Sulla validita' delle UDRP di ICANN - msg LegisNet

exec-P-Andrea Monti (Studio Monti) amonti a UNICH.IT
Mer 18 Apr 2001 08:05:13 CEST


On 17 Apr 2001, at 23:19, LEGISNET - Luca Giacopuzzi - wrote:
Salve,
credo che i numeri non siano stati citati in modo preciso. A parte
che l'articolo cui ho fatto riferimento non fa riferimento ad un solo
caso, ma ad una tendenza diffusa dei tribunali americani, condivido
le considerazioni di Marco D'Itri.
Inoltre il punto - secondo me - e' che anche al di fuori dei confini
italiani si sta attribuendo (consciamente o inconsciamente) un
valore e un peso eccessivi alle MAP.
In rapporto al messaggio di Enzo osservo:
> ----- Original Message -----
> From: "Enzo Fogliani" <fog a fog.it>
> - a) per bloccare una MAP (sia di ICANN che italiana) basta introdurre
> un giudizio; e fare una citazione non importa ingenti spese
> finanziarie;
Forse in Italia (e non sono tanto sicuro) di certo non in USA, dove i
nostri colleghi sono molto esosi:)))
> - b) Nella maggior parte dei casi chi perde la MAP (questa 
> l'esperienza italiana)  un cybersquatter che ha registrato centinaia
> di domini, con relativi costi. Io personalmente non credo che chi ha
> registrato centinaia di nomi a dominio non abbia i mezzi finanziari
> per opporsi ad una MAP che gliene abbia tolto uno;
Chiamatelo pure ipergarantismo, ma non mi sentirei molto tutelato
da un sistema di "giustizia sommaria". Decidere che uno e' uno
squatter ancora prima di aver valutato i fatti non e' proprio il
massimo della vbita:))) Meglio un processo vero, dove, almeno
sulla carta, la presunzione di innocenza da qualche diritto in piu':)))
> - c) un rapporto di 1 a 3.464 indica che i saggi lavorano molto meglio
> dei giudici. Avessimo nella magistratura ordinaria gli stessi numeri
> per quanto attiene ai giudizi di primo grado riformati in appello....
In primo luogo non mi sembra corretto parlare di 1 a 3.464. Mentre
ICANN e le varie societa' di risoluzione delle dispute hanno tutto
l'interesse a difffondere le proprie decisioni, non e' lo stesso per le
sentenze giudiziarie.
In secondo luogo, non e' detto che i "saggi" siano sempre in errore,
ma non e' nemmeno questo il punto. Si tratta di valutare -
complessivamente - che tipo di garanzie offre un sistema di
giustizia privata. Non mi risulta che qualcuno abbia mai messo in
discussione - in un tribunale americano - la validita' delle MAP
ICANN. Per quanto riguarda le procedure di riassegnazione, non
torno sul punto perche' credo che la lista ne abbia le tasche piene
del mio disaccordo sull'argomentoi))))
Alla prossima
Andrea Monti



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