Chiti: nessuno chiuda. Ecco chi regolamenta la legge n. 62

Giuseppe Attardi attardi a DI.UNIPI.IT
Mar 10 Apr 2001 20:37:57 CEST


----- Original Message -----
From: "Alessandro Nosenzo" <nosenzo a idea.it>
To: <ita-pe a NIC.IT>; "Giuseppe Attardi" <attardi a di.unipi.it>
Sent: Tuesday, April 10, 2001 10:36 AM
Subject: Re: Chiti: nessuno chiuda. Ecco chi regolamenta la legge n. 62


> On 9 Apr 2001, at 18:25, Control C wrote:
> > Giuseppe Attardi wrote:
> >
> > > Primo:  meglio che i nostri politici evitino
> > > di mettere mano in una materia di cui dimostrano
> > > estrema incompetenza (vedi decreto Passigli, ecc.)
>
> Non mi sembra che il Senatore Passigli o il Ministro Letta abbiano
> dimostrato incompetenza, sarebbe forse il caso di fare degli
> esempi piu' precisi. Certo la mia osservazione e' che la
> "competenza" dovrebbe essere quella del Ministero delle
> Comunicazioni e non quello dell'Industria.

Riguardo a Passigli, posso solo rimandare Nosenzo alle
documentate argomentazioni presentate ad esempio
su Interlex, alla posizione di Isoc, ecc.
Di Letta non ho parlato.

>
> > > Secondo: Internet ha gi i suoi organismi di regolazione
> > > a livello internazionale.
>
> Certo e non riconosciuti dalla legge e dai giudici Italiani ed e'
> proprio questo il problema attuale, peraltro facilmente risolvibile con
> una legge liberale che altro non faccia che "ratificare" cio' che gia'
> esiste.

Mi spiace che Nonsenzo non capisca. Internet  un sistema
di trasmissione dati: come tale l'unico tipo di regolamentazione
applicabile sono le normative tecniche che ne garantiscono
il funzionamento: queste sono definite dalla Internet Engineering
Task Force, organo di Internet Society. Si tratta di gruppi di esperti,
la cui partecipazione  aperta e non controllata da nessun soggetto.
L'equivalente nel settore telefonico,  l'ITU, su cui nessun governo
si  mai sognato di legiferare.

Altra questione  il comportamento delle persone fisiche o giuridiche,
che sono soggette alle leggi del paese di origine.
Sono pronto a sfidare chiunque a dimostrarmi che ci sia un
qualunque comportamento illecito di tali soggetti che non sia gi
sanzionato da qualche legge gi in vigore.
Nel caso del decreto Passigli, si tratta della legge sui marchi.
Nel caso della pedofilia, per fare un altro caso su cui comunemente
i politici invocano leggi speciali, si tratta delle leggi contro
gli abusi sui minori.

In entrambi i casi si confende il mezzo con il reato: il reato  la
pedofilia, non l'uso di Internet. D'altra parte nessuno si  mai
sognato di criminalizzare il fax, il telefono, o altri mezzi di
comunicazione, per il fatto che vengano utilizzati
per compiere dei reati.
I reati sono reati, indipendentemente dal modo
con cui vengono compiuti.

> > > Terzo: le leggi devono essere autosufficienti,
> > > non dipendere da intepretazioni o regolamenti.
>
> E qui mi spiace davvero ma non vedo proprio perche' una legge non
> dovrebbe essere interpretata. Non siamo in una dittatura ed e'
> sarcosanto il diritto dei Guidici e degli Avvocati di interpretare le
> norme.

Nossignore, si interpretano i casi anomali o estremi.
I casi comuni non devono essere equivoci, altrimenti
vuol dire che la legge  mal scritta o sbagliata.

>
> Se continuiamo ad assumere posizioni cosi' lontane dalla logica e
> dalla realta' e' chiaro che i Politici altro non potranno fare che
> esautorarci quanto prima.

Complimenti per la innovativa concezione della democrazia.
Negli ultimi 2500 anni il concetto di democrazia  stato
sempre inteso come "governo del popolo", che elegge
i suoi rappresentanti: ne consegue che questi ricevono
il potere da chi li elegge.
Nosenzo (o non senso) sostiene adesso che siano i Politici
(con la P maiuscola) a decidere se dare o togliere il potere al popolo.

> Saluti.
>
> Alessandro Nosenzo



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