sui domini aperti e chiusi

Control C master a CHIARI.NET
Sab 7 Apr 2001 12:27:09 CEST


Estraggo due citazioni cruciali dai tuoi msg sul tema:

Trumpy scrive (CITAZIONE A)

" ... Il problema semmai e' di discriminare come si intenderebbe
promuovere
nel mondo il .it; provo ad immaginare le seguenti possibilita':
        - aprire e basta, senza fare alcuna operazione di marketing
        - aprire e promuovere il .it come espressione del "prodotto
italia" incluso turismo cultura, commercio, etc., sia per gli
operatori che per i fruitori, ovunque si trovino;
        - promuovere aggressivamente il .it, sia per gli aspetti di
cui sopra, sia per qualunque altro significato, come Information
Technology, do it, e simili; inoltre per la qualita' dei servizi, per
il costo, etc.

Delle tre ipotesi, propenderei decisamente per la seconda ipotesi,
con un inizio prudente, vicino alla prima ipotesi. Escluderei la
terza che porterebbe il .it a somigliare ai vari .tv, .nu, etc, cioe'
a quei ccTLD un poco avventurieri che alla fine sono equiparati a
veri e propri gTLD..."

Trumpy scrive (CITAZIONE B)

"... 2 - registri aperti che non fanno campagna per acquisire utenza
in tutto il mondo.
Un caso di questo tipo e' il ".uk", per quanto riguarda gli SLD ".co"
e ".org"' e questo e' anche il caso per molti altri registri europei.
In sostanza il ccTLD  lascia all'utente, ovunque esso si trovi, di
registrare sotto il ccTLD. Un altro modo di vedere questo approccio
e' quello di puntare ad attrarre tutti coloro che, per varie ragioni,
in qualunque parte del mondo si trovino, preferiscono adottare un
particolare TLD; per nazioni come l'Italia, la Francia,la Spagna,
etc. la motivazione potrebbe essere quella di attirare tutti coloro
che parlano italiano o sono legati al prodotto Italia, per motivi
culturali o commerciali. In questi casi, a parte la necessaria
adozione dell'inglese, considerato la lingua franca dell'Internet, la
sola lingua utilizzata e' quella della nazione corrispondente al
ccTLD. In generale aggiungo che a questa categoria sono interessati
particolarmente nazioni che hanno una consistente "diaspora" e che
comunque il registro necessita di una stuttura piu complessa rispetto
a quella di un registro chiuso...
... mettendo una opportuna premessa nelle regole di naming che definisca
la utenza obiettivo ed il tipo di servizi garantiti a chi non vive in
Italia; ho scarato la idea di sfruttare il fatto che  .it sta per
Information Technology o per pronome indicativo attaccato a verbi
in inglese..."

FINE CITAZIONI

...............


Stefano, ti chiedo:

Visto che noi facciamo le regole ma poi il marketing lo fanno
gli imprenditori delle Societa' di registrazione (Grauso insegna)
cosa possiamo fare CONCRETAMENTE per non trovarci una situazione
DI FATTO come.TV?

1. Possiamo redigere una "Dichiarazione di Principi" del
Registro .IT

2. Possiamo definire dei "criteri semantici" e lasciarne alla RA
l' "interpretazione autentica" di volta in volta (scusami Daniele:
so che sarebbe una gatta da pelare...)

3. Possiamo sancire degli universi (inclusivi/esclusivi) di
nomi (ammessi /riservati) pero' con tutte le difficolta' inerenti alle
formalizzazioni semantiche.

P.S. E a proposito di Grauso (e per non ricascarci)
E' vero che contro il cybersquatting c'e' poco da fare A PRIORI al
di la' del nostro ufficio e' senz' altro garantire le procedure di
RIASSEGNAZIONE.

Ma contro l' ACCAPARRAMENTO (anche Daniele ha risollevato il problema)
ABBIAMO SBAGLIATO con la liberalizzazione e ABBIAMO SBAGLIATO a non
reagire subito, ma abbiamo sempre facolta' (e' il nostro "lavoro"...)
di porre dei paletti.
Numero massimo di registrazioni nell' unita' temporale ovvero numero
massimo di registrazioni per ORG/ADMIN-C.
Basta che non mi si dica che tanto ci sono i prestanome, perche' sulla
base di questo argomento un po' troppo furbo non esisterebbero
NEL MONDO le norme ANTITRUST.

(Sto seriamente pensando di fare sul punto un Art. 16 all'Esecutivo,
e anche su questo chiedo un tuo parere istruttorio)

Giorgio Giunchi

P.S. (metto in c.c. -per "conoscenza e competenza" a Bruno)



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