Trasferimento del registrar cTLD .it (finche' siamo in tempo)

Alfredo Cotroneo alfredo a COTRONEO.ORG
Sab 3 Feb 2001 13:56:52 CET


Carissimi,

Riprendo il messaggio di Claudio Allocchio inviato qualche giorno fa ai
senatori inviato in lista e col quale mi trovo profondamente d'accordo ed
insieme un mia antica proposta che lanciai in maniera provocatoria per
uscire da certe situazioni poco felici del passato.

Se per assurdo .... la comunita' di utenti Internet in Italia (o dei
maintainer) andasse compatta da ICANN (o non so chi altro in questo momento
...) e chiedesse la revoca del mandato al GAR/NIC/IAT e convenisse di
spostare il registrar su un registrar per cosi' dire "privato" e al di
fuori dei confini nazionali, non soggetto quindi alla giurisdizione
italiana e che si impegnasse a rispettare le regole  della NA ... che
valore e applicabilita' avrebbe una tale siffatta legge ????

Siamo sicuri che il CTLD .it sia di fatto e di diritto proprieta' dello
Stato Italiano e il Parlamento Italiano si possa arrogare il diritto di
legiferare circa le procedure di registrazione del cTLD .it ? Io non ne
sono affatto convinto, sebbene a Ginevra/ITU di fatto si tenti di
percorrere la strada di affidare ai Governi tale responsablita'. Non
dimenticatevi pero' che l'ITU e gli organi collegati di Ginevra hanno
scarsissima rappresentativita' dal basso (es. dalla comunita' Internet), e
di fatto sono costituiti da rappresentanti Governativi. L'orientamento di
ICANN come riferivano Allocchio e Trumpy sembra essere diverso
dall'atteggiamento dei ns senatori.

E' ovvio che nella situazione attuale il CNR/IAT/NIC dovrebbe rispettare
una tale legge italiana, che prima al mondo demanderebbe il controllo della
gestione di un cTLD ad uno stato! Per il CNR/IAT, la NA, per i Maintainers
e gli utenti finali  prima verrebbe il rispetto della legge, poi
eventualemente i ricorsi di incostituzionalita' che durerebbero anni. A noi
maintainers le lunghezze burocraticeh e agli utenti i costi aggiuntivi e di
fatto lo stallo o il rallentamento allo sviluppo di Internet in Italia come
faceva giustamente notare claudio nel suo messaggio.

Non fatemi fare la Cassandra di turno, ma da qui ad una tassa di
concessione governativa sui nomi a dominio il passo e' breve .. con tutta
la burocrazia aggiutiva e gli oneri del caso. Addio poi snellimento delle
procedure se ci si mette di mezzo la PCM e i vari Ministeri, anzi :-)))

Cosa ne dicono i ns esperti sulla eventuale richiesta di trasferimento del
Registrar ? Proposta eventualmente da mettere all'ordine del giorno per una
mozione alla prossima assemblea della NA ???? Trovare un ente no profit
estero disposto ad incassare e gestire magari in maniera diversa i miliardi
dello IAT non credo sia un problema, magari ne potrebbe risultare anche un
vantaggio per la Internet community italiana ;-).

Alfredo

P.S. Sono in California e forse da qui la mia ispirazione dovuta al regime
di liberta' e sviluppo in questo settore, se volete chiedo in giro se c'e
qualcuno che vuole darci una mano e rilevare il CTLD .it ....

At 09.27 02/02/2001 +0100, you wrote:
>...
>  2. La Commissione provvede inoltre, per il tramite dell'Agenzia per la
>proprietÓ industriale istituita presso il Ministero dell'Industria, del
>commercio e dell'artigianato, che in tale caso assume la denominazione di
>Agenzia per la proprietÓ industriale e per i nomi a dominio, ovvero, in
>regime di convenzione, per il tramite di uno o pi¨ soggetti privati o
>pubblici, a:
>             a) assicurare il servizio di registrazione dei nomi a dominio
>in un apposito Registro nazionale;
>             b) assicurare l'esatta identificazione del titolare dei nomi a
>dominio registrati e la tenuta e l'aggiornamento del relativo Registro;
>             c) assicurare la comunicazione alle camere di commercio, ai
>sensi dell'articolo 1, comma 6, delle registrazioni dei nomi a dominio che
>riguardano i soggetti ivi indicati;
>             d) disporre la cancellazione dei nomi a dominio nei casi
>previsti.
>
>         3. La Commissione Ŕ formata da un massimo di nove componenti che
>sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei
>Ministri e che durano in carica per un periodo di tre anni. Oltre al
>presidente, che Ŕ indicato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, tre
>dei componenti sono rispettivamente indicati dal Ministro dell'industria,
>del commercio e dell'artigianato, dal Ministro delle comunicazioni e dal
>Ministro della funzione pubblica, ovvero dalle autoritÓ di Governo che
>eventualmente ne abbiano in futuro assunto le funzioni. Gli altri
>componenti sono scelti in maniera che ne siano anche membri un
>rappresentante del Consiglio Nazionale delle Ricerche e un rappresentante
>dell'Unioncamere. La Commissione svolge le proprie funzioni coadiuvata da
>un Collegio consultivo formato da un massimo di quindici componenti da
>designarsi tra docenti nelle universitÓ e insegnanti nelle scuole di
>materie informatiche, giuridiche ed economiche e tra gli operatori e gli
>utenti di Internet.
>...
>
>In pratica, viene abolita la NA, sostituita dalla nuova Commissione! Bel
>colpo...
>La domanda Ŕ: faranno in tempo ad approvarla prima che termini la legislatura?
>
>Cordiali saluti.
>Gian Carlo Ariosto

--
Alfredo E. Cotroneo, President,  NEXUS-Int'l Broadcasting Association
PO Box 11028, 20110, Milano, Italy           email: alfredo a nexus.org
ph: +39-335-214 614 (direct)  / +39-02-266-6971 fax: +39-02-706 38151



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