Re: MAP e cancellazione - ambiguità e logica

Roberto Fantini Perullo - ANSA Milano roberto.fantini a ANSA.IT
Gio 5 Apr 2001 16:55:03 CEST


Ri-intervengo sulla questione, per sottolineare certe ambiguita' di
conduzione delle MAP:
E' una cosa che mi e' venuta in mente adesso... dopo che ho mandato il
messaggio precedente.

Accenno a mastercard.it: sappiamo tutti che mastercard.it e' stato revocato,
nonostante le regole non prevedano la revoca, solo per il fatto che non era
possibile riassegnarlo in quanto ila Mastercard che aveva avviato la MAP era
la sede americana (quindi non-UE) e, come da regolamento non era possibile
riassegnarlo in quanto il "vincitore" della MAP non risiede in UE. Quindi il
saggio ha infranto la regola 16.6 del regolamento per seguire la regola 4
del regolamento, forse interpretando inopportunamente una maggior importanza
della regola 4 nei confronti della regola 16.6 (e' una mia opinione
personale, suscettibile di commenti).

Adesso, non so se vi ricordate, recentemente E-solv ha pubblicato l'esito di
una MAP di l'Oreal per quanto riguarda il dominio biotherm.it, dominio che,
secondo la procedura di riassegnazione, dovrebbe essere assegnato alla
Biotherm Societe' Monegasque, il cui marchio e' di proprieta' della L'Oreal.
La MAP ha dato esito negativo perche' la Biotherm, a cui dovrebbe essere
assegnato il dominio, risiede nel Principato di Monaco e quindi e' extra-UE,
e qui il saggio in questione ha applicato l'articolo 16.6 (riassegnazione)
verificando pero' i presupposti di applicabilita' dati all'articolo 4
(appartenenza all'UE). Secondo me bene ha fatto il saggio che, a sensi
dell'articolo 4, non ha riassegnato il dominio e, ai sensi dell'art. 16.6,
non lo ha revocato perche' non e' previsto.

Quindi, due casi a mio avviso UGUALI, ma con esiti differenti.

Non vorrei che, perche' Maetrecard e' Mastercard (sai, gli ammeregani...!!)
si sia usato un metro, mentre per l'Oreal (che, volendo, s ipoteva
considerare Biotherm come francese in quanto la casa madre e' francese,
quindi UE) non e' stato usato lo stesso metro.

Saluti.

Roberto Fantini Perullo - ANSA.

----- Original Message -----
From: "Lapo Sergi" <quixe a quixe.com>
To: "FABRIZIO BEDARIDA" <f_bedarida a modiano.com>
Cc: "itape" <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Thursday, April 05, 2001 12:35 PM
Subject: R: MAP e cancellazione - ambiguità e logica


Solo per invitarvi a leggere attentamente questa lucida e precisa disamina
di Fabrizio (che lascio integralmente nel "quote"), alla quale ovviamente mi
aggrego (la mia proposta formale mirava *esattamente* a chiarire questi
aspetti) ed a non sottovalutare le implicazioni negative che sorgono
inevitabilmente se ci si ostina a voler mantenere lo "status quo" delle
Regole di Naming.
Nessuno è infallibile, le Regole possono e debbono essere migliorate
soprattutto dove sono oscure, quindi invito (di nuovo ... che fatica!) il CE
a "mettere mano alla penna" nella prossima riunione.

Cordiali saluti
Lapo Sergi

----- Original Message -----
From: FABRIZIO BEDARIDA <f_bedarida a modiano.com>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Thursday, April 05, 2001 12:24 PM
Subject: Re: MAP e cancellazione - ambiguità e logica


> >Se ci sono altri punti "ambigui", penso che tutta ITA-PE gradirebbe
> >conoscerli.
> >
> >.mau.
>
> MAP, Procedure Di Riassegnazione (PDR) - solo trasferimento o anche
> cancellazione? questo è l'oggetto del contendere.
>
> Vediamo le regole:
>
> SEZIONE 2
> Risoluzione delle Dispute
> 14. Procedura di Contestazione
>
> Chiunque puo' contestare presso la RA i nomi a dominio da essa assegnati
in
> uso e contenuti nel RNA
>
> 16. Procedura di riassegnazione di nome a dominio contestato
>
> 16.1 Applicabilità della Procedura
>
> I domini registrati sottoposti a contestazione ai sensi dell'art. 14
> possono essere, a richiesta di chi li ha contestati, sottoposti alla
> presente Procedura di riassegnazione.
>
> La procedura amministrativa è applicabile a tutti i nomi a dominio
> registrati sotto il ccTLD "it"
>
>   Procedura di riassegnazione del nome a dominio
>                                Vers. 1.1
>
> 1. Inizio della procedura
>
> «Ogni persona fisica o giuridica può avviare una procedura amministrativa
> presso un ente conduttore abilitato dal presidente della Naming Authority
a
> sua scelta».
>
>                                 * * *
> E ora passiamo ai commenti:
>
> Da quanto sopra si evince che, CHIUNQUE è abilitato ad attivare una
> procedura di riassegnazione.
>
> Ora, se chiunque può richiedere una procedura di Riassegnazione ne
> consegue, di logica, che in caso di esito della procedura a lui favorevole
> il dominio in contestazione debba essere a lui trasferito.
>
> Questa ipotesi apparentemente immediata e di facile applicazione si
scontra
> con la possibile mancanza da parte del ricorrente dei requisiti necessari
> per registrare un dominio.it. Il ricorrente può ad esempio essere persona
> fisica già assegnataria di un dominio.it o essere una società extra UE.
>
> Il caso mastercard.it è il primo ad aver affrontato il problema.
Sintetizzo
> qui di seguito i fatti: la ricorrente, società extra UE, non potendo
essere
> assegnataria di un dominio .it, ricorrendo ad una PDR ha specificato come
> provvedimento richiesto la cancellazione del dominio contestato. Il saggio
> accogliendo il ricorso ha quindi disposto la cancellazione del dominio.
>
> A questo punto è nata la discussione sulla possibilità o meno che un
> dominio soggetto a PDR potesse essere, in alternativa al trasferimento,
> solamente revocato.
>
> Questo è l'oggeto del contendere.
>
> Le soluzioni per evitare ulteriori ambiguità sono semplici e credo
> prevedano due sole alternative:
>
> A)cambiare le regole di naming prevedendo una limitazione dei soggetti
> abilitati a richiedere le procedure di contestazione e di riassegnazione
> (cosa decisamente non auspicabile e come già sottolineato in lista oltre
ad
> essere discriminante potrebbe facilmente essere vista come una violazione
> di trattati internazionali in materia di proprietà intellettuale);
>
> B)accogliere la cancellazione come possibile alternativa al trasferimento
> del dominio.
>
>
> Personalmente propendo per questa ultima ipotesi in particolare per il
> fatto che lo scopo della PDR non è quello di verificare se il ricorrente è
> legittimato a registrare un ccTLD .it, ma è quello ben specificato
> dall'articolo qui riportato:
>
> 16.2 Natura della Procedura
>
> «La Procedura ha come scopo la verifica del titolo all'uso o alla
> disponibilità giuridica del nome a dominio, e che il dominio non sia stato
> registrato e mantenuto in mala fede».
>
> Quindi, se questo è lo scopo, una volta che sia stato dimostrato quanto
> richiesto dalle regole delle PDR ed in particolare la mala fede del suo
> assegnatario il dominio non può e non deve rimanergli.
>
> Il fatto che un dominio venga cancellato a seguito di una PDR non vuole
> assolutamente dire creare dei domini riservati.
> Come è stato già osservato in lista, un dominio cancellato a seguito di
una
> PDR diviene nuovamente disponibile, tanto per possibili cybersquatter
> quanto per persone legittimamente autorizzate alla sua registrazione.
> I NON legittimati sapranno sempre più che vi è uno strumento efficace,
> veloce e capace di restaurare il diritto violato in tempi brevi.
> I legittimati non avranno niente da temere ed anzi potranno veder
> addirittura aumentare le loro possibilità di registrare domini prima
> abusivamente occupati.
>
>
> Vi sono altri motivi che seppur importanti ritengo minori e già da altri
> sviscerati in lista, ne citerò pertanto uno solo, ossia il fatto che il
> ricorrente seppur legittimato a richiedere il trasferimento del dominio a
> suo favore può non avere interesse a mantenere in vita registrazioni di
> domini ad esempio lesivi della propria immagine aziendale  o personale che
> sia.
>
> Se, per propri motivi (di principio o altri da noi insindacabili), il
> ricorrente preferisce non avere assegnato il dominio a seguito della PDR
ma
> vederlo cancellato, con il rischio di dover affrontare in seguito una
nuova
> PDR nel caso venga nuovamente assegnato ad un cybersquatter, questa è e
> rimane una libera scelta.
> Scelta che non viola i diritti di alcuno.
>
>
>
> Un cordiale saluto a tutti,
>
> Dr. Fabrizio Bedarida
>



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