Trasferimento del registrar cTLD .it

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mar 6 Feb 2001 01:22:22 CET


Aggiungo qualche considerazione al messaggio di S.Trumpy:

> Il ruolo che in tutto questo giocano i governi e' argomento di
> caldissima discussione in questo momento in ICANN; il Governmental
> Advisory Committee (GAC)
> di ICANN spinge affinche' ICANN entri in relazione con i governi per
> avere il loro via libera nello stabilire rapporti contrattuali con il
> registro che gestisce il ccTLD; in sostanza si vuole affermare il
> ruolo del governo come garante della delgazione al gestore del
> registro e che questo faccia effettivamente gli interessi della Local
> Internet Community; la comunita' dei gestori dei registri, e tra
> questi anche alcuni dei piu' grossi ed influenti, si oppone
> decisamente a questo approccio e la soluzione di compromesso sara'
> che, se i governo non risponderanno alla lettera che verra' inviata
> da ICANN per la conferma della delegazione, deve intendersi che non
> vi sono problemi al fatto che ICANN entri in rapporto contrattuale
> con il registro a suo tempo designato.

Questo di fatto significa che il governo, avocando a se' alcune funzioni tipiche
di un 'designated manager' (le regole per intenderci) di fatto mettera' in
difficolta' IAT/CNR nei confronti di ICANN. Visto l'approccio per risolvere la
'grana' dei governi che pressano, risulta evidente che ICANN intende
riconoscere senza batter ciglio i ruoli governativi se questi sono relativi al
'controllo' che il designated manager operi in regime 'open' e trasparente
garantendo pari accesso etc etc... Nel nostro caso questo si risolverebbe
facilmente attribuendo compiti specifici ad una delle autority di controllo
(concorrenza,comunicazioni etc..) gia' esistenti  (tralasciamo per il momento
il fatto che si volesse veramente agire in tal senso avrebbe maggior rapidita'
ed efficacia utilizzare le varie posizioni di controllo gia' presenti nella corrente
NA) od anche istituendone una ad hoc.
Diventa invece credo difficile da sostenere una posizione in cui il governo si
presenta ad ICANN come garante di se stesso... per il solito paradosso del
"controllore" che e' anche il "controllato"....

> Veniamo alla cose di casa nostra; al momento che passasse la legge in
> discussione, supponiamo nella forma attualmente emendata, e' chiaro
> che lo IAT/CNR non ha altra scelta che comportarsi in modo conforme
> all'articolato della legge; e' chiaro altresi', da quanto ho detto
> sopra, che appellarsi alla delegaziona attuale sancita nel data base
> dei ccTLD e "piantare una grana" non avrebbe altro effetto che
> mettere ICANN in una situazione di non decisione che, alla lunga
> comunque vedrebbe lo IAT/CNR perdente.
Non intendevo dire che lo IAT/CNR debba 'combattere' appellandosi e
piantando la "grana" di cui sopra... In ogni caso IAT/CNR sarebbe comunque
in difficolta'...perche' si troverebbe nelle condizioni di essere considerato -
rispetto ad altri gestori ccTLD un 'mezzo designated manager' anche se devo
dire che, come F.Denoth mi ha cortesemente risposto, non manchera' di far
presente nelle sedi istituzionali quali sono le prerogative del 'designated
manager'  e il ruolo atteso in funzione delle aspettative della local internet
community...
Mi sembra evidente che nessuno abbia desiderio/interesse che lo IAT/CNR
si immoli sull'altare di un idealismo poco 'consono' al comune sentire
'Italiano' con il rischio di compromettere davvero la stabilita' del sistema DNS
almeno per quello che riguarda l'Italia, per cui sono abbastanza sicuro (e
credo che lo siano in molti) che qualora passasse una siffatta situazione
faremo spallucce o poco piu'  quasi come al solito.
E' triste pero' vedere che a livello governativo si abbia una visione cosi' corta
sopratutto in un settore cosi veloce e che presuppone di dover guardare piu'
avanti per evitare di attestarsi su posizioni che possono dare problemi.
E' come guidare un auto che viaggia ad alta velocita'  guardando la
segnaletica orizzontale appena davanti al cofano... rischiando di non vedere
la svolta qualche decina di metri piu' avanti.
Chi ha il piede sull'accelleratore (che in questo caso diventerebbe un
soggetto diverso da chi guida) per evitare catastrofi puo' solo fare una cosa...
rallentare....

> ..... Conclusione: il governo ha comunque
> l'ultima parola per imporre la propria determinazione a livello
> locale.

Certo, ma allora perche' fare le cose a meta' ?
Facciamo come la Cina e non se parla piu' ... (non solo in senso figurato..:-)

> Spero di essere stato abbastanza chiaro su come le cose vengono viste
> e gestite sul fronte ICANN e GAC.

Certo, e ti ringrazio per le precisazioni e scusatemi il 'fervore'....

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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