che, al contrario, rappresenta una sfida
> per
> > > tutti gli ordinamenti giuridici.
> > >
> > > Saprete anche che la soluzione adottata praticamente a livello
> planetario
> > > (almeno a quanto mi risulta, e sarei lieto di essere smentito) è
quella
> per
> > > cui l'accesso alla giustizia ha un costo e questo costo lo deve
> anticipare
> > > chi chiede l'avvio della procedura.
> > >
> > > Dopo di che si può discutere quanto volete sui metodi per allocare
> > > definitivamente il costo dell'intervento del giudice, sulla base (ad
> > > esempio, ma è solo uno dei modi, anche se ovviamente il più "giusto")
> > > dell'esito della procedura.  In altre parole, il criterio più
utilizzato
> è
> > > quello secondo il quale paga chi perde.
> > >
> > > Trasferendo al nostro livello la questione, mi pare che sarebbe
> opportuno
> > > riconoscere che:
> > >
> > > - qualsiasi tipo di intervento a priori sulla regolarità delle
> registrazioni
> > > è a rischio di abusi;
> > >
> > > - più in generale, è concettualmente errato pensare di attribuire al
> > > registro il compito di verificare nel merito la sussistenza del
diritto
> alla
> > > registrazione (si crea una classica situazione di conflitto di
interessi
> per
> > > cui il giudice è lo stesso soggetto chiamato a tenere il comportamento
> > > oggetto del giudizio);
> > >
> > > - le MAP, allo stato, rappresentano l'unico strumento giurisdizionale
> > > interno a NA (e quindi l'unico rispetto al quale NA può dire e/o fare
> > > qualcosa di concreto).
> > >
> > > Se fossimo d'accordo su queste mie tre affermazioni, allora potremmo
> > > iniziare a parlare di modificare le regole nel senso, ad esempio (ma è
> solo
> > > un esempio), che il costo della MAP può essere recuperato dal
ricorrente
> nel
> > > caso di accoglimento del ricorso.
> > >
> > > A presto
> > >
> > > Riccardo Roversi
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > ----- Original Message -----
> > > From: "Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA"
<roberto.fantini a ansa.it>
> > > To: <ita-pe a NIC.IT>
> > > Sent: Thursday, April 05, 2001 2:20 AM
> > > Subject: Re: PDR e mala fede
> > >
> > >
> > > > Volevo riallacciare questo con l'altro messaggio di Stefano, quello
> > > > riguardante le "classificazioni" dei registri.
> > > >
> > > > In fin dei conti, io sarei anche d'accordo con entrambe le proposte
> > > > Piarulli, addirittura eliminare non solo la limitazione alle persone
> > > fisiche
> > > > e agli enti senza fini di lucro, ma addirittura aprire anche a
> soggetti
> > > > extracomunitari, in sostanza come la classe 2 della "Scala Trumpy"
> > > (ragazzi,
> > > > ne ho inventata un'altra! anche qui voglio le royalties!!). Ma
bisogna
> > > > riformare le regole in senso MOLTO restrittivo sulla vigilanza del
> > > registro
> > > > oppure dei mantainers in caso di accaparramenti e/o cybersquatting,
> dato
> > > che
> > > > un dominio e' soltanto concesso in uso al richiedente e a nessun
> altro, se
> > > > alla RA risulta essere un dominio "accaparrato" per lucro, deve
> > > > assolutamente intervenire per revocarlo d'ufficio. Insomma, va bene
> aprire
> > > > il ".it" a tutto il mondo, ma e' necessario trovare un parametro in
> piu'
> > > > oltre ai soliti (postmaster, DNS, etc etc..), magari quello di una
> > > struttura
> > > > Web attiva e congrua con il detentore del dominio... e' un'idea
> buttata
> > > li',
> > > > da sviluppare sicuramente. Oppure una specie di "sportello aperto"
per
> > > > accettare denunce su casi di lucro su domini registrati... In questi
> casi
> > > la
> > > > MAP sarebbe un po' fuori luogo, anche perche' se colui che "subisce"
> la
> > > > vessazione dall'accaparratore deve imbarcarsi (pagando comunque) una
> MAP,
> > > > che magari volgerebbe a suo favore, ma deve attendere la fine della
> > > > procedura di riassegnazione per avere il "suo" dominio: a questo
punto
> > > "pago
> > > > per averlo subito...". Insomma una specie di "corsia preferenziale"
su
> > > casi
> > > > assolutamente manifesti di accaparramenti.
> > > >
> > > > Ciao.
> > > >
> > > > Roberto Fantini Perullo - ANSA
> > > >
> > > > ----- Original Message -----
> > > > From: "Paolo Furieri" <furieri a ntc.it>
> > > > To: "Luca Capoluongo" <Luca.Capoluongo a netnames.com>
> > > > Cc: <ita-pe a NIC.IT>
> > > > Sent: Wednesday, April 04, 2001 1:07 PM
> > > > Subject: RE: PDR e mala fede
> > > >
> > > >
> > > > > bene. allora e' esattamente quello che dico da giorni: noi a
questi
> che
> > > > fanno
> > > > > cio' NON GLI FACCIAMO NULLA, ANZI QUASI GLI DICIAMO BRAVI !!!!
> > > > >
> > > > > infatti diciamo alla ditta pinco che vuole riavere il suo nome
> "caccia
> > > > soldi",
> > > > > mentre al "costruttore" del portale al piu' togliamo il nome, con
la
> > > > enorme
> > > > > spesa (per lui) di L. 9.500 annue buttate via.
> > > > >
> > > > > COMPLIMENTI !!!
> > > > >
> > > > > poi passa passigli e ci piazza sopra la multa da 10 milioni.
> > > > >
> > > > > Paolo Furieri - Amministratore di sistema Netcom
> > > > >
> > > > > On Wed, 4 Apr 2001, Luca Capoluongo wrote:
> > > > >
> > > > > > Date: Wed, 04 Apr 2001 11:46:55 +0100
> > > > > > From: Luca Capoluongo <Luca.Capoluongo a netnames.com>
> > > > > > To: 'Paolo Furieri ' <furieri a NTC.IT>, "'ita-pe a NIC.IT '"
> > > > <ita-pe a NIC.IT>
> > > > > > Subject: RE: PDR e mala fede
> > > > > >
> > > > > > Buongiorno,
> > > > > > a mio parere l'unico ente legittimato a "trarre profitto"
> > > > > > dalla attivita di registrazione/concessione dei domini .it
> > > > > > e la Registration Authority, dal che ne segue che chiunque
> > > > > > si impossessi di un nome col [dichiarato] scopo di trarre
> > > > > > profitto dalla "rivendita" dello stesso e in malafede. In
> > > > > > qualsiasi forma la "rivendita" venga organizzata.
> > > > > >
> > > > > > Lo ripeto: e un mio personale parere.
> > > > > > Buon lavoro,
> > > > > >
> > > > > > Dr. Luca L Capoluongo
> > > > > > NETNAMES-MNT
> > > > > >
> > > > > > -----Original Message-----
> > > > > > From: Paolo Furieri
> > > > > > To: ita-pe a NIC.IT
> > > > > > Sent: 04/04/01 11:17
> > > > > > Subject: PDR e mala fede
> > > > > >
> > > > > > Se io decido di fare un portale per un certo settore
merceologico,
> > > > > > prendo
> > > > > > l'elenco delle ditte di quel settore e per tutte quelle che
trovo
> > > senza
> > > > > > sito
> > > > > > registro il nome corrispondente.it, poi sulla home page di
ognuna
> > > metto
> > > > > > "vuoi
> > > > > > entrare nel portale - clicca qui per acuistare il sito", faccio
> una
> > > > > > registrazione in mala fede SI o NO ?
> > > > > >
> > > >
> > >
> >
>



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe