Chiarificazioni su nuova legge editoria

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Sab 7 Apr 2001 15:32:47 CEST


Commento:

> La pericolosità di questa legge io non riesco proprio a vederla. Anche
> perchè è volutamente ambigua. Il concetto di "riconoscibilità di una
> testata" è così ampio e si presta a tali e tante interpretazioni che sarà
> difficile trovarvi un riscontro inconfutabile.

Infatti e' questa ambiguita' a creare il problema....ovvero a non instillare la
certezza del 'diritto'.... e se uno vuole operare in piena 'sicurezza' deve
adottare l'intepretazione a lui piu' sfavorevole ovvero quella che si deve
adeguare....

> Non solo: il prodotto
> editoriale è quello la cui pubblicazione e diffusione è subordinata ad una
> procedura di "deposito" ed autorizzazione presso la procura della
> repubblica (almeno credo; accade così quando, per un concorso, ho bisogno
> di produrre titoli/pubblicazioni "riconoscibili"). Questo potrebbe voler
> dire che la legge si applica unicamente ai prodotti editoriali, e non a
> tutti gli altri prodotti che "editoriali" non sono.

Non sono del ramo ma dal testo non sembrerebbe visto che la legge precisa
cosa sia il 'prodotto editoriale' ed entra anche nel dettaglio 'tecnico'
relativamente al discorso  'voci e suoni' e sulle opere 'filmiche'..
Se poi uno guarda all'intero articolato, non si puo' fare a meno di notare che
l'estensione dellla legge al supporto elettronico tout-court sembra solo una
sbrigativa e necessaria premessa per poi entrare nel cuore di cio' che era
probabilmente l'intenzione principale del legislatore ovvero estendere i
finanziamenti destinati alla stampa anche al settore online.
Aldila' delle considerazioni in proposito, il problema e' proprio in questa
estensione sbrigativa rispetto ad un 'media' che ha caratteristiche diverse...
Nel caso della informazione televisiva fu fatta una legge apposita che teneva
conto delle differenze rispetto alla stampa tradizionale, in questo caso e la
cosa e' persino stupefacente perche' il 'media' in questione (internet o in
generale la comunicazione elettronica) e' ancor piu' profondamente diversa
rispetto al 'media' a cui lo si assimila cioe' la stampa.

> In ogni caso, considerato che la legge è di fine legislatura e che - quando
> è stata approvata  - i venti di destra soffiavano già forti, allora è
> lecito pensare che dell'ambiguità insita nella legge si potrà servire la
> destra al potere. Ora, o la sinistra è così stupida da consegnare nelle
> mani della destra uno strumento "legittimo" di censura, o le cose non
> stanno affatto come pensiamo. In ogni caso - a scanso di equivoci - io la
> petizione la firmo eccome!

Aldila' delle considerazioni piu' strettamente 'politiche' credo anche che le
dichiarazioni del presidente FNSI "che accoglie con favore il provvedimento
perche' necessario per garantire una informazione affidabile e corretta al
pubblico"  credo che si ci muove in successione logica in tal senso, visto
che non e' possibile garantire la stessa cosa per 'testate' o 'prodotti editoriali'
che non sono sotto la giurisdizione italiana si possa pensare, in virtu' dello
stesso principio, di impedire o limitare l'accesso a informazioni provenienti
dall'estero. E' esattamente la situazione della Cina.
Mi chiedo... e' questo il "paese normale" o "l'Italia che si ha in mente" ?

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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