Richiesta posizione IAT/CNR (designated manager of 'it' ccTLD)

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Lun 5 Feb 2001 02:42:52 CET


Riferendomi alla risposta di E.Tondo a P.Menchetti.

> ..... Non credo che possa sfuggire a nessuno che il
> loro significato e` disegnare uno scenario in cui la A della nostra sigla
> perderebbe completamente il suo originario significato.
>

In tutta franchezza, non e' la perdita del significato della 'A' della ns. sigla la
cosa che ritengo piu' preoccupante ma quanto le conseguenze rispetto alla
delega ICANN e la posizione dello IAT/CNR.  Nel caso venisse approvato il
testo del DDL e si passasse all'assetto previsto in cui e' direttamente un
governo a fare le regole diventerebbe difficile per ICANN, a fronte di una
contestazione anche minima, avallare una situazione del genere perche'
diventerebbe poi difficile resistere ad altri tentativi gia' in corso di altri governi
(Svizzera e Germania per dirne un paio ) di esercitare un ruolo cosi'
preminente nel DNS.
Per intenderci, la At Large Membership di ICANN e' nata  proprio per poter
contare su opinioni trasversali , al riparo da influenze governative
direttamente esercitabili, ed e' voce determinante per ICANN per dimostrare il
suo ruolo 'indipendente' rispetto a gruppi di interesse specifici, governi
compresi.
Da questa probabile futura situazione d'impasse se ne potra' uscire solo
ridelegando il TLD ad altri soggetti, a opportuna distanza dal governo locale
diretto e che offra maggiori garanzie di aderenza alle guidelines ICANN.
Nel nostro caso, qualora questo dovesse accadere, sara' quasi sicuramente
l'UE ove come contropartita per la delega del '.eu' dovra'  assicurare un
atteggiamento di subdelega piu' verso il 'private sector'  che verso le singole
aree governative.
Sono supposizioni da semi-fanta-politica, certo.... ma personalmente credo
che un rischio ci sia ed in ogni caso significherebbe perdere 'qualcosa' non
noi come NA ma noi come 'Italia'...
Non credo che quel gruppetto di senatori si sia perlomeno posto il
problema...(magari sono io che esagero.. magari no...).

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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