Chiti: nessuno chiuda. Ecco chi regolamenta la legge n. 62

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Mer 11 Apr 2001 10:55:36 CEST


Novità pasquale, per una volta concordo con Nosenzo:


At 10.36 10/04/01 +0200, Alessandro Nosenzo wrote:
>On 9 Apr 2001, at 18:25, Control C wrote:
>> Giuseppe Attardi wrote:
>>
>> > Primo: è meglio che i nostri politici evitino
>> > di mettere mano in una materia di cui dimostrano
>> > estrema incompetenza (vedi decreto Passigli, ecc.)
>
>Non mi sembra che il Senatore Passigli o il Ministro Letta abbiano
>dimostrato incompetenza, sarebbe forse il caso di fare degli
>esempi piu' precisi. Certo la mia osservazione e' che la
>"competenza" dovrebbe essere quella del Ministero delle
>Comunicazioni e non quello dell'Industria.

Su Passigli no comment, ma in generale - visto che siamo in periodo
elettorale- l'atteggiamento dovrebbe essere quello di sperare di avere
politici competenti (meglio: politici che sanno individuare e rispettare le
competenze). Sulla questione dei ministeri, che credo sia già decisa con la
creazione di un unico ministero alle attività produttive, condivido la
preoccupazione. Internet è sopratutto comunicazione, e quindi rimanda a
problematiche di rispetto delle libertà fondamentali (di espressione,
segretezza epistolare, ecc.) diverse di quelle dello sviluppo economico. La
confusione tra Comunicazione e Industria la vedo quasi come vedrei
l'eventuale confusione  tra Interni e Giustizia.


>
>
>> > Secondo: Internet ha già i suoi organismi di regolazione
>> > a livello internazionale.
>
>Certo e non riconosciuti dalla legge e dai giudici Italiani ed e'
>proprio questo il problema attuale, peraltro facilmente risolvibile con
>una legge liberale che altro non faccia che "ratificare" cio' che gia'
>esiste.

Gli organismi di regolazione internazionale (ICANN) hanno, e vogliono avere
- vedi diverse recenti dichiarazioni di Cerf -  ambiti ristretti (quelli
'tecnici' della Internet Governance) ICANN mi sembra eviti di entrare nel
merito di questioni di regolamentazione dei contenuti.

>
>> > Terzo: le leggi devono essere autosufficienti,
>> > non dipendere da intepretazioni o regolamenti.
>
>E qui mi spiace davvero ma non vedo proprio perche' una legge non
>dovrebbe essere interpretata. Non siamo in una dittatura ed e'
>sacrosanto il diritto dei Guidici e degli Avvocati di interpretare le
>norme.

Le leggi devono essere chiare ed evitare ambiguità di interpretazione. Ma
questo è un ideale, e nell'applicarle a casi specifici/concreti, ci sarà
sempre spazio per interpretare. Non parlerei però di un diritto di Giudici
e Avvocati. Leggi vaghe o molto generiche, che richiedono regolamenti che
precisano non solo i dettagli, ma anche il contenuto di fondo, tendono a
far assumere a atti amministrativi il valore di legge (contro la
distinzione di poteri)

>
>Se continuiamo ad assumere posizioni cosi' lontane dalla logica e
>dalla realta' e' chiaro che i Politici altro non potranno fare che
>esautorarci quanto prima.
>Saluti.
>
>Alessandro Nosenzo

mario
>



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe