considerazioni e commenti su EC e discrezionalita'

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Lun 20 Ago 2001 18:58:55 CEST


Caro Vittorio,

ti ringrazio per la tua approfondita riflessione.

Concordo sul fatto che il silenzio della lista è il dato più
"impressionante" degli ultimi tempi.  E' un vero peccato, ma temo che nè tu
nè io ci possiamo fare molto

Quanto al rapporto NA/RA, non credo che la costituzione di una società per
la gestione del .it risolverebbe il problema che solleva oggi RA.  ANche la
nuova società, infatti, dovrebbe applicare regole scritte da un soggetto
terzo.

Ma quello che non mi convince è l'argomento principale.  Non mi pare,
infatti, che l'applicazione da parte di RA di regole scritte da NA debba
necessariamente creare dei problemi soltanto a RA.  Ci sono molte cose da
fare, ma una potrebbe quella (che tu menzioni nel tuo messaggio) di
costituire in forma di associazione NA.  Una NA dotata di una (sia pur
limitata) personalità giuridica (Ignazio Guerrieri mi scuserà...) potrebbe
sottoscrivere un accordo di collaborazione con RA, che disciplini anche
l'allocazione della responsabilità derivante dalle regole.

Per far vivere tranquilli gli associati, poi, NA Ass. potrebbe assicurarsi
contro il rischio di soccombenza nelle cause promosse per far valere la
responsabilità di cui sopra.

Esistono molte soluzioni tecnico - giuridiche possibili (anche il diritto è
una scienza, battuta per il Presidente...), il punto è che abbiamo bisogno
di una volontà di agire, in assenza di questa (e attualmente non vedo grandi
volontà di agire all'interno di NA) non combiniamo niente.

A presto

Riccardo Roversi


----- Original Message -----
From: "Vittorio Bertola" <vb a vitaminic.net>
To: "Riccardo Roversi" <rroversi a SLA.IT>
Cc: "Naming Authority Italiana" <ITA-PE a na.nic.it>; "Claudio Allocchio"
<Claudio.Allocchio a garr.it>
Sent: Monday, August 20, 2001 1:09 PM
Subject: Re: considerazioni e commenti su EC e discrezionalita'


On Thu, 9 Aug 2001 14:39:24 +0200, you wrote:

>quanto al primo tema, potere della RA di sospendere una registrazione in
via
>cautelare, ribadisco le mie perplessità: si tratta di un potere che viene
>attivato soltanto dalla stessa RA (che, quindi, potrebbe attivarsi in un
>caso, ma non in altri, con evidente rischio di abusi), del quale non
vengono
>precisati i confini (il che vuol dire alto rischio di sconfinare nel campo
>dell'arbitrio), che può apparentemente essere esercitato per un periodo di
>tempo indeterminato.  L'elenco delle perplessità potrebbe proseguire,
>perchè - in definitiva - si tratta di dare un "mandato in bianco a RA" che
>la autorizza a fare ciò che vuole di una richiesta di registrazione.  Mi
>pare un po' troppo e mi pare che NA (ed il suo CE) continui a commettere
>l'errore di interpretare il proprio ruolo come subordinato a quello di RA.
>Non è così e così non deve essere.  Mi farebbe piacere una replica dei
>componenti del CE (magari non solo del Presidente) sull'argomento.

Credo che questo punto vada proprio a toccare il nocciolo della
contrapposizione latente tra NA e RA, che a sua volta e' il fattore cruciale
di tutto il processo di revisione dello statuto, e anche quello che, finora,
ne ha allungato i tempi.

In sintesi, da una parte sono convinto del fatto che la separazione
concettuale tra il policy board di un registro e il suo ramo operativo sia
una buona cosa. Dall'altra pero' trovo estremamente ragionevole l'obiezione
fondamentale che viene dallo IAT-CNR, ossia: perche' noi dobbiamo rispondere
in sede legale di regole che non siamo noi a fare? Non voglio certo parlare
per loro (anzi aspetto ancora che rendano pubbliche in lista le loro ipotesi
di ripensamento dei rapporti tra RA e NA), ma credo che vada assolutamente
evitato quello che e' uno dei mali comuni delle strutture organizzative
italiane, ossia avere da una parte qualcuno che ha potere senza
responsabilita', e dall'altra qualcun altro che ha responsabilita' senza
potere. Quindi, se vogliamo che la RA abbia su di se' la responsabilita' di
prendersi le cause da chi non accetta le regole, essa deve anche avere il
potere di agire discrezionalmente; o, se preferisci, per poter essere
chiamata a rispondere dei propri errori deve avere il margine di manovra
sufficiente per essere lei a commettere questi errori, e non noi.

Naturalmente, secondo me l'errore fondamentale che sta alla base di questo
problema e' che - a differenza di quello che hanno fatto ad esempio in
Canada - la gestione del .it non e' affidata a una entita' che fa solo
quello di mestiere, ma ad un ente terzo, che nasce per altri scopi e ha
quindi obiettivi diversi e metodi organizzativi non necessariamente ottimali
per svolgere questo particolare compito. Se esistesse la societa' "registro
del .it" (privata o pubblica, for profit o no-profit che sia), essa potrebbe
poi al suo interno avere tutti i policy board che vuole e tutte le procedure
interne che vuole, tanto sarebbe poi questa societa' nel suo complesso a
rispondere dei propri (mis)fatti, e non qualcun altro. D'altra parte pero'
non possiamo certo metterci a giocare con la stabilita' del .it, per cui - a
meno che non sia lo IAT-CNR, a un certo punto, a decidere sponte sua che di
questa patata bollente ne ha le scatole piene e preferirebbe cedere l'intero
ramo di attivita' a un nuovo soggetto - quella di cui sopra (che, detto per
inciso, e' ad esempio l'opzione prevalente per il futuro registro del .eu,
che fortunatamente parte da tabula rasa) non e' una opzione oggettivamente
praticabile in questo contesto.

Al punto in cui siamo, quindi, io credo che l'unico rapporto possibile tra
RA e NA sia quello un po' conflittuale che abbiamo ora, ma molto meglio
formalizzato, con la costituzione formale della NA in una associazione
no-profit e un accordo scritto che sancisce le procedure di formazione delle
regole e gli altri punti di contatto tra le due entita', incluso quello
economico. Personalmente alle ipotesi avanzate da Denoth e altri in
assemblea - cioe' a una sostanziale sostituzione dell'attuale CE con un
policy board in parte prevalente nominato dalla RA o da altre associazioni -
preferirei decisamente un policy board elettivo e rappresentativo di tutta
la comunita' Internet, lasciando il margine di discrezionalita' alla RA ad
un meccanismo diverso, come ad esempio un potere di primo veto limitato a
casi specifici.

Ecco, ora ho detto la mia... onestamente spero proprio che su questo punto
si apra una flame di cento messaggi (o meglio ancora un civile dibattito di
cento messaggi), visto che la cosa piu' deludente della mia esperienza
dell'ultimo anno nella NA e' stata una costante tendenza alla caduta nel
vuoto di tutti i miei tentativi di far progredire la discussione :-/ (ma
forse sono io che sono impaziente...)
--
.oRo.oTo.oFo.oMo vb.
Vittorio Bertola     <vb a vitaminic.net>    Ph. +39 011 23381220
Vitaminic [The Music Evolution] - Vice President for Technology

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