.ITALY (per amore della discussione :-))

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Gio 5 Apr 2001 17:22:40 CEST


Hello ALL,

dopo la proposta del comitato di saggi per le elezioni, questa su .ITALY è
la seconda su cui prendo bastonate. Mentre penso al terzo tema su cui
prederne ancora di più :-), cerco di precisare il mio pensiero:

(qui assumo che su questa lista si perda volentieri tempo, e che lo possa
fare anche io)

Allora diciamo che fra X anni si sia nella situazione -tecnica politica
commerciale- di poter avere i seguenti TLD italy-oriented:


--.rete, con funzioni simili agli attuali .org, .com, .net, ma per una
utenza sopratutto italiana, gestiti o da una NS italica, o da una NA+RA
associazioni not-for-profit:
-- .italy per il made in italy, gestito , eg., dalle camere di commercio
(con regole di registrazioni strette ad aziende veramente made in italy)
-- .persona, versione solo italiana di .pid
-- .oro, gestito commercialmente, riservato a chi è disposto a pagare molto
per un nome;
--.it, forse con funzioni e gestione simili all'attuale .gov statunitense

e altri tre o quattro

Le obiezioni a questo scenario possono essere di tre categorie:

A-  non mi interessa, attualmente è una discussione solo teorica (vero, ma
a mia volta questa obiezione non mi interessa. Amici come prima.)

B- tecnicamente non possibile (eg, il DNS regge solo fino a 500 TLD e
questa proposta, se generalizzata a tutto il mondo, implica circa 5000
TLD). Siccome già la proposta di alcuni anni fa di Postel prevedeva alcune
centinaia di gTLD, credo che non ci siano di questi problemi. Ma queste
sarebbero certamente obiezioni interessanti.

C- possibile ma ingiusto, in quanto una situazione come quella delineata da
questo scenario è aperta a abusi, vi sarebbe indifendibilità di diritti e
interessi da proteggere, ecc.. Ok, queste è la tipologia di obiezioni che
mi piacerebbe vedere articolate con qualche dettaglio.


In breve: la mia convinzione è che uno scenario come quello di sopra è
auspicabile (a livello sia italiano sia globale), che le obiezioni del tipo
C -alcune facilmente immaginabili - non sono nessuna così forte da impedire
di auspicarlo, e che sarebbe interessante, se non oggi forse domani,
incominciare a discuterne su come arrivarci.

ma con questa basta per ora,
grazie attenzione
 mario





At 13.21 05/04/01 +0200, Stefano Trumpy wrote:
>>> * (mia impressione) gli 'storici' di ITA-PE a NIC.IT sono troppo concentrati
>>> su .it e troppo poco sule dinamiche generali del governo del DNS. Sbaglio?
>
>Come storico del DNS e frequentatore di ICANN sin dalla sua nascita,
>ritengo assolutamente non produttivo che si continui a parlare di una
>ipotesi di avere un ".italy"; questa ipotesi, che non mi azzarderei a
>dichiarare impossibile in assoluto e per sempre, non e' comunque
>praticabile in tempi ragionevoli; nessuna nazione ha avuto altri
>ccTLD oltre a quello derivato dalla tabella ISO 3166 mantenuta dalle
>Nazioni Unite. Cio' che propongono coloro che parlano dello scopo di
>un eventuale .italy, puo' essere fatto rientrare eventualmente
>nell'ambito dello scopo (charter) del .it, o attraverso un SLD
>specifico o semplicemente allargando la base della potenziale utenza
>del nostro registro che rimane "piatto" )a parte i secondo livelli
>geografici).
>Stefano Trumpy
>****************************************************************************
>  Stefano Trumpy
>  Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
>  Istituto per le Applicazioni Telematiche (IAT)
>  Via G.Moruzzi 1
>  I-56124 Pisa Italy
>
>phone: +39 050 3152 634 (or 212)  mobile: +39 335 373423 fax: +39 050 3152113
>e-mail: Stefano.Trumpy a iat.cnr.it          http://www.iat.cnr.it
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