abilitazioni ec

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Mar 7 Ago 2001 22:27:21 CEST


Io non credo, francamente, che l'esistenza di richieste rivolte al
candidato, che lo invitano a operare come ente conduttore siano un criterio
da utilizzare per decidere se abilitare qualcuno

Premesso che da molto tempo sostengo che gli enti conduttori non dovrebbero
essere pių di tre o quattro (guardate cosa fa ICANN...), ritengo che gli
enti debbano essere seriamente imparziali (e sottolineo seriamente) e, in
quanto imparziali, non dovrebbero avere contatti con il "mercato", nč dopo
l'autorizzazione nč - tanto meno - prima di essere autorizzati



Riccardo



----- Original Message -----
From: "Claudio Allocchio" <Claudio.Allocchio a garr.it>
To: "Naming Authority Italiana" <ITA-PE a NA.nic.it>
Sent: Monday, August 06, 2001 3:42 PM
Subject: abilitazioni ec


> Giorgio,
>
> l'abilitaizione degli EC non e' mai stata una cosa basata su pura
> verifica formale dei requisiti. C'e' sempre stata anche la verifica anche
> se ovviamente minima, della comprensione da parte del candidato delle
> regole di naming, del significato delle procedure di riassegnazione e
> della "tipologia" dei candidati a saggi. Ed in un caso una richiesta NON
> e' stata accettata perche' non sembrava rispondere anche a questi
requisiti.
> L'abilitazione non e' un semplice lavoro di "verifica segretariale dei
> requisiti". C'e' la discrezionalita' o meno di vedere se il candidato
> sembra in grado di fare il lavoro, nonche' appunto l'opportunita' o meno
> di quante richieste ci sono e di quante offerte di EC ci sono.
>
> Lo so che ovviamente un "respinto" puo' sentirsi discriminato, ed e'
> appunto per questo che e' stato esplicitato il tutto nel testo. Cosi' ho
> un punto di appoggio in piu' in caso di non abilitazione. Ad esempio io
> mi baso anche sul fatto che un EC abbia o meno anche delle richiesta di
> agire come tale.
>
> Non e' un lavoro facile, ma qualcuno lo deve pur fare...
> :)
>
> claudio



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