MAP e cancellazione

FABRIZIO BEDARIDA f_bedarida a MODIANO.COM
Gio 5 Apr 2001 17:02:26 CEST


>>FABRIZIO BEDARIDA <f_bedarida a modiano.com> wrote:
>>
>>> 14. Procedura di Contestazione
>>> Chiunque puo' contestare presso la RA i nomi a dominio da essa
assegnati in
>>> uso e contenuti nel RNA
>>
>>la "contestazione" e` generale, comprende anche le citazioni in
>>tribunale.
>>
>>Non per nulla, questo e` un articolo separato da quello della PDR,
>>ed e` addirittura prima dell'arbitrato (altro tipo di "contestazione").
>>Vedi i punti 14.2 e 14.3 .
>>
>>> E ora passiamo ai commenti:
>>>
>>> Da quanto sopra si evince che, CHIUNQUE è abilitato ad attivare una
>>> procedura di riassegnazione.
>>
>>Io evinco che CHIUNQUE PUO` CONTESTARE. Come fai a dire che CHIUNQUE
>>E` ABILITATO AD ATTIVARE UNA PDR?
>
>
>Maurizio non sono io a dirlo sono le regole.
>Se da una parte viene esplicitato all'art.14 che chiunque può contestare
il dominio presso la RA e successivamente viene detto all'art.16.1
(richiamando l'art.14) che chi ha richiesto la contestazione ai sensi
dell'art.14 (cioè chiunque) può ricorrere alla Procedura di contestazione,
ecco che non io, ma le regole spiegano come CHIUNQUE possa attivare una
procedura di contestazione.
>
>
>>16. Procedura di riassegnazione di nome a dominio contestato
>
>16.1 Applicabilità della Procedura
>
>I domini registrati sottoposti a contestazione ai sensi dell'art. 14
possono essere, a richiesta di chi li ha contestati, sottoposti alla
presente Procedura di riassegnazione.
>
>>> Il caso mastercard.it è il primo ad aver affrontato il problema.
Sintetizzo
>>> qui di seguito i fatti: la ricorrente, società extra UE, non potendo
essere
>>> assegnataria di un dominio .it, ricorrendo ad una PDR ha specificato come
>>> provvedimento richiesto la cancellazione del dominio contestato.
>>
>>Infatti continuo ad essere del parere che il saggio avrebbe dovuto
>>esprimere un parere di No Contest, oppure assegnare alla Mastercard
>>il dominio e lasciare che fosse la Mastercard a recuperare il proprio
>>rappresentante legale in un paese europeo (ce l'avra` bene, no?)
>>da mettere come admin-c.
>>
>è la tua opinione e la rispetto, tuttavia per fugare le ambiguità
esistenti credo sia necessaria la modifica delle regole in modo da rendere
inaccettabile un ricorso qualora promosso da una società extra UE o da
persona fisica se essa detiene già un altro dominio.it.
>
>>> Le soluzioni per evitare ulteriori ambiguità sono semplici e credo
>>> prevedano due sole alternative:
>>
>>No. Di alternative ce ne sono almeno altre due:
>>
>>C) Esplicitare quello che sembra gia` essere il parere della maggioranza,
>>e cioe` che l'unico esito della PDR e` la riassegnazione del dominio
>>(che non e` esattamente la stessa cosa del punto (A), perche` le regole
>>hanno appunto sempre permesso un legale rappresentante prima in Italia
>>poi nella UE)
>
>caro Maurizio quello che più volte è stato richiesto è di chiarire le
regole in un senso o nell'altro.
>
>Le alternative da me proposte sono: A) definire in modo chiaro chi può
avviare  una PDR (tutti, alcuni, chi?). Nel concreto per far ciò o si
limita la possibilità di adire una PDR ai soli soggetti legittimati alla
registrazione dei domini .it o si accetta anche la possibilità di sola
revoca dei domini.
>
>>D) Mettere il dominio nella lista dei nomi non registrabili.
>
>questa non è una soluzione accettabile. E' noto ed è stato più volte
chiarito anche in lista che possono esservi più soggetti legittimati ad
avere il medesimo dominio. Volendo esemplificare, il dominio fiat.it
potrebbe spettare tanto alla nota casa automobilistica quanto alla meno
nota produttrice dei cioccolatini a marchio Fiat.
>Inserire il dominio fra i nomi non registrabili potrebbe risultare fonte
di pregiudizio nei confronti di chi legittimamente ha diritto a richiederlo.
>
>
>>> «La Procedura ha come scopo la verifica del titolo all'uso o alla
>>> disponibilità giuridica del nome a dominio, e che il dominio non sia stato
>>> registrato e mantenuto in mala fede».
>>>
>>> Quindi, se questo è lo scopo, una volta che sia stato dimostrato quanto
>>> richiesto dalle regole delle PDR ed in particolare la mala fede del suo
>>> assegnatario il dominio non può e non deve rimanergli.
>>
>>Ma il 16.6 riduce ulteriormente l'ambito della PDR: ad esempio,
>>io non avrei potuto attivare una PDR contro il titolare di Mastercard.it
>>anche se avessi voluto spendere i 350 euro di allora, perche`
>>non ne avevo il diritto.
>
>Non è esatto, anche tu avresti potuto attivare la PDR per Mastercard solo
che l'avresti persa.
>La dimostrazione di un tuo diritto al nome contestato è infatti richiesta
al 16.6 b. In mancanza di tale dimostrazione da parte del ricorrente la PDR
viene rigettata.
>
>Si noti che la regola chiaramente precisa che sono sottoposti alla
Procedura i domini per i quali un terzo AFFERMI che ....(vedi art.16.6 qui
riportato)
>Starà quindi al Saggio verificare le affermazioni rese dal ricorrente e
trarre la decisione tenendo ovviamente conto anche di quanto sostenuto dal
resistente.
>Ma in ogni caso la Procedura sarà già iniziata.
>
>16.6 Trasferimento del nome a dominio contestato
>
>Sono sottoposti alla Procedura i nomi a dominio per i quali un terzo
(denominato "ricorrente") affermi che:
>
>..omissis..
>
>b) l'attuale assegnatario (denominato "resistente") non abbia alcun
diritto o titolo in relazione al nome a dominio contestato;
>
>>> Come è stato già osservato in lista, un dominio cancellato a seguito di
una
>>> PDR diviene nuovamente disponibile, tanto per possibili cybersquatter
>>> quanto per persone legittimamente autorizzate alla sua registrazione.
>>
>>il che personalmente continua a sembrarmi stupido: io non voglio
>>avere N PDR sullo stesso nome a dominio.
>
>Liberissimo di pensarla come vuoi, però ti invito a rileggere quanto qui
sotto scritto.
>
>il ricorrente seppur legittimato a richiedere il trasferimento del dominio
a suo favore può non avere interesse a mantenere in vita registrazioni di
>domini ad esempio lesivi della propria immagine aziendale  o personale che
>sia.
>
>In aggiunta proverò a spiegare il concetto in termini pratici:
>1) non esiste il solo .it ma vi sono decine e decine di ccTLD registrabili
se a questi si aggiungono le possibilità di storpiature dei nomi o di
varianti lesive degli stessi ecco che forse si può comprendere come una
società anche di dimensioni rilevanti possa non avere interesse a
registrare tutti i domini possibili ed anche le loro varianti.
>2) se qualcuno registra un dominio fabrizioavvelenato.it nessuno gli da
importanza ma se viene registrato motta-panettoneavvelenato.it sotto
natale, ecco che magari qualche danno viene fatto.
>Ora vai tu a spiegare alla Motta che può fare una PDR ma dopo, se anche la
vince, non può cancellare il dominio ma lo deve registrare a suo nome.
>
>>non per niente ho lasciato il punto (D).
>
>non accettabile, vedi sopra
>
>>.mau.
>
>Fabrizio
>



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