proposta in discussione nella task force

Stefano Trumpy Stefano.Trumpy a IAT.CNR.IT
Gio 1 Feb 2001 18:17:39 CET


D'accordo con Caludio Allocchio, invio sulla lista un mio elaborato
che stiamo discutendo nell'ambito della task force, quale segno che
la TF non e' dormiente, come taluni dicono. Poiche' ci sono le
novita' annunciate questa mattina sul disegno di legge, la
discussione su un possibile modello alternativo rispetto a quanto si
discute in parlamento diviene urgente. Confido che la proposta, pur
se incompleta su alcuni punti anche fondamentali, possa essere utile
per spunti che pervengano dalla lista della NA. Buona lettura,
Stefano Trumpy
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Il modello ICANN / DNSO
L' equivalente della nostra Naming Authority e' svolto nei country
code TLD da gruppi o funzioni che operano normalmente all'interno
della struttura del registro. In taluni casi, trattasi del consiglio
di amministrazione del registro stesso; in altri di un comitato
designato ad hoc; in altri casi e' la struttura direttiva del
registro; in altri casi, ove il registro e' una emanazione
governativa, la funzione e' svolta da un comitato di nomina
governativa esterno al registro. In sostanza, non esiste una prassi
comune o raccomandata. I documenti che si riferiscono alla gestione
ottimale dei registri "best practices" dicono che il registro deve
essere in grado di elaborare regole e procedure che siano non
discriminatorie e che derivino dalla espressione della "Local
Internet Community", assicurando quindi uno sviluppo ordinato della
utenza della rete; ordinato si intende che sia fatto in modo che
tutte le componenti significative della LIC abbiano il modo di far
sentire la propria voce.
Un modello della implementazione di questo principio e' quello
(giudicato imperfetto da taluni, ma e' comunque un punto di partenza)
del DNSO di ICANN; il Domain Names Supporting Organization e' un
gruppo formato di 7 constituencies che dovrebbero raccogliere le
istanze di tutti quei gruppi che hanno, a buon diritto, voce in
capitolo sulle faccende dei nomi a dominio; ognuna delle
constituencies elegge tre rappresentanti che costituiscono il names
council (formato quindi di 21 membri). Il names council costituisce
il gruppo di esperti che interagisce direttamente con il Board of
Directors di ICANN per impostare le decisioni in materia di nomi a
dominio. Le constituencies del DNSO sono le seguenti:

        1 - i registri dei gTLD
        2 - i registrar dei gTLD
        3 - i ccTLD
        4 - gli ISP
        5 - IPR
        6 - gli utenti commerciali
        7 - gli utenti non commerciali

In sostanza si individuano le categorie di coloro che sono
direttamente coinvolti nella gestione dei registri (1, 2, e 3 e 5), i
fornitori di servizi Internet (4 e 5) e gli utenti dela rete (6, 7 e
5). Seque qualche nota esplicativa a supporto di questa
classificazione per gruppi. La constituency 1 sino ad adesso
comprende solo un elemento: Network Solutions/Verisign; in un
prossimo futuro si aggiungeranno i gestori dei 7 nuovi gTLD,
recentemente selezionati da ICANN. La constituency 2 comprende i
registrar (ero rimasto ad un numero attorno a 130) dei gTLD, i quali
sono sottoposti ad una precisa procedura di accreditamento definita e
controllata da ICANN.  La constituency 5 e' quella ove si trattano
gli aspetti legali che sono pervasivi e quindi e' presente nelle tre
categorie.
Vi sono stati tentativi per aumentare il numero delle constituencies
ma questi sono stati rintuzzati. Il gruppo piu' vocale e' stato
indubbiamente quello dei personal domain names holders; i nomi di
persona possono comunque stare sia tra gli utenti commerciali (nel
caso di iniziative commerciali di singole persone) o tra gli utenti
non commerciali. Quando ICANN ha costituito la at large membership,
si e' inteso, tra l'altro, che questa potesse rappresentare le
istanze dell'utente generico della rete e 5 direttori di ICANN sono
stati eletti con questa investitura.

L'equivalente del names council nei ccTDL ed il caso ".it"
Sorge subito un problema di non facile soluzione: chi legittima il
fatto che una funzione "naming authority" sia rappresentativa della
LIC e che abbia facolta' di regolamentare la allocazione dei nomi
sotto un ccTLD, considerata una risorsa di pubblica utilita' ? Ad
ICANN basta di sapere che all'interno di una determinata nazione o
territorio titolare di un ccTLD vi e' consenso che l'attuale gestore
operi e che le cose fuzionino sufficientemente bene. Laddove la
questione della delega del registro e' contestata o si debba
ricorrere ad una ridelegazione, ICANN vuole sentire la voce del
governo locale che approvi la eventuale ridelegazione. Da quando
ICANN ha adottato questa tendenza, sulla base anche delle
raccomandazioni del GAC (Governmental Advisory Committee), e'
aumentato il numero di paesi nei quali il governo si e' occupato in
varie forme della designazione del registro e della funzione di
stabilire le regole e procedure per la assegnazione dei nomi.
Questo lo stiamo vedendo anche in Italia ove, e' noto, e' in
discussione il disegno di legge sui nomi a dominio. Il disegno di
legge originale, ed anche l'emendamento predisposto dal governo
recentemente, si occupano del registro (chiamato anagrafe) ma non
dicono alcunche' di specifico della funzione "naming authority".  E'
mia opinione che il nome "authority" non abbia giovato alla NA
perche' mette a confrontola NA per esempio con la authority per le
garanzie delle comunicazioni o con altri enti di emanazione
governativa che hanno effettiva autorita' normativa. Si ricordi che
in passato vi sono state piu' di una interrogazione parlamentare che
hanno puntato il dito sulla Naming Authority, piuttosto che sulla
Registration Authority, come se questa dovesse essere gestita da un
ente governativo oppure dalla organizzazione delegata a gestire
l'anagrafe.
Non ripercorro la storia della NA ma sta di fatto che questa e' nata
dai pochi che, anni fa, si interessavano dei nomi a dominio ed oggi
rappresenta principalmente le constituencies numero 3 (la RA) 2 (i
provider/maintainer equiparati ai registrar) 5 (i legali) e 7 (il
GARR). A prima vista, considerato che le prime due constituency del
DNSO sono appartenenti alla sfera dei gTLD, la NA sembrerebbe
abbastanza rappresentativa della LIC italiana ma in realta' questa
viene vista come un feudo dei P/M con le altre constituencies che
contano relativamente poco. Inoltre, vi e' stato, sin dall'inizio, il
problema della partecipazione di una componente governativa che
avrebbe dovuto portare anche alla legittimazione della funzione della
NA; questa partecipazione e' stata storicamente abbastanza tiepida,
nonostante gli sforzi di Allocchio e del sottoscritto e poi si e'
disciolta quando sono cominciate ad arrivare le interrogazioni
parlamentari ed il problema dei nomi e' divenuto oggetto di
attenzione del legislatore, grazie a Grauso, aggiungo.
Allo stato attuale non e' dato di prevedere che sorte avra' il
disegno di legge; a mio avviso, entro pochissime settimane, sara'
chiaro se questo avra' gambe in questa legislatura oppure no. Nel
primo caso, la NA non potra' fare altro che traferire le proprie
funzioni e competenze nell'alveo che verra' definito dalla legge ed
la nostra task force non avra' possibilita' di azioni autonome. Nel
secondo caso, prima che la nuova legislatura si avvii e che torni ad
occuparsi di un problema non cosi' impellente come i nomi a dominio
di Internet, penso che la attuale NA avrebbe un periodo stimabile in
circa un anno per adattare la attuale organizzazione in un modo che
la NA venga vista piu' rispondente e rappresentativa degli interessi
della LIC e capace di una autoregolamentazione che faccia percepire
non necessario un intervento governativo forte.

La proposta per una NA rivisitata
Qui di seguito esprimo alcuni punti sui quali dovrebbe basarsi la
evoluzione della attuale NA.
        1 - Il concetto delle constituencies dovrebbe essere mappato
sulla realta' italiana;
        2 - dovrebbe essere definita una rappresentanza numerica
delle constiutencies stesse, in maniera da costituire un "board" che
rappresenti, opportunamente bilanciati, gli interessi delle
consitutencies; questo board dovrebbe essere l'equivalente del names
council del DNSO e svolgere (grosso modo) le attuali funzioni del
comitato esecutivo della NA;
        3 - la definizione delle constituencies e la loro
rappresentanza numerica dovrebbero essere soggette a revisioni
periodiche, per riflettere la evoluzione storica della LIC;
        4 - la attuale assemblea della NA dovrebbe rappresentare gli
interessi della LIC ed essere aperta a tutti coloro che vogliono
aderire (direi in maniera piu' aperta di quella attuale);
        5 - nella assemblea, il singolo partecipante dovrebbe
riconoscersi in una constituency e votare nell'ambito di questa per
la elezione del/dei rappresentanti che faranno parte della funzione
normativa e regolamentare del registro (attuale comitato esecutivo);
        6 - nella sostanza, ho in mente una organizzazione che sia in
parte top down ed in parte bottom up;
        7 - parte top down: qualcuno deve stabilire la struttura, le
constituencies e la loro rappresentativita' numerica nel nuovo
comitato esdecutivo; l'ideale sarebbe che questa struttura avesse una
benedizione governativa (non c'e affatto bisogno di una legge, specie
se viene concordata una partecipazione di rappresentanti governativi
nel nuovo exec); e' ovvio che su tale struttura e' da ricercare un
consenso della LIC ma solo quale contributo di idee per coloro che
devono decidere;
        8 - parte bottom up: una volta che la struttura e' definita e
la rappresentanza numerica delle constituencies, la assemblea elegge
i propri rappresentanti che faranno parte del nuovo comitato
esecutivo.

Lascio qui di seguito la ipotesi di rappresentanza delle
constituencies nel nuovo CE; aggiungo che non ho familiarita' con
tutte le associazioni di categoria degli operatori e degli utenti e
pertanto mi affido a suggerimenti piu' specifici, che facciano in
modo che nessuno si senta fuori da tutto:

Operatori coinvolti direttamente nella registrazione dei nomi
        registro                1 rappresentante        (RA)
        provider maintainer     2 rappresentanti        (AIIP, Assoprovider)
        IPR                     1 rappresentante        (?)

Operatori Internet              1 rappresentante        (Assintel ?)

Utenti Internet                 2 rappresentanti        (ANFOV ?, GARR)

Rappresentanza LIC              1 rappresentante        (Societa'
Internet, oppure ICANN at large membership)

Rappresentanza governativa      ? rappresentanti        (a seguito di
consultazione, decidere quanti membri (idealmente 2 o massimo 3) e se
questi hanno diritto di voto oppure sono cooptati (personalmente
propendo per la seconda ipotesi, considerando che il governo ha
comunque sempre il coltello dalla parte del manico, potendo normare e
legiferare).


In sostanza, in questo comitato esecutivo, vedo tre grosse componenti
che devono trovare un equilibrio concordato:
        - gli operatori della rete
        - gli utenti della rete
        - il governo
Gli operatori della rete, dovrebbero includere, oltre a quelli che si
occupano direttamente della registrazione dei nomi, anche gli ISP
intesi in senso lato; satndo alla mia proposta della volta
precedente, questi sarebbero rappresentati da 5 elementi.
Gli utenti della rete sarebbero rappresentati da soli tre elementi e
Vittorio Bertola propone di equipararli in numero agli operatori, in
modo da avere un bilanciamento; e' vero comunque che, sino ad oggi,
gli utenti hanno dimostrato sulle faccende dei nomi un interesse
obiettivamente minore degli operatori. Una possibile proposta
potrebbe essere di portare a 2 i rappresentanti della utenza
commerciale e a due quelli della utenza non commerciale. Circa la at
large membership, ICANN non ha reso disponibili le liste di chi ha
aderito e pertanto non vi sarebbe la possibilita' di individuare
delle "liste elettorali"; in alternativa, il capitolo italiano di
ISOC potrebbe svolgere la funzione di rappresentanza della LIC.

Circa la componente governativa, sarebbe basilare trovare un
compromesso che non sbilanci la struttura del CE che viene proposta;
trattare da parte nostra il ruolo del governo e' come "fare i conti
senza l'oste" ma complessivamente non abbiamo delle cattive referenze
e dobbiamo comunque essere propositivi.


Problemi che non ho affrontato per ora, ma che sono essenziali nella
visione di trasformare la NA attuale in un organismo espressione di
una capacita' di autoregolamentazione del settore privato di
Internet, sono:
        - la natura giuridica della nuova NA (una ONLUS ?)
        - la relazione funzionale tra nuova NA e RA

Ritengo che, nel frangente attuale, la NA abbia bisogno di una
sostanziale rifondazione, pena la sua sparizione, che comunque e'
dietro l'angolo.


Stefano Trumpy

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  Stefano Trumpy
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