R: MAP e cancellazione (una nuova proposta?)

avv. gianluca navarrini g.navarrini a GALACTICA.IT
Sab 7 Apr 2001 01:06:45 CEST


>Le leggi vengono interpretate come stabilite dalle disposizioni sulla
>legge in generale. L'interpretazione non puo' essere fatta se si deve
>"attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio
>delle parole secondo connessione di esse, e dalla intenzione del
>legislatore" (art. 12 Disposizioni sulla legge in generale Codice
>Civile Italiano

ho come l'impressione che siamo fuori strada.
le regole di naming non sono in alcun modo assimilabili alle leggi e
percio' - a mio giudizio - non sono soggette all'art. 12 prel. Piuttosto
esse - come regole negoziali accettate per relationem dai manteiners (per
effetto del contratto da loro stipulato con la RA) e dagli assegnatari dei
nomi a dominio (per effetto della LAR) - vanno interpretate ai sensi degli
artt. 1362 e ss. del c.c.

mi pare interessante rilevare che l'art. 1363, in particolare, prescrive
che:
le clausole del contratto (leggi: delle regole di naming) si interpretano le
une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal
complesso dell'atto.

nel caso di specie (semplice cancellazione di nome a dominio - anziche
trasferimento - a seguito di pdr) mi pare che l'ente conduttore non abbia
operato malissimo.

si deve infatti rilevare l'esistenza di due regole antinomiche.
una prima regola è individuabile mediante l'interpretazione sistematica di
alcuni §§ del regolamento di assegnazione:
- il §16.6 prescrive che - ricorrendone le condizioni - il nome a dominio
viene trasferito al ricorrente all'esito della procedura (non prevedendo la
mera cancellazione);
- il §14.6 lascia comunque intendere che la riassegnazione non è automatica
in tutti i casi in cui venga accolta una contestazione, in sede giudiziaria,
arbitrale, ovvero in sede di pdr;
- in particolare si deve rilevare che il § 14.6 - nell'escludere
l'automatismo del trasferimento - richiama i casi di cui al §14.5 lett. b),
il quale (a sua volta) richiama il punto 9 del § 14.4, in cui si fa espresso
riferimento alla decisione assunta in sede di pdr che trasferisce a chi lo
ha contestato il nome a dominio;
- il § 14.6 parla di rimozione del nome a dominio, vale a dire di
cancellazione (meglio: di revoca) dello stesso.

la seconda regola, che contrasta con questa lettura, è costituita proprio
dalla disciplina della revoca, che - stando al § 11 - può essere effettuata
soltanto dietro rinuncia dell'assegnatario, d'ufficio, oppure a fronte di
sentenza passata in giudicato o di decisione arbitrale, non anche all'esito
di una pdr.

pertanto - onde evitare in futuro il verifiarsi di incertezze - delle due
l'una:
a) o si modifica il §11, rendendolo conforme alla prima regola;
b) o si modifica la prima regola imponendo l'automaticità del trasferimento,
in caso di esito favorevole al riocorrente in una pdr.

saluti a tutti
gianluca navarrini



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