Sulle proposte formali o meno

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Sab 21 Apr 2001 03:18:00 CEST


Commento le varie posizioni:

Sino a che il CE non ebbe un smacco sensibile in sede di assemblea (che
casso' sensibilmente una parte sensibile dell'articolato proposto) era
consuetudine non far circolare in lista le proposte dei membri CE, poi con
tutta probabilita' , lo e' invece diventato piu' che altro per reinforzare proprio in
sede di discussione CE le proprie proposte con una sorta di avvallo
preventivo della lista. D'altro canto se qualcuno dissente da una proposta
espressa in via 'preventiva' gli viene regolarmente detto che ha sempre modo
di vetare dopo la approvazione lato CE.
Bisogna tenere conto che a differenza di un 'esterno' al CE se a formulare
una 'proposta' e' un membro del CE stesso costui ha la possibilita'  di
argomentare in sede di discussione e aggiustare o correggere il
tiro/formulazione. Per un breve periodo e' parso che tale possibilita' fosse
stata 'magnanimamente concessa'  anche alle proposte esterne al CE ma
non v'e' certezza che questo possa sempre avvenire.
Venendo al dunque, il succo e' che nel caso di una proposta esterna questa
viene di fatto discussa 'as is' e accolta o meno integralmente mentre nel
caso di una proposta 'interna' questa puo' subire delle variazioni in corso di
discussione. Supponendo che ambedue vengano pubblicate in lista prima
della discussione nel primo caso il testo della proposta rimane stabile
mentre nel secondo caso e' molto facile che la proposta 'risultante' differisca
in maniera sufficiente da quella 'preventiva'  da rendere quindi i commenti gia'
espressi meno pertinenti (e quindi non conteggiabili come 'avvallo').
Il che significa ridiscutere la cosa dopo la formulazione finale (per
eventualmente vetare o meno)

Mi ero' gia' espresso in passato sulla inopportunita' di cercare un consenso
preventivo in lista come surrogato del potere decisionale diretto della
assemblea e non mi ridilungo sull'argomento. Il problema e' sempre quello,
ovvero il redistribuire la responsabilita' (anche solo morale) di una decisione
alla lista ma usando lo strumento sbagliato quando sarebbe invece
opportuno cambiare lo strumento decisionale.
Purtroppo  di 'nuovo statuto' non sembra se ne parli gia' piu'  o forse e'
implicitamente ed ingloriosamente collocato nelle 'varie e eventuali'
nonostante il CE corrente abbia pure avuto un mandato 'forte' dalla
assemblea per predisporne la stesura.

Vabbe'....

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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