SANA POLEMICA - was: Trasferimento del registrar cTLD .it

Lapo Sergi quixe a QUIXE.COM
Dom 4 Feb 2001 12:26:57 CET


> Se per assurdo .... la comunita' di utenti Internet in Italia (o dei
> maintainer) andasse compatta da ICANN (o non so chi altro in questo
momento
> ...) e chiedesse la revoca del mandato al GAR/NIC/IAT e convenisse di
> spostare il registrar su un registrar per cosi' dire "privato" e al di
> fuori dei confini nazionali, non soggetto quindi alla giurisdizione
> italiana e che si impegnasse a rispettare le regole  della NA ... che
> valore e applicabilita' avrebbe una tale siffatta legge ????

Ma davvero sarebbe un'ipotesi praticabile?
Oppure quel "per assurdo" è veramente "assurdo"?

Se passano i DDL Passigli e Caruso (e il trend della discussione in Senato è
preoccupante), la NA finisce qui la sua storia (a parte i 15 utenti e
operatori di supporto, quindi senza poteri) con buona pace non solo del
destino del TLD it ma della crescita di internet italiana. Non ci credete?
Leggetene i testi e ne riparliamo.

Vorrei ricordare che l'ufficio brevetti e marchi ci mette "appena" due anni
a registrare un marchio (molti marchi terminano la loro carriera economica
con lo status di depositati, perchè quando arriva la registrazione sono
ormai vecchi e logori!!) , e se succedesse altrettanto coi nomi a dominio?

Nonostante tutto il binomio NA + RA ha raggiunto oggi livelli di efficenza e
rapidità  che diventerebbero un ricordo, se passati attraverso il perverso
filtro della burocrazia ministeriale.

Siamo un po' indietro sulla giustizia ed è questa secondo me la "colpa" per
la quale giunge la "punizione" del mondo politico. Mi chiedo: possibile che
nessuno se ne sia accorto ? Avverto: lo dico con spirito polemico.

Avevate (io ancora non c'ero) trovato una soluzione brillante con le
procedure di riassegnazione, per mettere la NA al riparo delle critiche che
allora leggevo da utente, susseguenti alle posizioni provocatorie del Sig.
Grauso.

Per quale motivo tale strumento non è stato adeguatamente supportato, fino
al punto di perdere quel "bonus" di credibilità che si era guadagnato? (mi
riferisco alla vicenda "mastercard").
Masochismo puro? Protezione di interessi (quali)?
O peggio, maldisposizione verso chi poteva trarne ipoteticamente un
interesse (vedi Avvocati & C.)?

Devo insistere con la dietrologia (mi si perdoni) ed affermare che dopo la
vicenda mastercard.it mi è nato il sospetto che ci sia chi probabilmente
preferisce essere controllato e sottoposto ad un organismo ministeriale
piuttosto che alla libera associazione NA.

D'altronde non è una cosa infamante, anzi, da quel punto di vista persino
comprensibile sebbene qualche scrupolo di coscienza agli uomini coinvolti in
tale entità dovrebbe sorgere (e probabilmente sorgerà) dato che la
competenza in materia è indubbia così come è indubbia l'inadeguatezza dei
DDL.

Per il bene del ccTLD it, al quale avete (abbiamo, seppur da poco) dedicato
tempo ed energie, (per le quali c'è sempre un impiego alternativo magari
pure più redditizio! ;-)), vorrei sapere:

che cosa *possiamo* e soprattutto che cosa *vogliamo* fare?

cordiali saluti

Lapo Sergi
Quixe



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