MAP e potere di cancellazione del dominio- ambiguit à e logica

Fabio Pennisi f.linus a LIBERO.IT
Gio 5 Apr 2001 15:33:33 CEST


Complimenti per la lucida analisi del problema.
Pur avendo  avuto inizialmente una visione "critica" della decisione del
saggio del caso mastercard, non posso disconoscere che il provvedimento di
mera revoca nell'assegnazione di un dominio debba essere ricompreso tra i
possibili esiti di una MAP alias PDR.
La critica personale, che feci a suo tempo, aveva appunto ad oggetto
l'ambigua formulazione della normativa.
Mi unisco pertanto alle richieste di coloro che vorrebbero dal CE una
decisione, e se necessaria una modifica delle regole, chiarificatrice.
--
Fabio Pennisi


> Da: FABRIZIO BEDARIDA <f_bedarida a MODIANO.COM>
> Data: Thu, 05 Apr 2001 12:24:08 +0200
> A: "ita-pe a nic.it" <ita-pe a nic.it>
> Oggetto: MAP e potere di cancellazione del dominio- ambiguità e  logica- caso
> mastercard.it
>
>> Se ci sono altri punti "ambigui", penso che tutta ITA-PE gradirebbe
>> conoscerli.
>>
>> .mau.
>
> MAP, Procedure Di Riassegnazione (PDR) - solo trasferimento o anche
> cancellazione? questo è l'oggetto del contendere.
>
> Vediamo le regole:
>
> SEZIONE 2
> Risoluzione delle Dispute
> 14. Procedura di Contestazione
>
> Chiunque puo' contestare presso la RA i nomi a dominio da essa assegnati in
> uso e contenuti nel RNA
>
> 16. Procedura di riassegnazione di nome a dominio contestato
>
> 16.1 Applicabilità della Procedura
>
> I domini registrati sottoposti a contestazione ai sensi dell'art. 14
> possono essere, a richiesta di chi li ha contestati, sottoposti alla
> presente Procedura di riassegnazione.
>
> La procedura amministrativa è applicabile a tutti i nomi a dominio
> registrati sotto il ccTLD "it"
>
> Procedura di riassegnazione del nome a dominio
> Vers. 1.1
>
> 1. Inizio della procedura
>
> «Ogni persona fisica o giuridica può avviare una procedura amministrativa
> presso un ente conduttore abilitato dal presidente della Naming Authority a
> sua scelta».
>
> * * *
> E ora passiamo ai commenti:
>
> Da quanto sopra si evince che, CHIUNQUE è abilitato ad attivare una
> procedura di riassegnazione.
>
> Ora, se chiunque può richiedere una procedura di Riassegnazione ne
> consegue, di logica, che in caso di esito della procedura a lui favorevole
> il dominio in contestazione debba essere a lui trasferito.
>
> Questa ipotesi apparentemente immediata e di facile applicazione si scontra
> con la possibile mancanza da parte del ricorrente dei requisiti necessari
> per registrare un dominio.it. Il ricorrente può ad esempio essere persona
> fisica già assegnataria di un dominio.it o essere una società extra UE.
>
> Il caso mastercard.it è il primo ad aver affrontato il problema. Sintetizzo
> qui di seguito i fatti: la ricorrente, società extra UE, non potendo essere
> assegnataria di un dominio .it, ricorrendo ad una PDR ha specificato come
> provvedimento richiesto la cancellazione del dominio contestato. Il saggio
> accogliendo il ricorso ha quindi disposto la cancellazione del dominio.
>
> A questo punto è nata la discussione sulla possibilità o meno che un
> dominio soggetto a PDR potesse essere, in alternativa al trasferimento,
> solamente revocato.
>
> Questo è l'oggeto del contendere.
>
> Le soluzioni per evitare ulteriori ambiguità sono semplici e credo
> prevedano due sole alternative:
>
> A)cambiare le regole di naming prevedendo una limitazione dei soggetti
> abilitati a richiedere le procedure di contestazione e di riassegnazione
> (cosa decisamente non auspicabile e come già sottolineato in lista oltre ad
> essere discriminante potrebbe facilmente essere vista come una violazione
> di trattati internazionali in materia di proprietà intellettuale);
>
> B)accogliere la cancellazione come possibile alternativa al trasferimento
> del dominio.
>
>
> Personalmente propendo per questa ultima ipotesi in particolare per il
> fatto che lo scopo della PDR non è quello di verificare se il ricorrente è
> legittimato a registrare un ccTLD .it, ma è quello ben specificato
> dall'articolo qui riportato:
>
> 16.2 Natura della Procedura
>
> «La Procedura ha come scopo la verifica del titolo all'uso o alla
> disponibilità giuridica del nome a dominio, e che il dominio non sia stato
> registrato e mantenuto in mala fede».
>
> Quindi, se questo è lo scopo, una volta che sia stato dimostrato quanto
> richiesto dalle regole delle PDR ed in particolare la mala fede del suo
> assegnatario il dominio non può e non deve rimanergli.
>
> Il fatto che un dominio venga cancellato a seguito di una PDR non vuole
> assolutamente dire creare dei domini riservati.
> Come è stato già osservato in lista, un dominio cancellato a seguito di una
> PDR diviene nuovamente disponibile, tanto per possibili cybersquatter
> quanto per persone legittimamente autorizzate alla sua registrazione.
> I NON legittimati sapranno sempre più che vi è uno strumento efficace,
> veloce e capace di restaurare il diritto violato in tempi brevi.
> I legittimati non avranno niente da temere ed anzi potranno veder
> addirittura aumentare le loro possibilità di registrare domini prima
> abusivamente occupati.
>
>
> Vi sono altri motivi che seppur importanti ritengo minori e già da altri
> sviscerati in lista, ne citerò pertanto uno solo, ossia il fatto che il
> ricorrente seppur legittimato a richiedere il trasferimento del dominio a
> suo favore può non avere interesse a mantenere in vita registrazioni di
> domini ad esempio lesivi della propria immagine aziendale  o personale che
> sia.
>
> Se, per propri motivi (di principio o altri da noi insindacabili), il
> ricorrente preferisce non avere assegnato il dominio a seguito della PDR ma
> vederlo cancellato, con il rischio di dover affrontare in seguito una nuova
> PDR nel caso venga nuovamente assegnato ad un cybersquatter, questa è e
> rimane una libera scelta.
> Scelta che non viola i diritti di alcuno.
>
> Un cordiale saluto a tutti,
>
> Dr. Fabrizio Bedarida



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