R: VERGOGNA! Fuori legge l'informazione online?

Marco Mazzei mazzei a MONDADORI.COM
Gio 12 Apr 2001 16:48:45 CEST


> Se ricordate lanciai un pre-allarme nel novembre 2000 a seguito di una
> trasmissione di Radio radicale che riportava la radiocronoca di
> un convegno
> sulla stampa italiana, dove appunto si faceva cenno alle manovre in corso
> per sostenere la stampa  "contro" lo sviluppo delal nuova
> editoria  "elettronica/Internet".
>
> Riporto per chi non la avesse letta la risposta di "Marco Mazzei"
> <marco.mazzei a mondadori.com> un giornalita sindacalista di settore che
> tende a spiegare le ragioni di tale provvedimento di legge
> (allora proposta
> a tutti noi sconosciuta) che vediamo ora pubblicato sulla Gazzetta Uff.,
> risposta che comunque non condivido. E' ovvio ancora che le lobbies dei
> giornalisti della carta stampata hanno avuto il sopravvento e
> dalla nostra
> parte manca secondo la mia visibilita' ogni attivita' di co-ordinamento e
> contrapposizione a queste assurde limitazioni.

Scusate, mi era sfuggito questo messaggio e quindi
non ho risposto per tempo. Visto che sono stato chiamato
in causa, vorrei precisare alcune cose:

- la questione di cui si parlava a novembre era un'altra:
si trattava delle modifiche alla legge sul reato di diffamazione,
nell'ambito delle quali _sembra_ che alcuni volessero
inserire anche l'obbligo di registrazione per le testate telematiche

- io avevo risposto allora che da parte del sindacato dei
giornalisti non c'era alcuna volonta' di muoversi verso
la registrazione delle "testate", ma solo l'esigenza di
contrattualizzare il lavoro grigio nelle *imprese* editoriali

- la modifica alla legge sull'editoria, cioe' quella di cui
si parla oggi, ha provocato reazioni diverse all'interno della
categoria; chi ha una maggiore conoscenza di Internet si e'
schierato apertamente contro le ambiguita' (come minimo) della
definizione di "prodotto editoriale"; altri hanno visto nella
legge, invece, lo strumento per costringere le *imprese* a
regolizzare i contratti dei propri dipendenti (non si vede per
quale ragione se uno fa il giornalista debba essere contrattualizzato
come metalmeccanico) e per questo l'hanno definita positiva; in
questo senso si spiegano le posizioni di alcuni miei colleghi; altri,
come dicevo, si sono schierati in favore della liberta' di espressione.
A titolo di esempio cito un passaggio di un comunicato stampa diffuso
nei giorni scorsi da una componente del sindacato dei giornalisti
italiani (www.nuovainformazione.org):
"[...] Se quindi ci pare assurdo – e anche un po’
inquietante - che venga sottoposta ad obblighi
di registrazione in elenchi e di osservanza
di limiti economici la libertà di chi si esprime
oggi on line sulla base di principi di gratuità,
volontarietà ed entusiasmo, ci sembra invece
doveroso che venga “correttamente” inquadrato
e retribuito il lavoro d’informazione per l’impresa
editoriale on line. [...]"

Scusate se sono stato un po' lungo, ci tenevo a chiarire.

Saluti,

--marco mazzei



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