Commenti a proposta Antispam

Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA roberto.fantini a ANSA.IT
Sab 7 Apr 2001 01:49:39 CEST


Giorgio, come identifichi uno "spammer" se non con il suo e-mail address?
Dire "soggetto"  (inteso almeno come autore di azione, in questo caso di
spamming) e' equivalente a dire indirizzo e-mail, che e' il modo, in
Internet, di identificare il personaggio. Anche se il personaggio in
questione ha piu' di un'e-mail, non potendo fisicamente tagliare le mani a
costui, dovrai di volta in volta inibire gli invii di posta dagli indirizzi
individuati.
A me sembra che lo "spamming" avvenga quasi esclusivamente via e-mail,
quindi non so sinceramente se esistano metodi alternativi alla posta:
comunque penso che uno spammer non sia tanto scaltro da industriarsi per
cercare metodi alternativi, se gli si blocca l'e-mail se ne cerchera'
un'altra, gli si blocca anche quella e cosi' via...
Ovviamente nessuna regola e' immutabile: se per caso lo spamming avviene da
canali alternativi, bastera' valutarne la gravita' e postillare
opportunamente la regola.

Commenti?

Roberto.
RFP - ANSA.

----- Original Message -----
From: "Griffini Giorgio" <grunz a tin.it>
To: <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Friday, April 06, 2001 2:57 PM
Subject: Commenti a proposta Antispam

(snip)
> Entrando invece nel merito dell'articolato proposto, che affronta il solo
> discorso email, vorrei far notare almeno un punto 'debole' gia' riportato
forse
> da altri... Nel punto 9 relativo ai provvedimenti  del gestore della lista
> antispam al punto a) in entrambe le alternative (invito/ordine) si cita
"almeno
> tre episodi diversi di invio di posta elettronica non sollecitata dal
medesimo
> indirizzo e-mail; "
> Credo che al posto di 'indirizzo e-mail' debba essere invece preferito
riferirsi
> al  'soggetto'  perche' e' la condotta del soggetto ad essere in torto
> indipendentemente da quale espediente tecnico egli utilizzi.
> In merito alle alternative invito/ordine temo che sia difficile e soggetto
a facili
> critiche dar seguito alla seconda ipotesi e, riallacciandomi al discorso
che
> facevo poco fa su una migliore formalizzazione di una AUP (Acceptable
> Uses Policy), ritengo la prima strada e' decisamente piu' praticabile
> Nel merito della applicabilita' a USENET ritengo che si possano
direttamente
> applicare le stesse policy perche' cambia solo la forma del soggetto
'vittima'
> (un gruppo invece di un singolo) e non la sostanza del comportamento
> scorretto.
> In questo caso, ai fini della accettazione del rapporto di corrispondenza
fa
> fede il rispetto del 'charter' della lista (ed in assenza di charter vale
il
> discorso analogo del non-assenso tacito)
>
> Cordiali saluti
> Giorgio Griffini



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