Re: MAP e cancellazione - ambiguità e logica

Roberto Fantini Perullo - ANSA Milano roberto.fantini a ANSA.IT
Gio 5 Apr 2001 16:20:31 CEST


Infatti il caso mastercard.it e' stata la pietra dello scandalo che ha, alla
fine, "ucciso" il CE scorso.

Comunque a memoria mi sembra che (basta vedere il verbale del CE appena
pubblicato) la proprosta di Lapo Sergi non sia stata ancora messa in
discussione, mentre quella discussa e respinta e' una proposta simile ma
fatta "al volo" da Enzo Fogliani. Quindi la proposta di Lapo e' ancora li',
in attesa della prossima riunione del CE, spero presto.

Per quanto riguarda il merito della proposta Fogliani di aggiungere
all'articolo 16.6 anche la revoca come esito della procedura di
riassegnazione (detta inter nos MAP), mi sento di puntualizzare una cosa:

Se io REVOCO l'assegnazione o l'uso di una qualsiasi cosa (che so, una
patente, oppure un passaporto o la cittadinanza...) significa che l'oggetto
del contendere non e' riassegnabile a nessuno, e di fatto sparisce dal
"mercato".
Se io REVOCO un nome a dominio, di fatto lo rendo "riservato" e non piu'
registrabile da nessuno. Dato che il dominio mastercard.it e' stato
REVOCATO, nemmeno la stessa Mastercard puo' richiederne l'assegnazione,
praticamente se l'e' bruciato. Se cosi' non fosse, cioe' se Mastercard,
procedendo alla registrazione (attraverso una consociata UE, supponiamo),
gli venga asegnato, sarebbe una procedura irregolare che deriva da
altrettanta decisione irregolare del saggio che ha disposto la revoca del
dominio, visto che nella MAP la revoca non era prevista nel regolamento. E
allora si' che qui c'e' da discutere...!!!! Non vedo l'ora che Mastercard
chieda la registrazione del "suo" dominio ".it"... voglio vedere come va a
finire...

Ciao.

Roberto Fantini Perullo - ANSA.

(PS: per me l'articolo 16.6 cosi' formulato e' congruo, per modificare
quello va modificata tutta una serie di articoli correlati anche nella
procedura di riassegnazione, che e' in subordine alle regole di naming,
quindi PRIMA si applica il 16.6 e POI, su quella base, si interviene con le
procedure di riassegnazione: non e' detto che l'articolo possa essere
modificato in futuro, ma c'e' un lavorone da fare che non avete idea... tra
statuto e regole qui ce n'e'....!). Ri-ciao. RFP.




----- Original Message -----
From: "FABRIZIO BEDARIDA" <f_bedarida a modiano.com>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Thursday, April 05, 2001 12:24 PM
Subject: Re: MAP e cancellazione - ambiguità e logica


>Se ci sono altri punti "ambigui", penso che tutta ITA-PE gradirebbe
>conoscerli.
>
>.mau.

MAP, Procedure Di Riassegnazione (PDR) - solo trasferimento o anche
cancellazione? questo è l'oggetto del contendere.

Vediamo le regole:

SEZIONE 2
Risoluzione delle Dispute
14. Procedura di Contestazione

Chiunque puo' contestare presso la RA i nomi a dominio da essa assegnati in
uso e contenuti nel RNA

16. Procedura di riassegnazione di nome a dominio contestato

16.1 Applicabilità della Procedura

I domini registrati sottoposti a contestazione ai sensi dell'art. 14
possono essere, a richiesta di chi li ha contestati, sottoposti alla
presente Procedura di riassegnazione.

La procedura amministrativa è applicabile a tutti i nomi a dominio
registrati sotto il ccTLD "it"

  Procedura di riassegnazione del nome a dominio
                               Vers. 1.1

1. Inizio della procedura

«Ogni persona fisica o giuridica può avviare una procedura amministrativa
presso un ente conduttore abilitato dal presidente della Naming Authority a
sua scelta».

                                * * *
E ora passiamo ai commenti:

Da quanto sopra si evince che, CHIUNQUE è abilitato ad attivare una
procedura di riassegnazione.

Ora, se chiunque può richiedere una procedura di Riassegnazione ne
consegue, di logica, che in caso di esito della procedura a lui favorevole
il dominio in contestazione debba essere a lui trasferito.

Questa ipotesi apparentemente immediata e di facile applicazione si scontra
con la possibile mancanza da parte del ricorrente dei requisiti necessari
per registrare un dominio.it. Il ricorrente può ad esempio essere persona
fisica già assegnataria di un dominio.it o essere una società extra UE.

Il caso mastercard.it è il primo ad aver affrontato il problema. Sintetizzo
qui di seguito i fatti: la ricorrente, società extra UE, non potendo essere
assegnataria di un dominio .it, ricorrendo ad una PDR ha specificato come
provvedimento richiesto la cancellazione del dominio contestato. Il saggio
accogliendo il ricorso ha quindi disposto la cancellazione del dominio.

A questo punto è nata la discussione sulla possibilità o meno che un
dominio soggetto a PDR potesse essere, in alternativa al trasferimento,
solamente revocato.

Questo è l'oggeto del contendere.

Le soluzioni per evitare ulteriori ambiguità sono semplici e credo
prevedano due sole alternative:

A)cambiare le regole di naming prevedendo una limitazione dei soggetti
abilitati a richiedere le procedure di contestazione e di riassegnazione
(cosa decisamente non auspicabile e come già sottolineato in lista oltre ad
essere discriminante potrebbe facilmente essere vista come una violazione
di trattati internazionali in materia di proprietà intellettuale);

B)accogliere la cancellazione come possibile alternativa al trasferimento
del dominio.


Personalmente propendo per questa ultima ipotesi in particolare per il
fatto che lo scopo della PDR non è quello di verificare se il ricorrente è
legittimato a registrare un ccTLD .it, ma è quello ben specificato
dall'articolo qui riportato:

16.2 Natura della Procedura

«La Procedura ha come scopo la verifica del titolo all'uso o alla
disponibilità giuridica del nome a dominio, e che il dominio non sia stato
registrato e mantenuto in mala fede».

Quindi, se questo è lo scopo, una volta che sia stato dimostrato quanto
richiesto dalle regole delle PDR ed in particolare la mala fede del suo
assegnatario il dominio non può e non deve rimanergli.

Il fatto che un dominio venga cancellato a seguito di una PDR non vuole
assolutamente dire creare dei domini riservati.
Come è stato già osservato in lista, un dominio cancellato a seguito di una
PDR diviene nuovamente disponibile, tanto per possibili cybersquatter
quanto per persone legittimamente autorizzate alla sua registrazione.
I NON legittimati sapranno sempre più che vi è uno strumento efficace,
veloce e capace di restaurare il diritto violato in tempi brevi.
I legittimati non avranno niente da temere ed anzi potranno veder
addirittura aumentare le loro possibilità di registrare domini prima
abusivamente occupati.


Vi sono altri motivi che seppur importanti ritengo minori e già da altri
sviscerati in lista, ne citerò pertanto uno solo, ossia il fatto che il
ricorrente seppur legittimato a richiedere il trasferimento del dominio a
suo favore può non avere interesse a mantenere in vita registrazioni di
domini ad esempio lesivi della propria immagine aziendale  o personale che
sia.

Se, per propri motivi (di principio o altri da noi insindacabili), il
ricorrente preferisce non avere assegnato il dominio a seguito della PDR ma
vederlo cancellato, con il rischio di dover affrontare in seguito una nuova
PDR nel caso venga nuovamente assegnato ad un cybersquatter, questa è e
rimane una libera scelta.
Scelta che non viola i diritti di alcuno.



Un cordiale saluto a tutti,

Dr. Fabrizio Bedarida



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