R: hysteron proteron

Ignazio Guerrieri guelex a TIN.IT
Gio 5 Apr 2001 17:17:31 CEST


Alessandro Nosenzo ha scritto:

>La logica non va di pari passo con la legge, di solito, ma la legge
>deve applicarsi anche se illogica ed in altro post ti ho detto perche'
>la revoca, con le attuali norme, sebbene illogica e' pero' prevista.
>Bastera' scrivere che non e' ammessa, se questo e' l'orientamento
>della maggioranza, ma credo che un simile divieto potrebbe
>comunque trovare ostacoli davanti ad un Tribunale.

Alessandro, posso provare a spiegarti il mio personalissimo punto di vista
sulla questione?
Secondo il mio modesto parere, qui si sta facendo un po' troppa confusione
tra attivita' giurisdizionale e MAP: una MAP non e' e non deve nemmeno
lontanamente diventare il surrogato di un processo ordinario.
Il discorso - almeno se lo si vuole affrontare seriamente e non soltanto per
dimostrare una tesi precostituita - puo' portarci molto lontani, perche'
dovremmo arrivare ad interrogarci sulla natura giuridica (a mio parere molto
dubbia) delle MAP nell'ambito dell'ordinamento italiano; se mi permetti
l'inciso, mi fa un po' sorridere l'idea che ci siamo tanto scannati sulla
questione dell'arbitrato "obbligatorio" (lo ricorderai sicuramente), e poi
siamo arrivati a introdurre tanto tranquillamente (si fa per dire :-) le
MAP; ripeto, saranno sicuramente di derivazione ICANN (tanto di cappello),
ma s'innestano nel NOSTRO ordinamento, e questo non puo' essere bellamente
ignorato come invece in molti sembrano volere.
Allora, insisto, il discorso ci porterebbe troppo lontani, per cui mi limito
a rilevare due punti che ritengo di una certa importanza:
1) che piaccia o che non piaccia, la cancellazione tout court del dominio
rientra nell'ambito della tutela inibitoria, che per legge e' riservata ai
giudici dello stato;
2) ricordiamoci che il nostro e' un organo tecnico normatore, che stabilisce
le regole per il soggetto che materialmente cura il processo di
REGISTRAZIONE dei nomi a dominio; all'origine di tutto, in altri termini,
c'e' sempre una richiesta di assegnazione di un nome a dominio.
Hai capito dove voglio arrivare? Voglio arrivare al concetto per cui chi si
vuole avvalere, a qualsiasi titolo, di uno strumento previsto dalle regole
di naming, non puo' non avere un interesse diretto ed immediato a registrare
QUEL nome a dominio, e a registrarlo LUI.
Se invece ha motivo di ritenere che da un nome a dominio registrato da terzi
(ma che a lui non interessa) possa derivargli qualche danno, o che anche la
registrazione sia semplicemente illegittima, e' un'altra la sede tipica
presso la quale tutelare le proprie ragioni: l'Autorita' giudiziaria
ordinaria (anche se, in realta', alla luce dei piu' recenti orientamenti del
TAR Lazio, si potrebbe quasi arrivare ad ipotizzare la necessita' di un
ricorso gerarchico alla RA.... :-).
Ripeto, e' un discorso MOLTO piu' complesso di quanto non sembri, e secondo
me con queste MAP noi stiamo giocando con il fuoco.
:-)
ciao
Ignazio Guerrieri
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