Nuovo Emendamento emerso sul DDL Nomi a Dominio

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a ELETTRA.TRIESTE.IT
Gio 1 Feb 2001 12:28:50 CET


Onerovoli Senatori, buon giorno,

ho esaminato il verbale pubblicato oggi che riguarda la discussione in
corso nella 2 Commissione Giustizia a riguardo del DDL sui nomi a dominio
per Internet, concentrandomi sopratutto sulla struttura operativa
proposta, nonche' sulle definizioni di "casi di nomi possibili" indicate
nell'articolo 1.

Purtroppo da questo primo esame, emergono dei possibili seri problemi se
il DDL uscisse con gli elementi indicati attualmente. Cerco di esporveli
brevement, mettendone a conoscenza anche l'assemblea della Naming
Authority che vi ha gia' in passato inviato commenti e testi a riguardo.

Essendo appena uscito il testo della vostra discussione, non e' ancora
arrivato il feedback da parte dell'assemblea della N.A., che comunque
sara' mia cura farvi avere, per cui questo commento e' basato sulle mie
opinioni da "addetto ai lavori", e non in qualita' di Presidente della
N.A., ma penso che sia doveroso ed indispensabile mettervi a conoscenza
di queste considerazioni.

Per quel che riguarda la struttura generale, dove il "comitato
consultivo" viene posto direttamente sotto la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, vi e' un grosso problema di fondo. Tutti gli organismi che
regolano la rete Internet in questo momento si basano su entita'
"indipendenti", con correlazioni - accordi - relazioni con organismi
governativi, ma IN NESSUN CASO sono direttamente dipendenti da un
organismo governativo. Da sempre, ed anche in tutti i dibattiti in corso
a livello internazionale, sopratutto dentro ICANN, non si prevede un
diretto controllo governativo, tramite commissioni o altro, sugli
orgnismi incaricati del controllo di aspetti della rete Internet. Anche
il Comitato Esperti Internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri
ha epresso nella sua relazione al Presidente del Consiglio un parere in
linea con questo fatto di "indipendenza" e "cooperazione reciproca",
proponendo infatti un modello che si, nelle strutture e nei componenti,
e' simile a quello indicato nell'emendamento, ma indica anche la
necessita' dell'indipendenza degli organismi di regolamentazione e
controllo.

A livello di Unione Europea, le direttive sulla costituzione del nuovo
top level domain "eu" anche non prevedono un intervento "diretto"
della Commissione, se non come soggetto garante del rispetto dei
principi generali che regola l'Unione.

A livello di ICANN, una presenza cosi' "diretta" di organismi governativi
quali appunto al PCM nella struttura e regolamentazione, puo' sicuramente
portare ad un giudizio fortemente negativo, perlomeno dal punto di vista
filosofico per non dire operativo, sulla situazione che si verrebbe a
creare in Italia.

Per inciso, un commento esplicito merita la possibile composizione del
comitato di controllo della PCM: non si vede perche' debba essere indicato
il "CNR" come rappresentante degli esperti del settore della Ricerca, e
non invece gli organismi che si occupano piu' precisamente delle reti per
la Ricerca, come il MURST, o la sua Commissione Ministeriale Reti e Calcolo
Scientifico, che ha permesso la costruzione di una delle piu' avanzate
reti della ricerca in Europa, in GARR.

Tornando al testo proposto, in particolare all'articolo 1, constato che
anziche' semplificare l'articolato, lasciando quindi alla normale
legislazione gia' in vigore la protezione e disquisizione dei casi di
possibile violazione, ci si e' addentrati nel tentativo di descrizione
particolareggiata di casi. Per esperienza fatta vi posso assicurare che
un quasiasi tentativo di descrizione particolareggiata dei casi risulta
poi in una serie di norme la cui attuazione pratica e' impossibile, e,
oltre a creare un incredibile carico di lavoro a qualsiasi organismo
incaricato del controllo, risulta in una serie infinita di possibili
varianti, la cua specifica risulta impossibile. Oltretutto un simile
approccio puo' portare alla paralisi del settore "registrazioni di nomi a
dominio", che attualmente e' uno di quelli dove vi e' la maggior
pressione degli operatori e dei singoli soggetti interessari (che siano
persone fisiche o persone giuridiche) affinche' vi sia la massima
semplificazione e la massima efficienza nello svolgimento delle
operazioni di registrazione, modifica e manutenzione dei nomi a dominio
stessi. Nei paesi dove esiste le "regolamentazione stretta" (e che
comunque e' ordini di grandezza meno stretta di quanto proposto nel testo
attuale), la rete Internet risulta sottosviluppata, ed lo sviluppo del
Paese stesso, la sua partecipazione alle nuove realta' del commercio
elettronico ed alla tanto spesso decantata "globalizzazione" sono
fortemente penalizzate.

Immagino anche che una simile formulazione del testo puo' portare ad una
reazione non positiva degli operatori del settore, dei singoli soggetti
interessati poi alla fruizione del servizio e dell'immagine che possiamo
dare come "Italia" al resto delle comunita' Internet.

Come ho precisato, si tratta al momento di un commento da "addetto ai
lavori", ma ovviamente sara' mia cura fornirvi anche i commenti che
l'assemblea della Naming Authority vorra farvi avere in modo ufficiale.

Come conclusione, anche se non so se il testo ufficiale prodotto dal
Comitato Eseprti Internet (CO.ES.IN.) della PCM vi sia gia' arrivato,
suggerisco di esaminare con attenzione le proposte in esso contenute, che
rispecchiano un ampio dibattito ed anche le opinioni di tutti i soggetti
interessati nell'argomento, dagli operatori, al mondo delle Ricerca, alle
associaioni di Consumatori, etc, che hanno contribuito alla proposta.

La "buona intenzione iniziale" del DDL dovrebbe anche considerare un
"buon risultato finale", che, purtroppo, al momento posso dire di non
vedere all'orizzonte.

Sono ovviamente a vostra disposizione per qualsiasi commento, critica,
discussione e chiarimento!

Vi auguro buon lavoro!
Claudio Allocchio



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